Friday, July 3, 2009

[Consultafilosofica] Comunicazione Pres ide Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università dell 'Aquila

UNIVERSITA' DEGLI STUDI - L'AQUILA
FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA

Il Preside

L'Aquila, 26.06.2009

Con sollievo e soddisfazione proporzionati alla preoccupazione e all'ansia che ne hanno accompagnato la laboriosa e difficile ricerca, la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università dell'Aquila comunica una prima, sostanziale e importante certezza: ha una sede provvisoria dove potrà continuare le proprie attività istituzionali. Si tratta della sede che la Facoltà tutta, con la partecipazione del Magnifico Rettore e del Senato Accademico dell'Università dell'Aquila, aveva indicato nella pacifica e dignitosa manifestazione di inizio giugno. Sono tre edifici dell'ex Tribunale dei Minori, in via Acquasanta, le cui strutture consentiranno di mantenere unita la nostra Facoltà, che saprà adattarsi alla ridotta disponibilità degli spazi e sarà in grado di garantire l'abituale livello di qualità della propria offerta formativa. Abbiamo considerato essenziale che la Facoltà di Lettere e Filosofia, da sempre «naturalmente» collocata nel centro storico, dovesse restare nella città e che la sua funzione di elemento costitutivo essenziale del tessuto sociale cittadino potesse manifestare tutta la sua forza aggregante e offrire il proprio vitale contributo nella situazione difficile che L'Aquila deve affrontare. Siamo stati accontentati e ora aspettiamo solo di metterci alla prova, sapendo di superarla brillantemente, così come sappiamo che L'Aquila tutta saprà rimarginare le sue infinite e profonde ferite.
Il ruolo determinante da tutti riconosciuto all'Università per il destino stesso della città, ha trovato una limitata, ma appropriata e concreta espressione nella sede attribuita alla nostra Facoltà, che con l'entusiasmo dei suoi studenti, l'impegno e la determinazione del suo agguerrito e motivato corpo docente, sarà orgogliosa di continuare a esercitare il suo ruolo di vivace e vitale punto di riferimento culturale.
Con l'individuazione della sede abbiamo risolto un problema decisivo, che ci ha messi in condizione di accettare le sfide che ci attendono. Siamo perciò in grado di garantire che continueremo a far fronte a tutti i nostri impegni, con la serietà e la determinazione di cui abbiamo dato prova e che ci vengono riconosciute. I nostri studenti e le loro famiglie sono sicuri di poter contare sulla preparazione e sulla disponibilità di docenti, impegnati come non mai nello svolgimento dei propri compiti e solo impazienti di dimostrarlo a tutti gli studenti che ci confermeranno la loro fiducia e a quelli che sceglieranno di iscriversi da noi per la prima volta.
Questo risultato così importante non sarebbe stato raggiunto se non avessimo trovato intelligenze disposte a capire le nostre ragioni e cuori capaci di valutarne e apprezzarne il rilievo complessivo.
Siamo perciò profondamente grati al Sindaco dell'Aquila, Dott. Cialente, al Prefetto dell'Aquila, Dott. Gabrielli, al Vice Commissario per l'emergenza Abruzzo, Prof. De Bernardinis, al Vice Presidente della Regione Abruzzo, Dott. De Matteis che hanno sostenuto le nostre ragioni e hanno reso possibile il risultato di cui andiamo orgogliosi. La nostra gratitudine si estende a tutti coloro che, con discrezione, convinzione ed efficacia, hanno dato un valido contributo alla nostra causa.

Prof. Giannino Di Tommaso

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Universita' degli Studi di Parma (http://www.unipr.it)

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Tuesday, June 30, 2009

ANDU: Precari-CRUI-Ric. UNIPA

1. Precari: dramma personale e sociale
2. La CRUI avalla
3. Ricercatori a UNIPA

- 1. Precari: dramma personale e sociale

Invitiamo a leggere la lettera di una precaria al Presidente della Repubblica.
Nella lettera ("Scappo dall'Italia. Qui la ricerca e' malata", sul Corriere della Sera del 29.6.09) tra l'altro e' scritto: "Chi fa ricerca da precario non puo' 'solo' contare sui risultati che ottiene, poiche' in Italia la benevolenza dei propri referenti e' una variabile indipendente dalla qualita' del lavoro. Chi fa ricerca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentira' di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia."
Per leggere l'intera lettera cliccare:

Da anni l'ANDU indica nel drammatico e dannoso fenomeno del precariato la prima emergenza da affrontare nell'Universita' italiana. Abbiamo proposto (e riproponiamo) una soluzione semplice e rapida, che debellerebbe finalmente il nepotismo dei "referenti".
Ecco la proposta dell'ANDU per il pre-ruolo e il reclutamento in ruolo:
Periodo pre-ruolo MASSIMO di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Si potrebbe anche prevedere un graduatoria dei vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai vincitori stessi, seguendo l'ordine della graduatoria, la sede tra quelle che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.
Bando a partire da subito, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.

Questa soluzione e' opposta a quella finora prevista dalle bozze di DDL ministeriali che prevedono la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (con l'innalzamento della durata del periodo pre-ruolo), il non divieto della giungla di figure precarie e l'ulteriore blocco di tutti i concorsi per la previsione dell'abilitazione nazionale come pre-requisito per partecipare poi ai concorsi locali che manterranno il nepotismo. Blocco dei concorsi che si aggiungerebbe a quello da mesi in atto per un assurda legge che ha modificato lo svolgimento dei concorsi gia' banditi e avviati.
Questo blocco 'aggiuntivo' e' previsto anche nel DDL del PD.

- 2. La CRUI avalla

Il 22 giugno scorso l'ANDU (nota 1) ha, tra l'altro, scritto :
"E' evidente che negli Atenei il potere reale e' accentrato nelle mani del Rettore e che questo 'sistema' e' la causa principale dei disastri che oggi si registrano in tutti gli Atenei e della politica 'supina' che l'accademia che conta esprime a livello nazionale attraverso la CRUI."
Il 25 giugno scorso la CRUI ha approvato un documento (nota 2) nel quale, tra l'altro, si legge: "L'Assemblea della CRUI esprime la piu' viva preoccupazione perche', nonostante l'impegno del Ministro Gelmini, viene continuamente rimandata la presentazione al Consiglio dei Ministri del DDL sullíuniversita', in corso di predisposizione ormai da vari mesi". In altre parole la CRUI si lamenta che - non per colpa del ministro Gelmini (e allora di chi?) - non viene presentato quel DDL che formalizzerebbe e rafforzerebbe enormemente la figura del rettore-sovrano assoluto, cosi' come richiesto dalla stessa Conferenza dei Rettori (nota 3).
Il documento della CRUI si conclude con un sorta di autodenuncia sul ruolo da essa svolto:
"La CRUI chiede con forza al Governo di provvedere senza indugi al varo dei provvedimenti di riforma e al contestuale rifinanziamento del sistema che ne assicuri le possibilita' di sopravvivenza e di rilancio ed eviti il sicuro determinarsi, alla ripresa autunnale, di situazioni gravissime e di vera e propria paralisi del sistema che i rettori non potrebbero PIU' avallare."


- 3. Ricercatori a UNIPA

Con le ultime modifiche allo Statuto dell'Universita' di Palermo (nota 4) i ricercatori:
- votano tutti per il Rettore (art. 14, comma 6, lettera a. dello Statuto);
- fanno parte tutti di diritto del Consiglio di Facolta' (art. 17, comma 8, lettera b.) e dei Consigli di Corso di Studio (art. 19, comma 7, lettera b.);
- fanno parte, allo stesso modo degli ordinari e degli associati, del Senato Accademico (art. 12, comma 4, lettera d) e del Consiglio di Amministrazione (art. 13, comma 3, lettera c).
E' particolarmente interessante quanto previsto, fin dalla prima 'edizione' dello Statuto, nell'art. 17, comma 10:
"Per le decisioni che la legge riserva a particolari categorie, la partecipazione al voto e' regolata secondo la legge, mentre la partecipazione alla discussione e' estesa a tutti gli appartenenti al Consiglio di Facolta', fatte salve specifiche disposizioni di legge e regolamenti statali."

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- Nota 1. V. il documento dell'ANDU "Replica del PD all'ANDU su DDL 'governance' e reclutamento" del 22.6.09. Per leggere il documento cliccare:

- Nota 3. V. il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" del 24.2.09. Per leggere il documento cliccare:

- Nota 2. per leggere la mozione della CRUI "DDL sull'Universita'" del 25.6.09 cliccare:

- Nota 4. Per leggere l'ultima 'edizione' dello Statuto dell'Universita' di Palermo cliccare:

ANDU: Ricercatori: di nuovo pre-pensionamento

da

Commi 25 e 26 dell'art. 17 del "decreto legge «anti-crisi»" approvato dal Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2009:

"25. Il comma 11 dell'art. 72 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 è sostituito dal seguente: "11. Per gli anni 2009, 2010, e 2011, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono, a decorrere dal compimento dell'anzianità massima CONTRIBUTIVA, di 40 anni del personale dipendente, nell'esercizio dei poteri di cui all'art. 5 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro ed il contratto individuale, anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici. Con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno, della difesa e degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri e le modalita' applicative dei principi della disposizione di cui al presente comma relativamente al personale dei comparti sicurezza, difesa ed esteri, tenendo conto delle rispettive peculiarita' ordinamentali. La disposizione di cui al presente comma si applica anche nei confronti dei soggetti 23 che abbiano beneficiato dell'art. 3, comma 57 della legge 24.12.2003, n. 350. Le disposizioni di cui al presente comma NON SI APPLICANO a magistrati, ai PROFESSORI UNIVERSITARI ed ai dirigenti medici responsabili di struttura complessa."
26. Restano ferme tutte le cessazioni dal servizio per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro a causa del compimento dell'anzianita' massima contributiva di 40 anni, decise dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in applicazione dell'art. 72, comma 11, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo vigente prima dell'entrata in vigore della legge 4 marzo 2009, n. 15 e della modifica apportata dall'articolo 6, comma 3, della stessa legge, nonche' i preavvisi che le amministrazioni hanno disposto prima della medesima data in ragione del compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni e le conseguenti cessazioni dal servizio che ne derivano."

ANDU: Ancora Giavazzi: "alzare signifitivamente le rette degli studenti"

1. Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera
2. Aurelio Magista' su Repubblica

- 1. Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera

Francesco Giavazzi continua a 'dettar legge' sul Corriere della Sera (v. nota).
Qualche mese fa ha 'ispirato' la modifica delle modalita' di svolgimento dei universitari gia' banditi: una follia accademica e giuridica.
Una modifica che, peraltro, non modifica sostanzialmente nulla, ma che, come era ovvio, e' servita 'solo' a bloccare lo svolgimento di tutti i concorsi.
Forte dei grandi successi ottenuti, lo stesso Giavazzi ora, sempre dall''alto' del 'suo' giornale, esprime tre suoi 'desideri':
1) "cambiare la governance";
2) "ripensare i criteri con con cui sono ripartiti i finanziamenti";
3) "correggere le modalita' di reclutamento dei professori".
E, per l'immediato, detta la sua nuova riforma: "l'unico modo per tenere aperte le universita' con i fondi previsti in finanziaria e' ALZARE SIGNIFICATIVAMENTE le rette degli studenti" per non "lasciare che a novembre le universita' chiudano", visto che "il ministro dell'Economia"
"non rinuncia ai tagli".

Non e' molto grave che un economista-accademico in Italia spari le sue pensate. Piu' grave e' che un 'grande' giornale gli faccia da megafono, senza dare alcuno spazio a opinioni differenti. Gravissimo e' che tutto cio' si sia tradotto e si possa tradurre in leggi dello Stato, con conseguenze disatrose per l'Universita' italiana.

Nota. V. l'intervento di Francesco Giavazzi "Prova di verita' per gli atenei" sul Corriere della Sera de 24 giugno 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

- 2. Aurelio Magista' su Repubblica

Segnaliamo l'intervento di Aurelio Magista' "Quei professori che insegnano gratis tra vanita' e ricatto" su Repubblica del 24 giugno 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

[ateneo] Notizie CUN: parere su FFO 2009

Lo schema di riparto dell'FFO 2009 è stato finalmente trasmesso al cun in data 23 giugno
2009.
Il parere (e i numerosi rilievi puntuali) del consiglio CUN è reperibile all'indirizzo http://www.cun.it/media/102669/ps_2009_06_25.pdf

Sarà interessante sapere come l'applicazione degli indicatori individuati dal ministero per la ripartizione della quota del 7% si ripercuote sul nostro ateneo.

Per le altre notizie vedi
--
Prof. Maria Cristina Menziani
University of Modena and Reggio E.
Department of Chemistry
Via Campi 183
41100 Modena -Italy

Tel: +39-059-2055091
Fax: +39-059-373543

Wednesday, June 24, 2009

ANDU: Studenti in lotta in Germania

Si segnalano le seguenti notizie sulla protesta degli studenti tedeschi:

- "L'Onda tedesca sfida l'estate" sul Manifesto del 18 giugno 2009.
Per leggere l'articolo cliccare:

- "Studenti tedeschi in piazza" sul Sole 24-ore del 18 giugno 2009.
Per leggere l'articolo cliccare:

- "Gli studenti tedeschi contro le nuove riforme" su ResetItalia del
18 giugno 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

ANDU: PD all'ANDU su DDL

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

REPLICA DEL PD ALL'ANDU SU DDL 'GOVERNANCE' E RECLUTAMENTO

Riportiamo di seguito la replica di Luciano Modica, Responsabile Nazionale Universita' del Partito Democratico, al documento dell'ANDU ("DDL PD: commissariamento di Atenei e docenti") sulla bozza di DDL del PD riguardante la 'governance' e il reclutamento. Nel documento dell'ANDU si trova il link per leggere il testo del DDL del PD ed e' anche riportata la proposta organica dell'ANDU su 'governance' e reclutamento. Per leggere il documento dell'ANDU cliccare:
Alla replica del PD seguono piu' sotto alcune osservazioni dell'ANDU.
Ringraziamo il PD e, in particolare, Luciano Modica per l'attenzione non rituale prestata alle opinioni e alle proposte dell'ANDU e auspichiamo che tutto questo possa contribuire ad attivare un reale e vasto confronto con e nel mondo universitario.
Confronto che ci auguriamo coinvolga anche il Ministero, PRIMA della presentazione del DDL su 'governance' e reclutamento al Consiglio dei Ministri. A questo proposito va purtroppo constatato che alla richiesta al Ministro di un incontro sulla bozza ufficiale del DDL, avanzata da tutte le Organizzazioni della docenza universitaria, non e' stata ancora data alcuna risposta.

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=== DAL PD ALL'ANDU:

"Il disegno di legge PD sull'universita'.

Replica all'ANDU di Luciano Modica, Responsabile Nazionale Universita' del Partito Democratico

Ringrazio l'ANDU di aver espresso i suoi commenti e le sue critiche al disegno di legge PD sull'universita'. Avremo modo di discuterne direttamente nell'incontro con il PD fissato per il 25 giugno ma provo comunque a replicare qui per tenere il dibattito il piu' vivo e ampio possibile.

Premessa

Vorrei innanzitutto notare che c'e' un punto nodale e strategico su cui la differenza tra PD e ANDU risulta evidente e apparentemente irriducibile (ma spero di no): l'autonomia delle universita'. L'ANDU non esita a definirla "famigerata" e da tempo, con coerenza, la ritiene causa di tutti i mali del sistema universitario italiano.
Il PD - in linea con la storia dell'universita', con un dibattito nazionale cinquantennale e con tutte le scelte degli organi democratici dell'Unione Europea - la ritiene invece lo strumento essenziale per migliorare continuamente la qualita' delle attivita' universitarie e per assicurare ai cittadini un sistema pubblico efficiente di formazione superiore e di ricerca libera.
Coerentemente con la sua critica all'autonomia, l'ANDU concentra la sua attenzione essenzialmente su un solo punto del disegno di legge, quello sul governo degli atenei in cui maggiormente si esprime la linea autonomista del PD, anche in confronto con la linea dirigistica del Ministro.
Mi sarei pero' aspettato che l'ANDU non intervenisse solo sulla "governance". Possibile che non meritino commenti altri argomenti trattati dal disegno di legge? Ne faccio una semplice lista non esaustiva:
- Adeguamento automatico annuale e fino a livelli medi europei del fondo di finanziamento ordinario.
- Stabilizzazione in legge del finanziamento statale della ricerca universitaria libera (PRIN) e forte aumento dello stanziamento.
- Abrogazione della possibilita' di trasformazione delle universita' statali in fondazioni di diritto privato, a difesa della natura di bene pubblico e di pubblica responsabilita' (cosi' recitano i documenti europei) della formazione superiore e della ricerca libera.
- Riduzione della complessita' dell'organizzazione interna degli atenei con l'abbandono della dualita' tra facolta' e dipartimenti e con la ricomposizione delle attivita' didattiche e di ricerca dei docenti.
- Introduzione della terza fascia docente e quindi la prima forma di "carriera unica" per i docenti, con promozioni distinte dai reclutamenti.
- Riduzione dei settori scientifico-disciplinari per ridurre la frammentazione della cultura e il potere delle mini-lobbies accademiche.
- Selezione per le assunzioni dei docenti organizzata secondo le modalita' in uso a livello internazionale ma con una garanzia di livelli minimi uniformi data dall'abilitazione scientifica nazionale a domanda e a lista aperta.
- Introduzione del tempo pieno esclusivo per i docenti e forte differenziazione salariale con il tempo parziale.
- Tremila nuovi posti di professore di terza fascia nel triennio 2010-2012 con il relativo finanziamento a carico del bilancio dello Stato.
- Incentivi all'assunzione di dottori di ricerca, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore.
- Introduzione di una forma contrattuale unica per i non strutturati, limitata nel tempo e ben tutelata. Ripensamento della figura del professore a contratto.
- Progetto IDEAS italiano: finanziamento di stipendio e ricerca a validi dottori di ricerca che scelgono anche l'ateneo dove lavorare.
- Borse nazionali per merito a studenti di famiglie non abbienti (in aggiunta alle borse regionali del diritto allo studio) per garantire loro di poter scegliere l'ateneo dove preferiscono andare a studiare.
Ma questo e' solo l'inizio del dibattito e ci sara' tempo per estenderlo, soprattutto quando la discussione approdera' in Parlamento e sara' necessaria una grande attenzione e mobilitazione per sostenere la battaglia dell'opposizione.

Autonomia

Prima di entrare nel merito delle critiche dell'ANDU al modello di governo proposto nel disegno di legge, concludo il discorso sui principi ispiratori del disegno di legge: autonomia e responsabilita' delle universita', anche come segno di fiducia della societa' nel sistema universitario pubblico. L'universita' italiana e' soffocata dalla carenza di finanziamenti pubblici (siamo ultimi in Europa) e di fiducia sociale. Il PD ha invece fiducia nelle universita', nel suo personale, nei suoi docenti e studenti migliori, pur sapendo bene che purtroppo non mancano malfunzionamenti e sprechi. Ritiene che solo un'autonomia responsabile e valutata possa ridare credito e finanziamenti al mondo universitario, anche se non nega che dell'autonomia e' stato fatto talvolta pessimo uso.
Non e' una novita'. Cosi' scriveva il Governo Ombra del PD gia' il 28 ottobre 2008:
"All'universita' italiana servono piu' autonomia responsabile in un quadro di regole semplici e chiare, piu' valutazione e riconoscimento del merito degli studenti, dei docenti e delle istituzioni, piu' spazio ai giovani e alla ricerca libera, piu' internazionalizzazione della ricerca, dei docenti, degli studenti e dei modi di funzionamento, piu' attenzione all'equita' sociale e infine, come conseguenza e non come condizione, piu' investimenti pubblici e privati.
Solo cosi' gli atenei italiani potranno competere ad armi pari nella societa' globalizzata della conoscenza, attraendo ricerche e studenti da tutto il mondo e non solo esportando i nostri migliori talenti.
Solo cosi' le universita' potranno veramente costituire i centri della conoscenza e i motori dell'innovazione dei loro territori.
Solo cosi' il Paese potra' tornare ad esprimere fiducia nella sua universita'."
Il disegno di legge trasforma quest'impostazione in una precisa e organica legge di riforma.

Governo degli atenei

Il PD ritiene che l'attuale modello di governo delle universita' con due organi sostanzialmente paralleli, elettivi e senza effettiva distinzione di compiti, sia una delle cause di gestioni fortemente autoreferenziali e con poteri eccessivi concentrati nelle mani del rettore in quanto presidente di ambedue gli organi e quindi loro unico punto di raccordo.
Partendo da una chiara distinzione di ruoli e di compiti (non di tipologia degli argomenti da trattare!) il PD propone una forma di governo con un "potere esecutivo" chiaramente nelle mani del rettore (elettivo su ampia base democratica) e del consiglio di amministrazione (non elettivo ma democratico in quanto espressione di organi democratici come il rettore, il senato accademico e il consiglio degli studenti) e con un "potere legislativo", di strategia e di controllo chiaramente nelle mani di un senato accademico eletto direttamente da tutte le componenti dell'universita'.
Come in tutti i sistemi di governo, la qualita' democratica risiede e si misura nell'accurata messa a punto dei contrappesi tra i diversi poteri. Ad un rettore e consiglio di amministrazione che davvero amministrano si affianca un senato accademico che esprime meta' del consiglio di amministrazione (norma stranamente dimenticata nell'analisi dell'ANDU) e che ha il potere di sfiduciare insieme rettore e consiglio portando a nuove elezioni (anche questa norma appare dimenticata).
Il Consiglio di Amministrazione amministra dunque l'ateneo in tutti i suoi aspetti correnti, mentre il Senato Accademico detta tutte le regole del gioco (dallo statuto a tutti i regolamenti) a difesa dei diritti di docenti e studenti e della natura istituzionale dell'universita'; determina in modo vincolante (si pensi al potere di sfiducia) le politiche strategiche dell'ateneo: in quali direzioni culturali, didattiche e di ricerca impegnarsi e con quali risorse umane e infrastrutturali; valuta i risultati anche attraverso il proprio voto al bilancio consuntivo.
Servono altri contrappesi, servono altri dettagli normativi?
Siamo pronti a discuterne nei particolari entro un quadro di ampia autonomia lasciata alle universita', perche' molto differenti sono le loro caratteristiche, le loro storie, le loro strategie. I sistemi normativi rigidi hanno dato cattivi risultati. I principi devono essere difesi con intransigenza ma gli atenei devono essere lasciati liberi di adeguarsi continuamente ad un mondo esterno in cosi' turbinosa evoluzione.
Peraltro il disegno di legge PD risponde gia' positivamente ad altre sollecitazioni dell'ANDU in tema di governance. Ad esempio e' fissata a livello nazionale una durata massima del mandato del rettore, proprio per evitare le indecorose modifiche di statuto con auto-proroga degli organi cui si e' assistito spesso negli ultimi anni.
Interessante e da approfondire il tema dell'organo costituente. A parte il fatto che nulla impedisce ad un ateneo di dotarsene, va istituito per legge? Cosi' fu fatto dalla legge 168/1989 con il "senato accademico integrato", ma gli esiti non furono cosi' fausti.
Anche il tema del governo del sistema (Ministero, CRUI, CUN, CNSU, ANVUR, etc.) e' da approfondire. Il PD ha scelto di non intervenirvi in questo disegno di legge - come ha fatto del resto su molti altri temi universitari, primo fra tutti il sistema formativo - per evitare l'effetto enciclopedia e per puntare invece su temi ritenuti prioritari. Ma nulla impedisce di farlo. Non posso non ricordare al riguardo i tentativi dei senatori dell'Ulivo di modificare la legge Moratti di riforma del CUN proprio lungo una direzione simile a quella espressa ora dall'ANDU, che pero' non riscossero alcuna particolare attenzione nel mondo accademico.
Ringrazio di nuovo l'ANDU e spero che il dibattito continui fruttuoso."

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=== ALCUNE CONSIDERAZIONI DELL'ANDU SULLA REPLICA DEL PD

- La "famigerata" autonomia degli Atenei

E' vero, l'ANDU da anni denuncia gli immensi danni prodotti all'Universita' in nome della "famigerata" (e fantomatica) autonomia degli Atenei. Ed e' preoccupante che non si voglia prendere atto di cio' e anzi si voglia continuare ad assestare altri colpi, sempre in nome dell'"autonomia responsabile". E si potra' stare certi che dopo i nuovi danni, coloro che li avranno prodotti attraverso le 'loro' leggi, diranno come sempre che la responsabilita' e' di chi le avra' male applicate.
Si e' cominciato con l'autonomia finanziaria per gestire la progressiva riduzione dei finanziamenti operata negli ultimi decenni da TUTTI i Governi.
Si e' continuato con la finta autonomia statutaria affidata di fatto a quegli stessi Senati Accademici che, egemonizzati dai Presidi, da sempre praticano la politica del 'galleggiamento', lasciando concentrato il potere oligarchico nelle mani dei Rettori. Non avere voluto prevedere per legge un Organo di Ateneo realmente costituente (p.e. composto esclusivamente da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti) e' equivalso a decidere (per legge) la NON modifica della 'sostanza' dell'organizzazione degli Atenei. Altro che autonomia!
Si e' poi passati all'autonomia concorsuale i cui risultati devastanti (crescita del nepotismo e degli annessi fenomeni del clientelismo e di parentopoli) sono ora denunciati anche da quelli che hanno prodotto e/o sostenuto quella legge, i cui effetti l'ANDU aveva preannunciato gia' PRIMA della sua approvazione. Altro che autonomia!
Si e' poi passati all'autonomia didattica, IMPONENDO a tutti i corsi di laurea, senza alcuna discussione e senza alcuna sperimentazione, il 'famigerato' "3 + 2" che ha portato al degrado dell'offerta formativa. Coloro che hanno imposto quella 'riforma' oggi ne impediscono ogni bilancio-ripensamento. Altro che autonomia!
Sempre in nome dell'autonomia si e' consentito che negli Atenei crescessero a dismisura (triplicati in pochi anni) i precari, il cui numero ha superato quello dei docenti di ruolo, con grave danno per i diretti interessati e per la qualita' dell'attivita' didattica e di ricerca. Che bella autonomia!
L'autonomia sara' pure voluta dagli "organi democratici dell'Unione Europea" (in realta' e' voluta dai poteri forti europei ed e' combattuta in vari Paesi, tra cui Francia e Germania), ma di certo in Italia non e' servita a "migliorare continuamente la qualita' delle attivita'" degli Atenei!
La "famigerata" (e finta) autonomia ha solo prodotto danni, che ora vengono strumentalmente utilizzati per rafforzare il potere oligarchico negli Atenei aprendo agli 'esterni', cosi' come pretendono la Confindustria, gli economisti-accademici e quegli accademici che economisti non sono, ma che hanno attivamente scelto (contro ogni evidenza) l'aziendalismo come modello per rendere "competitivi" i nostri Atenei. Non collaborazione, come sarebbe logico, giusto e 'sano', ma concorrenza tra Istituzioni finanziate dallo stesso 'padrone' (lo Stato). E' come auspicare che la Ferrari faccia la 'guerra' alla Fiat! Ma che importa: questo e altro in nome del "mercato della conoscenza"!

- Il rettore-padrone

E' evidente che negli Atenei il potere reale e' accentrato nelle mani del Rettore e che questo 'sistema' e' la causa principale dei disastri che oggi si registrano in tutti gli Atenei e della politica 'supina' che l'accademia che conta esprime a livello nazionale attraverso la CRUI. Il fenomeno dell'"auto-proroga" dei Rettori in carica e' solo un 'allegato' di un sistema di potere che si vuole ora correggere proprio aumentando, formalmente e sostanzialmente, il potere dei Rettori e dei 'loro' Consigli di Amministrazione, con il coinvolgimento di quell''esterno' che tanti buoni risultati ha gia' realizzato in altri settori pubblici, come quello delle aziende sanitarie.
Il potere del Rettore diventa totale per la previsione (nei DDL del Ministero e del PD) che nelle sue mani di fatto si concentrera' anche quello, delicatissimo, della decisione degli organici per fascia e dei posti da bandire e quello, fondamentale, della scelta finale nel reclutamento e negli avanzamenti dei docenti.

- L'imposizione dei DDL del Ministro e del PD

Per realizzare negli Atenei quanto voluto dal Ministero e dal PD sul piano della 'governance', non occorrerebbe una legge: buona parte di quanto previsto dai DDL del Ministero e del PD e' stato recentemente sostanzialmente 'tradotto' nello Statuto di Camerino. In questo Ateneo e' in vigore, pur attenuato, il modello verticistico, con immensi poteri (compreso quello sulla docenza) concentrati nelle mani del Rettore e del Consiglio di Amministrazione.
Allora perche' Confindustria, Governo e PD, invece di rispettare l'autonomia degli Atenei, vogliono imporre per legge il modello del rettore-sovrano assoluto? Perche' se e' l'ANDU a chiedere l'intervento della legge per la riorganizzazione democratica degli Atenei si e' in presenza di una logica dirigistica, mentre se sono Confindustria, Governo e PD a imporre per legge una riorganizzazione 'dittatoriale' della gestione degli Atenei si dovrebbe considerare questa prepotenza un atto a favore della 'sacra' autonomia degli Atenei?
E sempre a proposito di autonomia, che logica autonomistica e' quella di imporre a tutti gli Atenei, coma fanno i DDL del Ministero e del PD, l'introduzione degli organici per fascia, che, tra l'altro, accrescono la separazione in tre distinti ruoli delle tre fasce, aumentando la gerarchizzazione della docenza?

- Le 'nuove' modalita' concorsuali

L'introduzione dell'abilitazione nazionale (libera docenza), come prerequisito per i concorsi locali per il reclutamento e le promozioni dei docenti universitari, non incidera' sostanzialmente sugli attuali fenomeni di nepotismo, che sono legati al fatto che a decidere alla fine sara' sempre l'Ateneo, ovvero il singolo 'maestro' che e' riuscito a farsi bandire il posto per il suo 'allievo'. La 'differenza' sara' che mentre con le attuali modalita', nel caso rarissimo in cui l''allievo' dovesse non essere idoneato, la Facolta' non effettuerebbe alcuna chiamata, con le 'nuove' proposte l'Ateneo bandirebbe il posto solo se e quando l''allievo' prescelto avra' conseguita l'abilitazione nazionale.
L'unico effetto concreto delle 'nuova' macchina concorsuale prevista dai DDL del Ministero e del PD sara' l'ulteriore blocco per diversi anni delle nuove assunzioni e degli avanzamenti; blocco che si aggiungera' a quello in atto prodotto dalla modifica (peraltro non sostanziale) delle modalita' di svolgimento dei concorsi gia' banditi.
Lo ripetiamo, l'unico modo per svolgere in maniera rapida e non nepotistica i concorsi per il reclutamento e le idoneita' individuali per gli avanzamenti e' quello di fare decidere i risultati a commissioni nazionali direttamente sorteggiate, cosi' come richiesto dall'ANDU.

- Una proposta su SA e CdA

Il punto cruciale di ogni riforma e' quello della composizione e dei poteri del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico, rispetto al quale tutto il resto, pur importantissimo (come "la ricomposizione delle attivita' didattiche e di ricerca" in nuove strutture), diventa secondario.
E allora proponiamo al PD (e al Ministero) di modificare 'un poco' quanto da loro previsto su queste questioni.
Il Senato Accademico sia composto (come prevede anche il PD) solo da rappresentanti, eletti direttamente, dei docenti, dei tecnico-amministrativi e degli studenti e abbia TUTTE le competenze oggi 'sparpagliate' negli attuali Senati Accademici e Consigli di Amministrazione.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione (meglio sarebbe chiamarlo diversamente) sia nominato interamente dal Senato Accademico, senza presenza di 'esterni' (a questo proposito, si potrebbe semmai prevedere un organo consultivo interamente composto da 'esterni'). Il nuovo Consiglio di Amministrazione dovrebbe affiancare il Rettore nella esecuzione di quanto deciso dal Senato Accademico.
Il Rettore NON dovrebbe comunque presiedere il Senato Accademico.
Se altre questioni riguardanti la 'governance' non dovessero essere definite dalla legge, la decisione su di esse dovrebbe essere affidata a un Organo costituente di Ateneo composto da rappresentanze paritetiche elette direttamente da tutte le componenti.

- Un Organo nazionale di autogoverno

Oggi non esiste un Organo nazionale che rappresenti e difenda adeguatamente l'autonomia del Sistema nazionale degli Atenei. Non si tratta di un caso, ma di una scelta fatta lucidamente ai tempi del ministro Luigi Berlinguer (sottosegretario Luciano Guerzoni), per non avere 'ostacoli' alla politica dei Ministri e, di fatto, per non avere forti opposizioni alle scelte delle oligarchie accademiche nazionali. La costituzione di un Organo nazionale democraticamente composto con l'elezione di una rappresentanza dei docenti eletta direttamente, in maniera non frastagliata e non corporativa, e di congrue rappresentanze elette direttamente dai tecnico-amministrativi e dagli studenti, deve essere prevista contestualmente alla riforma della 'governance' degli Atenei.

- Le nuove risorse del PD

Non ci siamo espressi, in particolare, sulle proposte del PD che implicano nuove risorse finanziarie, ovviamente piu' che necessarie. Ma non e' stata una dimenticanza. Non ci e' sembrato infatti 'opportuno' pronunciarsi su proposte che il PD fa ora dall'opposizione e sulle quali avrebbe potuto decidere (e non l'ha fatto) quando e' stato al Governo. Peraltro la previsione del PD del bando di tre mila posti di terza fascia per il triennio 2010-2012 e' assolutamente insufficiente, a fronte dell'immenso numero degli attuali precari e del prossimo pensionamento di migliaia di docenti di ruolo.

22 giugno 2009

Wednesday, June 17, 2009

[UNIMORE] Notizie CUN: ancora fumata nera su FFO e reclutamento

La bozza di disegno di legge su Governance e Reclutamento non sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri. Al momento non è nota la data in cui il testo verrà presentato.

Il Prof. Schiesaro (consigliere del Ministro, intervenuto alla seduta cun del 9-11 giugno) ha confermato, anche se giustificandolo con la necessità di raccogliere dati aggiornati sull'attività studentesca, il ritardo nell'emanazione del decreto sul FFO, rimarcando la novità della quota del 7% dedicata alla "premialità" pari a circa 500 milioni di euro. Questa quota sarà per due terzi attribuita sulla valutazione della ricerca. Il decreto sarà presumibilmente approvato entro il corrente mese di giugno.



TESTO MOZIONE CUN SU
- gli aspetti finanziari legati al FFO 2009 e alla Finanziaria 2010-12
- l'effetto contraddittorio sull'organico del SUR dell'eventuale estensione della base temporale di applicazione delle norme della Legge n.1/2009 e la necessità di una nuova strategia.



1. Aspetti finanziari Decreto FFO 2009


L'emanazione del Decreto FFO 2009 per l'anno corrente non è stata ancora effettuata. Nel 2007 e 2008 era arrivato al CUN nel mese di marzo, consentendo la formulazione del relativo parere entro i primi di aprile. Già allora era stato stigmatizzato il ritardo mettendo in luce le conseguenze negative sui singoli atenei e sul sistema nel suo insieme. Lo slittamento dell'emanazione del Decreto:
- espone il Fondo, come già denunciato dal CUN, al possibile ulteriore prelievo di quote da parte del MEF;
- consolida logiche di inerzia finanziaria e contabile;
- demotiva le istanze di programmazione e innovazione più volte invece dichiarate, di fatto pregiudicando l'avvio della programmazione da parte dei singoli atenei per il 2010.
Il CUN sottolinea le gravi conseguenze che derivano a tutto il sistema dal grave ritardo e chiede che le autorità competenti si attivino con estrema urgenza e procedano alla redazione del Decreto nonché alla distribuzione dei fondi relativi. Inoltre:
- chiede che in virtù dei risultati correnti ottenuti, ad esempio la regolarità degli studi, la riduzione dell'età media dei neodottori, la maggiore frequenza alle lezioni, la generalizzata acquisizione delle conoscenze linguistiche e informatiche, i migliori rapporti coi territori e il mercato del lavoro, l'aumento dei tirocini e degli stage, ecc., documentati anche da ALMALAUREA (1), siano stanziate risorse finanziarie aggiuntive già per l'anno in corso;
- ricorda la necessità che il Decreto 2009 fissi anche i criteri che saranno seguiti nella distribuzione del FFO 2010.

Finanziaria 2010-12

Il CUN chiede che:
- nella Finanziaria 2010-12 siano riconosciuti i progressi del SUR nell'ultimo triennio, come ad esempio, razionalizzazione e riqualificazione dell'offerta formativa, controllo della spesa, piani di rientro dall'indebitamento, selezione di indicatori e parametri di qualità individuale e collettiva internazionalmente riconosciuti, definizione di un sistema di equipollenze internazionali, ecc..
- venga quindi stanziata una adeguata linea di finanziamento che riconosca il SUR come infrastruttura strategica del Paese per la ricerca scientifica e l'alta formazione, associando in modo sostanziale la premialità finanziaria ai risultati di una valutazione da intraprendersi in modo urgente e sistematico.



2. Parametri e regole reclutamento Legge n. 1/2009 Il CUN segue con preoccupata attenzione la situazione stagnante nello sviluppo dell'organico e delle procedure in atto nel reclutamento dei ricercatori e nei processi di avanzamento dei professori.


Più volte ha segnalato con mozioni e proposte la gravità della situazione e lo stato di deterioramento nelle aspirazioni e motivazioni del corpo docente e professionale.


Ora, sulla base dello stato dell'organico dei docenti delle università italiane nonché dei risultati ottenuti da un modello di simulazione a 10 anni del SUR e dei singoli atenei segnala le eventuali drammatiche, e forse non volute, conseguenze che deriverebbero dalla applicazione delle norme della Legge n.1/2009 se applicate per il prossimo decennio.

In particolare, evidenzia (vedi tabella 1) che tali norme:

- produrrebbero una drastica riduzione della dimensione dell'organico del Sistema, in palese contraddizione con le indicazioni OCSE relative all'Italia, e sostanziali modifiche nella sua composizione;
- genererebbero nell'arco di un decennio una struttura dell'organico eccessivamente ridotta nelle componenti che, in assenza di una non più rinviabile ridefinizione dello stato giuridico della docenza, sono istituzionalmente tenute alla funzione docente;
- comporterebbero un progressivo generalizzato invecchiamento del corpo docente , di nuovo in palese contraddizione con gli obiettivi dichiarati nella "Linee guida" del 24 marzo e nelle diverse bozze di disegni di legge;
- e appaiono, in definitiva, incapaci di mettere in moto processi coerenti con le aspettative, incidendo significativamente sul futuro delle università specie riguardo alla qualità dei giovani reclutati, la quale verrebbe abbassata dall'assenza di significative prospettive di carriera.


Inoltre, quando tali norme vengono applicate in simulazione sui singoli atenei (vedi tabella 2), mostrerebbero soluzioni fortemente differenziate a seconda della dimensione e struttura dell'organico esistente, col risultato di:
- penalizzare fortemente la mobilità interna negli atenei che da anni adottano politiche di reclutamento e avanzamento selettive sul modello di un assetto di tipo piramidale;
- consentire, invece, una maggior possibilità di mobilità interna negli atenei che hanno adottato politiche di prevalente espansione della prima fascia.


Emergono, cioè, evidenti le incongruenze di una normativa di emergenza non adeguatamente contestualizzata.


Il CUN propone, quindi, che fin d'ora ci si orienti verso una nuova strategia di sviluppo dell'organico: nel prossimo DDL si adotti una formula di "assetto a regime", verso cui indirizzare gli atenei e da legare a logiche premiali e sanzionatorie in sede di FFO.


Questa, di massima, dovrebbe prevedere un minimo di 40% per ricercatori - ricordando la messa in esaurimento dal 2013 - e quote di associati superiori agli ordinari oppure da contenere entro intervalli del tipo 30-35% e 25-30%.


Questa soluzione garantirebbe una base sistematica di reclutamenti in entrata e profila una linea di selettività abbinata a prospettive di promozione e avanzamento entro le politiche di reclutamento e avanzamento che ciascun ateneo vorrà sviluppare sotto i vincoli di sostenibilità finanziaria.


--
Prof. Maria Cristina Menziani
University of Modena and Reggio E.
Department of Chemistry
Via Campi 183
41100 Modena -Italy


Tel: +39-059-2055091
Fax: +39-059-373543

Thursday, June 11, 2009

ANDU: Sul DDL governativo

=== Il ministro Gelmini, contrariamente a quanto previsto, non presentera' al Consiglio dei Ministri del 12 giugno 2009 il testo del DDL sulla 'governance' degli Atenei e sul reclutamento.

=== Il 26 maggio scorso tutte le Organizzazioni della docenza universitaria (ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR) hanno chiesto un incontro al ministro Gelmini per un confronto su una bozza ufficiale del DDL PRIMA della sua presentazione in Consiglio dei Ministri (v. in calce la lettera inviata al Ministro). Fino ad oggi dal Ministro non e' pervenuta alcuna risposta.


=== Il 25 giugno 2009 le Organizzazioni universitarie incontreranno il PD (Giuseppe Fioroni e Luciano Modica) per un confronto sul DDL presentato da questo partito.


=== Dopo la presentazione del DDL al Consiglio dei Ministri, le Organizzazioni universitarie si incontreranno con il sen. Giuseppe Valditara del PDL.


=== Invitamo a leggere l'interessante articolo di Stefano Catucci "Bilancio di una riforma ispirata a criteri punitivi", sul Manifesto dell'11 giugno 2009. Per leggere l'articolo:


=== Ricordiamo che sui DDL del Governo e del PD l'ANDU ha elaborato i seguenti documenti:


- "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" (24.2.09):


- "Il commissariamento dei docenti universitari. L'alternativa dell'ANDU" (5.5.09):


- "DDL PD: commissariamento di Atenei e docenti" (1.6.09):

===========
LETTERA UNITARIA AL MINISTRO GELMINI:

"ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR



URGENTE


All'on. Mariastella Gelmini,
Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca

OGGETTO: Richiesta di incontro


Gentile Ministro,


abbiamo apprezzato il fatto di averci consentito, nell'incontro tenutosi in data 19 maggio u.s. al Ministero, di conoscere alcuni dei contenuti della piu' recente bozza del disegno di legge sull'Universita' che sara' presentato al Consiglio dei Ministri non prima del prossimo 12 giugno.


Abbiamo ricevuto dalla segreteria del  Vicecapo di Gabinetto la richiesta di conoscere le nostre osservazioni a quanto sentito in quellíincontro, ma non riteniamo utile, in questa fase ancora fluida, esprimere giudizi su cio' che ancora non e' definito.


Le chiediamo, quindi, di farci conoscere, prima della presentazione del provvedimento al Consiglio dei Ministri, una bozza ufficiale del disegno di legge in modo da consentirci di esprimere le nostre considerazioni in un incontro che le chiediamo fin da ora.
Riteniamo che cio' possa risultare utile alla definizione di un testo che tenga conto delle puntuali osservazioni delle Rappresentanze del mondo universitario.
Certi della Sua disponibilita' ad un confronto reale e proficuo e in attesa di un suo cortese riscontro, le inviamo i nostri piu' cordiali saluti.

26 maggio 2009

ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR"

ANDU: FLC-CGIL su DDL Governo e PD

Invitiamo:
1. a leggere il documento della FLC-CGIL sui DDL del Governo e del PD;
2. a rileggere i documenti dell'ANDU sugli stessi DDL.


1. === FLC-CGIL

- "La FLC Cgil su governance e reclutamento nelle Universita'" (9.6.09):
http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/giugno/la_flc_cgil_su_governance_e_reclutamento_nelle_universita


2. === ANDU

- "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" (24.2.09):
http://www.astrid-online.it/L-universi/Documenti/Andu_25_2_09.pdf

- "Il commissariamento dei docenti universitari. L'alternativa
dell'ANDU" (5.5.09):
http://corunimore.blogspot.com/2009/05/andu-commissariamento-dei-docenti.html

- "DDL PD: commissariamento di Atenei e docenti" (1.6.09):
http://unimoreinform.blogspot.com/2009/05/andu-ddl-di-governo-e-pd-professori.html

Tuesday, June 9, 2009

ANDU: Su situazione generale e Ateneo

L'Esecutivo dell'ANDU dell'Universita' di Palermo sulla
SITUAZIONE GENERALE DELL'UNIVERSITA' E SU QUELLA DELL'ATENEO

E' previsto che subito dopo le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, il Governo presentera' un Disegno di Legge sulla 'governance' degli Atenei e sui concorsi universitari. La 'governance' per portare "efficienza nel sistema", i concorsi per portarvi "trasparenza". E' ben evidente come si tratti in entrambi i casi, di diversivi.
Il provvedimento sulla 'governance', sollecitato in special modo dai rettori, dovrebbe servire a riconfigurare la struttura di governo degli atenei secondo linee che gli atenei stessi potrebbero gia' oggi determinare autonomamente, come accaduto all'Universita' di Camerino. E allora perche' una legge se gia' l'autonomia statutaria consente di ridefinire i poteri degli organi accademici, inserirvi soggetti esterni, ampliare (ma non si capisce in cosa lo si dovrebbe) i poteri del rettore? Il fallimento della gestione degli atenei ha altre motivazioni che i rettori conoscono bene e che nessuna legge sulla 'governance' che dovesse attribuire loro maggiori poteri, sara' in grado di ovviare.
La riforma dei concorsi, che produrra' comunque un ulteriore rinvio del turn-over, dovrebbe portare "trasparenza" nel sistema del reclutamento. La questione sarebbe molto meno rilevante se non fossero emersi negli ultimi tempi troppi casi di parentopoli, segno anche di un degrado etico che nessuno dei progetti di legge elaborati dal Ministero o presentati in Parlamento si e' posto il problema da affrontare seriamente.
Questo avviene mentre l'Universita' italiana appare in uno stato catatonico come mai era avvenuto nella sua storia. Si percepisce una dimensione di impotenza e di rassegnazione che attraversa tutte le componenti, studenti inclusi.
La crisi finanziaria dell'Universita', che ha la prima radice nella gestione dissennata delle risorse disponibili, e' aggravata dalla crisi economica mondiale. Il governo attuale - come quelli che l'hanno preceduto - piuttosto che pretendere produttivita' dal sistema formativo riformandolo alla radice, lo lascia formalmente in vita, ma lo priva delle risorse minime necessarie ad una sopravvivenza appena dignitosa. Sul fronte dell'Ateneo di Palermo, ad  oltre sette mesi dall'insediamento del nuovo Rettore, si hanno segnali difficili da interpretare.


In occasione dell'approvazione del bilancio consuntivo 2008 fu spiegato che la riassunzione dei bilanci dei dipartimenti nel bilancio unico di ateneo era niente piu' che una prescrizione contabile. Si e' visto che cosi' non era se ancora oggi i dipartimenti hanno avuto assegnato soltanto una esigua parte dei fondi di competenza e che altre strutture, sembrerebbe le presidenze di Facolta', non hanno ancora avuto accreditato assolutamente nulla. La riduzione del numero di dipartimenti annunciata nel programma elettorale e che potrebbe, questa si, assicurare consistenti economie, rimane ancora al palo. Il tutto nel silenzio piu' assoluto, in un clima da "non disturbare il manovratore".
Ascriviamo a questo contesto anche i "boatos" sulla prossima istituzione del cosiddetto "ricercatore a tempo determinato", tema che discutemmo con l'attuale Rettore in un incontro da lui richiestoci prima della sua elezione. In quella occasione obiettammo che una tale previsione si sarebbe tradotta in un ulteriore allungamento del periodo di precariato e quindi in instabilita' dell'intero sistema. Alla fine della discussione ci era sembrato che egli avesse accolto le nostre osservazioni tanto e' vero che nel programma elettorale, successivamente diffuso, si leggeva: "…
incentivare i dottorati di ricerca e l'assegnazione delle relative borse e pervenire gradualmente alla sostituzione degli assegni di ricerca con posti di ricercatore a tempo determinato, stimolando al riguardo i finanziamenti esterni; …". Oggi registriamo, avendolo appreso dalla stampa, che e' in via di approvazione una normativa per regolare l'assunzione di ricercatori a tempo determinato con contratto triennale rinnovabile una sola volta: quindi ben sei anni di precariato e nessuna chiarezza sul fatto se questa figura si aggiungerebbe a quelle attuali o se sarebbe sostitutiva dell'assegno di ricerca.
Un Ateneo che, come il nostro, e' chiamato a grandi sacrifici ha il diritto di conoscere come stiano effettivamente le cose. Quali siano i progetti per uscire dalla crisi che viene dichiarata ed in quali tempi. Non vorremmo che si pensi di aggiustare in un solo anno i guasti prodotti nei precedenti decenni. Ma cosa si vuole aggiustare e come? Sembrerebbe che l'unico problema sia il riequilibrio finanziario. Esso e' certamente uno dei problemi, non va sottovalutato e va perseguito; ma dubitiamo che sia esso oggi il problema principale dell'Universita' di Palermo. Ritenendolo invece tale e assumendolo come stella polare di ogni azione di governo si imbocca fatalmente la strada di immolarvi l'esistenza stessa dell'Ateneo.

5 giugno 2009

ANDU: "Perenzione"

da due articoli sulla Stampa del 7 giugno 2009:

"Perenzione: il Tesoro riassorbe i finanziamenti anche se il progetto non e' concluso".
"L'attuale situazione e' dovuta a una norma introdotta dall'ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa nella finanziaria 2008 che ha portato la perenzione da sette a tre anni. La maggioranza, dal canto suo, non modifica la norma perche' se dovesse tirare fuori oggi quella montagna di denaro, perderebbe punti di Pil."

Per leggere i due articoli:

"Lo Stato si riprende i soldi per la ricerca", cliccare:


"E' un sistema capestro, puo' succedere solo in Italia", cliccare:

ANDU: DDL PD: commissariamento di Atenei e docenti

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

DDL PD: COMMISSARIAMENTO DEGLI ATENEI E DEI DOCENTI
LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'ANDU


Alla vigilia delle elezioni europee il PD ha presentato una bozza di "Proposta di legge sull'Universita'" (per leggere la "Proposta di legge" v. nota 1).


Prima di commentare il DDL del PD, ci pare utile la rilettura di una 'profetica' proposta di 'governance' elaborata dalla Fondazione TreeLLLe nel 2003:
"Istituzione di un organo collegiale che deterrebbe il potere esecutivo nell'ateneo: un Consiglio di Ateneo con i compiti e le responsabilita' tipici di ogni consiglio di amministrazione".
"Il Consiglio di Ateneo delibererebbe i budget revisionali, con la conseguente ripartizione delle risorse, i bilanci consuntivi di esercizio, i piani strategici di attivita', le operazioni patrimoniali, gli impegni contrattuali dell'ateneo. Il Consiglio di Ateneo avrebbe inoltre la responsabilita' DIRETTA della selezione del personale docente, ricercatore e tecnico-ricercatore."
"La parola finale e dunque la responsabilita' reale  dell'assunzione rimane in capo al Consiglio di Ateneo." Ci deve essere l'obbligo "che meta' dei componenti, escluso il Rettore, siano scelti all'interno del personale dell'ateneo e meta' all'esterno come rappresentanza dei portatori di interesse esterni nei cui confronti l'istituzione deve essere accountable: Governo nazionale e regionale, comunita' territoriali, forze imprenditoriali e sociali." "La nomina e la revoca dei componenti del Consiglio di Ateneo sarebbero una PREROGATIVA del Rettore", salvo che per gli 'esterni'.
Tutto questo e' scritto nelle pagine 110 e 111 del Quaderno n. 3 "Universita' italiana, universita' europea?", del settembre del 2003, della Fondazione TreeLLLe, la quale si prefiggeva esplicitamente di svolgere "attivita' di LOBBY trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative affinche' le proposte di TreeLLLe influenzino le azioni di governo e si trasformino in sperimentazioni concrete."
La TreeLLLe era ed e' presieduta da Attilio Oliva, ex amministratore delegato della Luiss (l'Universita' della Confindustria), che ha recentemente ribadito che negli Atenei "serve un consiglio d'amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche rappresentante esterno, che abbia la responsabilita' diretta della gestione di tutte le risorse, docenti inclusi." (dal Corriere della Sera del 24
febbraio 2009).
Per conoscere l'"organigramma" della TreeLLLe cliccare:


Le 'indicazioni' della TreeLLLe ora sono state  sostanzialmente 'riscritte' nella bozza di DDL del PD (e in quelle ministeriali).
Infatti nel DDL del PD si legge che "il consiglio di amministrazione (composto al massimo da una dozzina di elementi, ndr) assume TUTTE le decisioni riguardanti l'ateneo nel suo complesso, ad eccezione di quelle di competenza di altri organi di governo" e "in particolare approva il bilancio preventivo, il conto consuntivo e TUTTI i provvedimenti che riguardano la realizzazione di infrastrutture, l'ORGANICO e il RECLUTAMENTO del personale, l'ATTIVAZIONE dei corsi di studio e l'allocazione di risorse alle strutture interne."(comma 6 dell'articolo 5).
Inoltre "il consiglio di amministrazione, sentiti il senato accademico e le strutture interne interessate, DELIBERA il reclutamento (dei professori) sulla base della graduatoria di merito e di una eventuale intervista (sic!) con i candidati." (comma 6 dell'art. 9).
E anche "la promozione (dei professori) e' DELIBERATA dal consiglio di amministrazione, sentiti il senato accademico e le strutture interessate." (lettera d del comma 8 dell'art. 9).
Meta' dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dal Rettore e almeno un terzo dei componenti e'formato da persone esterne (comma 7 dell'art. 5).


Insomma il PD, come prevedono anche le bozze ministeriali, affida al Rettore e al suo CdA poteri assoluti, rafforzando e consacrando cosi' quel sistema di potere oligarchico che ha gia' portato al disastro degli Atenei e che si basa proprio sugli immensi poteri dei Rettori. Tali poteri sono derivati soprattutto da Senati Accademici incapaci di una gestione complessiva degli Atenei perche' egemonizzati dalla presenza dei Presidi, esprimendo cosi' una sorta di federalismo condominiale. Un sistema di potere che ha anche prodotto quella 'poco elegante' scelta di tanti Rettori che si sono fatti prorogare il mandato dai 'propri' Senati Accademici. Una  scelta che e' anche un'autodenuncia della natura oligarchica dell'attuale gestione degli Atenei, gestione che diventerebbe ancor piu' devastante se dovesse essere realizzato quanto voluto dalla lobby accademico-confindustriale che 'ispira' il PD e il Ministero.


Che la vera finalita' dei progetti del PD e del Ministero sia quella di imporre per legge il commissariamento degli Atenei e dei docenti (nota 2) - tra i quali si accentua la gerarchizzazione introducendo gli organici di Ateneo separati per fascia (nota 3) - lo dimostra il fatto che gli unici importanti punti 'prescrittivi' dei DDL sono quello dei pieni poteri conferiti ai Rettori e ai loro Consigli e quello del connesso svuotamento dei compiti del Senato Accademico, mentre il resto lo si demanda alla famigerata autonomia degli Atenei, affidata a quegli stessi Organismi che hanno ovunque dimostrato di essere capaci solo di conservare al massimo l'assetto di potere preesistente. Ne' il PD, ne' il Ministero, infatti, prevedono la formazione di un Organo costituente di Ateneo (p.e., composto da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti).


'Naturalmente' il PD, come il Ministero, non prevede la  costituzione di un nuovo e unico Organo nazionale di autogoverno, che rappresenti e coordini le Universita' e difenda il Sistema nazionale degli Atenei dai poteri forti accademico-politici. Un Organo composto da rappresentati di tutte le componenti universitarie (docenti, tecnico-amministrativi, studenti), eletti in maniera diretta, non corporativa e non frammentata.
D'altronde la TreeLLLe, a pag. 95 del suo citato Quaderno,  'dettava': "E' percio' necessario, per la chiarezza dei ruoli, che l'autorita' centrale abbia come interlocutore la CRUI come espressione autonoma e indipendente degli atenei", ritenendo (a pag. 94). "incongrua la configurazione del Cun come 'organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie'"
Bisogna riconoscere che la CRUI effettivamente ha giocato e  sta giocando un ruolo non secondario di "interlocutore" dei vari Ministri e dei vari Parlamenti per agevolarne l'opera di demolizione dell'Universita' statale, democratica, di massa e di qualita'; ruolo svolto dai Rettori in piena autonomia e indipendenza dagli Atenei.


Il modello aziendalistico (nota 4) dettato dalla lobby accademico-confindustriale italiana e' peraltro perfettamente in linea con le 'indicazioni' date a livello europeo dai poteri forti economici. A questo proposito va sottolineata la perfetta sintonia di intenzioni e di contenuti tra la legge del Governo francese e le proposte elaborate in Italia dal Ministero e dal PD. Si tratta di un disegno che punta al definitivo smantellamento delle Universita' statali quali istituzioni al servizio del bene comune; un disegno che e' anche in aperto contrasto con la Costituzione italiana che garantisce invece la liberta' di ricerca e di insegnamento.


Nel progetto del PD ci sono alcuni punti interessanti (elezione diretta del SA, terza fascia, unica figura pre-ruolo, maggiori risorse) che diventano 'secondarie' rispetto al principale obiettivo del commissariamento degli Atenei e dei docenti.


Il PD, nel rendere noto il suo DDL, si e' augurato "che si apra un dibattito aperto e costruttivo nel mondo universitario, nel Parlamento e nel Paese. Osservazioni e critiche saranno quindi benvenute e gradite le proposte di modifica nella forma di emendamenti."
L'ANDU, inascoltata, da anni formula "osservazioni e  critiche", avanzando puntuali proposte alternative alle posizioni del PD (prima dei DS) sui nodi centrali della 'governance' e del reclutamento.
Piu' recentemente l'ANDU ha duramente criticato (v. documento  "Governance.
Controriforma PD", nota 5) la "Proposta n. 5 (Governance universitaria piu' responsabile, efficace ed efficiente)". In particolare il PD nella sua "Proposta" prevedeva che "Il consiglio di amministrazione, presieduto dal rettore, delibera tutte le scelte gestionali dell'universita'" e che esso "e' formato su proposta del rettore (senza meccanismi elettivi dei suoi componenti) approvata dal senato accademico."



== LE PROPOSTE DELL'ANDU


Alle ipotesi antidemocratiche di organizzazione degli Atenei  e contro il commissariamento dei docenti, l'ANDU contrappone un modello di organizzazione degli Atenei democratica, responsabile, efficace ed efficiente e un sistema di reclutamento e di promozione rispettoso dell'autonomia dei docenti, ma che impedisca le degenerazioni nepotistiche.

GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI

- Sistema nazionale
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.

- Organizzazione degli Atenei

Premessa.
La riforma proposta dall'ANDU si basa sulla previsione, per  la prima volta nell'Universita' italiana, di un gestione DEMOCRATICA degli Atenei, attraverso un Organismo i cui componenti siano TUTTI DIRETTAMENTE eletti da tutte le categorie e che abbia poteri effettivi, riducendo quelli del Rettore. Non e' infatti vero che "il voto di massa (per eleggere il Rettore) peggiora l'Universita'", come scrive in un improvvisato e disinformato intervento Mario Pirani su Repubblica dell'1 giugno 2009 (nota 6), ma e' invece proprio l'assenza di un Organo collegiale di Ateneo, democratico e realmente responsabile, che impedisce una gestione rispettosa degli interessi generali dell'Universita' e della Societa'.


Proposta
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione  dovrebbero essere sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i  Collegi dei Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo  di Ateneo"), eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli  di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero 'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione' dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.


DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Premessa.
Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe  veramente fine al nepotismo e finalmente si lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente, piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano  a sostenere) che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha 'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.
In questa direzione si potrebbe anche prevedere un graduatoria dei vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai vincitori stessi, seguono l'ordine della graduatoria, la sede tra quelle che hanno bandito i posti.


Proposta.
Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi,  devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi  fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione  per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.


Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza  (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

1 giugno 2009

- Nota 1. Per leggere la bozza del DDL del PD cliccare (senza interrompere i caratteri!):
oppure
oppure


- Nota 2. Nel DDL del PD si prevede l'intromissione della solita ANVUR nella scelta dei docenti prevedendo che per far parte delle commissioni per le abilitazioni nazionali bisogna prima richiedere all'ANVUR di fare "parte di una lista compilata" dall'ANVUR stessa (comma 2 dell'art. 10).


- Nota 3. Il PD, introducendo l'"Organico docente" (art. 11), mantiene e rafforza l'attuale divisione in tre distinti ruoli della docenza, attribuendo di fatto al Rettore il potere di determinare la 'distribuzione' dei docenti nelle tre fasce. Con le procedure previste dal PD, nella sua normale carriera, un docente (dal reclutamento nel ruolo della terza fascia fino ad entrare nel ruolo degli ordinari), dovra' affrontare e superare tre prove nazionali (una abilitazione per ogni fascia) e tre concorsi locali (uno per il reclutamento e due per le promozioni): il doppio di quanto proposto dall'ANDU (un concorso nazionale per il reclutamento nel ruolo unico e due prove di idoneita' nazionali per le promozioni). Peraltro le procedure previste dal PD (e dal Ministero) avranno anche la conseguenza di 'produrre' i primi nuovi assunti e le prime nuove promozioni non prima di qualche anno. E tutto si aggiunge all'attuale blocco dei concorsi dovuto ad una legge (la 180) insensata sul piano accademico e su quello giuridico.


- Nota 4. Nel modello di 'governance' della TreeLLLe l'Organo di governo dell'Ateneo era chiamato "Consiglio di Ateneo", mentre ora, nella bozza di DDL del PD (e in quelle ministeriali), lo stesso Organo e' chiamato "Consiglio di Amministrazione", dicitura questa piu' consona a quella imperterrita logica aziendalistica ("autonomia responsabile degli Atenei") che tanto bene ha portato all'Universita' italiana: finta autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, localismo concorsuale, dequalificante "3 + 2", proliferazione del precariato, ecc.).


- Nota 5. Per leggere il documento dell'ANDU "Governance. Controriforma PD", del 3.11.08 , cliccare:


- Nota 6. Per leggere l'intervento di Mario Pirani "Se il voto di massa peggiora l'Universita'", su Repubblica dell'1 giugno 2009, cliccare:

ANDU: "Imprenditore Presidente del CdA dell'Ateneo"

1. "Imprenditore Presidente del CdA dell'Ateneo"
2. "Professori a contratto? Un altro crac (italiano)"
3. CampusPRO: quinto numero


== 1. "Imprenditore Presidente del CdA dell'Ateneo" 
"Il potere di lobby e l'autorevolezza (sic!) di Confindustria non hanno uguali tra le associazioni imprenditoriali del mondo industrializzato".


Cosi' inizia l'articolo "La svolta di Confindustria. Piu' meritocrazia anche tra le imprese", sul Corriere della Sera del 3 giugno 2009. Per leggere l'articolo cliccare:


Nello stesso articolo si legge:
"il ruolo di Confindustria potrebbe essere epocale, perche' uno dei modi cruciali per aumentare la meritocrazia nelle universita' e' cambiarne l`assurda governance: l`Italia e' l`unico paese in cui il rettore e' scelto dai professori e i consigli di amministrazione sono quasi sempre composti da interni. Forse si avvicina il giorno in cui un imprenditore padovano dì successo riuscira' a dare un contributo economico (esente da tasse) all`universita' in cui ha studiato, diventando il Presidente del suo Cda, composto da esterni."


Detto gia' fatto. Ministero e PD - molto sensibili al potere di lobby e all'autorevolezza di Confindustria - sono sulla buona strada: nei loro progetti prevedono un nuovo Consiglio di Amministrazione 'aperto' agli
"esterni" e dotato di immensi poteri.



== 2. "Professori a contratto? Un altro crac (italiano)"


Segnaliamo l'intervento di Tomaso Montanari "Professori a contrato? Un altro crac (italiano)", sul Corriere Fiorentino del 3 giugno 2009. Per leggere l'intervento cliccare:



== 3. CampusPRO: quinto numero


Ci e' stato segnalato che e' online il quinto numero di CampusPRO, "il quindicinale elettronico dedicato ai professionisti dell'universita' e della ricerca", che si puo' sfogliare cliccando

Sunday, May 31, 2009

ANDU: "Cupio dissolvi"?-"Logiche di mercato"

- 1. "CUPIO DISSOLVI"?: DUE NUOVI INTERVENTI
- 2. "LOGICHE DI MERCATO PER L'UNIVERSITA' PUBBLICA" (sull'Unita')


1. "CUPIO DISSOLVI"?: DUE NUOVI INTERVENTI
Dopo gli interventi di Susan George (Pisa), Marco Benvenuti (Firenze), Maurizio Persico (Pisa), Tommaso Greco (Pisa), Andrea Celli (Padova), Michele Maggi(Firenze), Giovanna Campani (Firenze), riportiamo piu' sotto l'intervento di Marinella Lorinczi, dell'Universita' di Cagliari, e una replica di Michele Maggi.
Per leggere tutti i precedenti interventi (eccetto quello di Campani) cliccare:


Per leggere l'intervento di Campani cliccare:

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Da Marinella Lorinczi dell'Universita' di Cagliari:

"Gentili colleghi dell'ANDU,
leggo con l'attezione e la coscienziosita' che il tempo a diposizione mi concede tutte le vostre comunicazioni preziose. L'ultimo intervento, della collega Campani, mi lascia francamente e sgradevolmente perplessa. Mi ricorda le lamentele di un grande barone delle mie discipline (filologiche) che si lamentava della parcelizzazione dei percorsi formativi e il resto, avvenuti in questi ultimi lustri di cosiddetta riforma. Come se lui/lei, dalle posizioni di potere che tutti riconoscevano e che si pretendevano riconosciute, non facesse parte del sistema che ha generato ed agevolato il fenomeno. Questi pianti a posteriori dopo anni di inerzia sistematica, sistemica e di convenienza (mi riferisco a quanto ho vissuto, sperimentato e patito), sono sconvolgenti e sconvenienti. Chi aveva da dire e da ridire perche' non l'ha fatto a suo tempo?
Il problema linguistico. Non e' soltanto comunicativo, fosse cosi' semplice, ma anche di potere ed economico. Non lo si puo' affrontare come se fosse la prima volta in assoluto che se ne parla. Esiste un enorme dibattito al riguardo. Quante lingue straniere conoscono gli anglofoni nativi ed anglosassoni (non indiani o in generale delle ex colonie) che praticano discipline diverse da quelle umanistiche? Gli umaninisti sono poliglotti per mestiere e necessita', gli altri non necessariamente perche' con l'inglese non solo si accede a tutto, ma anzi si batte qualsiasi non nativo per duttilita' e creativita' nell'uso. Non si sa dell'esistenza del movimento, negli USA, dell'English only?
Marinella Lorinczi, Univ. di Cagliari"

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Da Michele Maggi dell'Universita' di Firenze (replica):

"L'intervento di Campani e' una perfetta risposta alle domande all'origine di questa discussione. Quando un istituto, quando un corpo sociale e' in preda al cupio dissolvi (fatto di abbattimento silenzioso o di gridi denunciatari) il suo destino e' segnato. Non resta che accettare lo smantellamento dell'universita' pubblica, chiedere cosa e come studiare alle superiori burocrazie europee e magari, come ci viene suggerito, trasferirci altrove, dove tutto funziona e dove unicamente la cultura fiorisce. Speriamo che questo non valga come metonimia dell'Italia.
P. s. per una sciocchezza (ma non e' la prima volta che la si  sente, ed e' un'altra di quelle circolanti a beneficio del pubblico esterno): gli ordinari che non hannonemmeno un dottorato di ricerca. A parte che, formalmente, almeno finora, l'accesso al ruolo di professore universitario non e' stato vincolato ad alcun titolo di studio (e questo corrispondeva a una precisa tradizione di liberta' degli studi), sta di fatto che quando molti di noi sono entrati nei ruoli universitari il dottorato non esisteva (ne' c'era piu' la libera docenza): si doveva forse concorrervi successivamente (togliendo il posto ad altri)? Va bene per le tirate demagogiche ...
Michele Maggi"



2. "LOGICHE DI MERCATO PER L'UNIVERSITA' PUBBLICA"
Segnaliamo l'interessante intervista a Massimiliano Fiorucci "Babele di riforme e insulti, ecco i veri mali dell'Universita'" sull'Unita' del 31 maggio 2009. Per leggere l'intervista cliccare:
Massimiliano Fiorucci, tra l'altro, sostiene: "Negli anni il  linguaggio ha subito profonde trasformazioni: sono state adottate logiche di mercato ad un settore come l'universita' pubblica che non ha finalita' aziendale: termini come crediti, debiti formativi. Dovremmo invece garantire Universita' di massa e qualificata."

Saturday, May 30, 2009

ANDU: "Le enormi responsabilita' dell'accademia"

= Dopo gli interventi di Susan George (Pisa), Marco Benvenuti (Firenze), Maurizio Persico (Pisa), Tommaso Greco (Pisa), Andrea Celli (Padova) e Michele Maggi(Firenze), riportiamo piu' sotto l'intervento di Giovanna Campani dell'Universita' di Firenze.
Per leggere tutti i precedenti interventi cliccare:

= Segnaliamo su CorriereUniv.it (30 maggio 2009): "Dieci domande sullíUniversita'":

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Da Giovanna Campani dell'Universita' di Firenze:

"Cari colleghi,
un commento brevissimo. Condivido al 100% quello che ha scritto Susan George. Le sue considerazioni sono quelle che faccio io ogni volta che rientro da periodi di soggiorno di studio e di lavoro non in Universita' prestigiose come Harvard, ma, per esempio, in Universita' canadesi, svedesi ed anche in Universita' spagnole, dove e' possibile lavorare a dei progetti culturali collettivi e non essere spettatori della difesa del proprio "particulare", della parrocchietta, del feudo di ogni professore. Dico questo, senza negare per nulla che nell'Universita' italiana esistano delle intelligenze individuali eccellenti. Ma l'istituzione -nel suo complesso- e', purtroppo, quello che ha detto l'ambasciatore statunitense Spogli, nel suo discorso di commiato all'Italia: ovvero una tragedia nazionale.
Al collega Michele Maggi: se i professori universitari non hanno reagito alle campagne denigratorie, certamente indifferenziate, non e' forse perche' sono parte e in parte complici -non foss'altro per aver sempre taciuto- di un sistema corrotto indecente? Ma se in ogni concorso si sa gia' il vincitore! Non lo sappiamo da anni? Non lo sappiamo da anni quando ricevevamo quelle indecenti mail...vai a votare quello, quello quello, per formare le commissioni? Perche' non abbiamo mai detto niente? Quanti meritevoli abbiamo visto escludere per fare entrare il pupillo dell'ordinario, meno bravo, meno brillante...ed abbiamo taciuto? Ma se, nei concorsi, il merito e', al limite, uno dei criteri, ma nemmeno il prioritario, di solito, come raccontano tutti i giovani brillanti che sono dovuti andare all'estero a fare la loro carriera! Ma se davvero entrano i figli e le amanti (purtroppo!) (le amanti, gli amanti ancora no, per fortuna, perche' le donne hanno troppo poco potere nell'Universita')! Ma se i dottorandi sono ridotti spesso a portaborse, grazie a un sistema che non ha equivalente in nessun altro paese d'Europa! Ma se si inventano le piu' incredibili regole burocratiche perche' nei concosi locali non vi sia la peggiore cooptazione -abilitazioni nazionali, ecc...- Anche questo (pure l'ANDU mi sembra ha proposto un sistema infallibile per evitare la cooptazione locale): ma scusate un attimo...in molti paesi europei (la Svezia per esempio), i concorsi sono solo locali, eppure, chissa' perche', si sceglie il candidato in base al merito e/o al progetto culturale complessivo dell'Universita'. Non verrebbe nemmeno in testa al collega svedese di escludere il miglior concorrente per quel posto anche se c'e' il suo "pupillo", suo figlio o la sua amante che concorrono, perche' l'obiettivo per quel professore svedese e' un'Universita' di qualita', una buona offerta per gli studenti, avere un candidato che possa apportare qualcosa di importante, abbia un buon progetto, sia nelle reti internazionali, ottenga contratti di ricerca con le diverse fondazioni o istituzioni o la Commissione Europea...tutti criteri che non mi pare vadano per la maggiore in Italia, dove, prima di questi criteri (che magari un po' contano pure), ne vengono altri -e purtroppo anche alcuni
che hanno piu' a che vedere col familismo amorale che con il destino futuro dell'Universita'.
Puo' darsi che tutto questo degrado sia avvenuto perche' l'Universita' italiana e' sempre stata sottofinanziata e quindi i professori abbiano cercato di arraffare quello che potevano in un sistema senza risorse...Chissa': credo che varrebbe davvero la pena di fare una ricerca sugli universitari e sull'Universita'. Cercare di capire perche' le cose sono andate cosi'...Credo anzi, che questo andrebbe fatto al piu' presto...
A proposito della ricerca, minacciata dalla aziendalizzazione, secondo Maggi: purtroppo o per fortuna, da anni ormai, almeno nelle mie materie, se si vuole fare un minimo di ricerca finanziata decentemente -potendo cioe' sostenere dei giovani ricercatori, fare lavoro di campo...ecc...(e se non si fa parte di clientele politiche), bisogna rivolgersi all'Europa...ai progetti europei...non sono certo i quattro soldi che da il MIUR che permettono di fare ricerca...E purtroppo o per fortuna, presentare progetti di ricerca richiede competenze tecniche a vari livelli, oltre che genialita'...Richiedere che i professori abbiano queste competenze tecniche (e linguistiche...ma si puo' davvero essere professore universitario oggi senza sapere un paio di lingue). E, sulla valutazione della ricerca, l'Europa ha stabilito tutta una serei di criteri che sono, a mio modesto parere, interessanti, e che potrebbero benissimo essere applicati anche in Italia, ma che i professori italiani (la maggior parte degli ordinari delle umanistiche non ha nemmeno un dottorato di ricerca) sembrano ignorare.
Per concludere -o si parte dalle enormi responsabilita' dell'accademia italiana, o c'e' un impegno a finirla con la corruzione o sara' difficile reagire a qualsiasi attacco.
Saluti
Giovanna Campani
Universita' di Firenze"

Friday, May 29, 2009

RdB/CUB: PRIMO GRAVE PASSO DELL'ATENEO MODENESE-REGGIANO VERSO LA PRIVATIZZAZZIONE

RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
Federazione del Pubblico Impiego, Servizi, Industria e Settore Privato
CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE RdB/CUB
RdB/CUB Università
PRIMO GRAVE PASSO DELL'ATENEO MODENESE - REGGIANO VERSO LA
PRIVATIZZAZZIONE
CGIL-CISL–UIL e SNALS ZITTI D'ACCORDO CON I "PADRONI"
Ieri 27/5/2009 il Consiglio di Amministrazione –CdA- dell'Ateneo ha approvato, con un solo voto contrario, la costituzione di una Società di capitale privata (Srl) che con capitale sociale pubblico (soldi dell'Ateneo), in locali e con attrezzature pubbliche (date in comodato dall'Ateneo) svolgerà attività chiaramente Istituzionali:
a) supporto alla gestione di servizi per la didattica, l' e-learning e la formazione a distanza;
b) servizi e supporto a servizi per la comunicazione, la video-comunicazione e la multimedialità;
c) Servizi e supporto a servizi per la grafica e l'editoria;
d) supporto alla gestione di servizi e strutture didattiche, di comunicazione e informatiche;
e) servizi e supporto alla gestione di servizi per la gestione di eventi" (art. 2.1 dello Statuto).
La Società assumerà 16 lavoratori "privati" ed un Amministratore unico che da solo costerà 42.400,00 euro PIU' oneri a carico del datore di lavoro; l'incarico di Amministratore sarà assegnato ad un dipendente dell'Ateneo che verrà collocato in aspettativa (sic!).
PROSEGUE IL CAMMININO VERSO LO SMANTELLAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, servizi fin ora svolti direttamente dall'Ateneo "vengono privatizzati" senza alcuna valida motivazione: SINDACATI e CPTA (Consiglio del Personale tecnico amministrativo) stanno a guardare "contenti"!
La prossima volta sarà un altro "servizio" ad essere "privatizzato" o passeremo direttamete alla Fondazione ?!
intanto un'altra Società "Newco" è già in cantiere !!! Si occuperà di:
Supporto alla gestione di servizi per la didattica, l e-learning e la formazione a distanza:
- Consulenza e progettazione metodologica/didattica di percorsi formativi sia in modalità in presenza sia in modalità a distanza;
- Gestione e coordinamento di progetti di formazione a distanza;
- Progettazione, installazione, hosting e gestione di sistemi e infrastrutture tecnologiche per la didattica e per la didattica a distanza; - Produzione e Gestione di eventi didattici;
- Produzione materiale didattico multimediale e ipermediale;
- Tutoraggio, mentoring, helpdesk tecnologico e organizzativo, supporto agli studenti, servizi di segreteria;
- Progettazione, realizzazione e gestione servizi per gli studenti;
- Progettazione e realizzazione di percorsi formativi sia a distanza sia in presenza;
- Assistenza e supporto ai docenti e agli operatori;
- Formazione docenti e tutor;
- Segreteria didattica e amministrativa;
Servizi e supporto a servizi per la comunicazione, la video-comunicazione e la multimedialità
- Editoria multimediale;
- Progettazione e gestione di progetti e portali webTV e cross-mediali;
- Sistemi e soluzioni per la videoconferenza;
- Ripresa video di eventi, convegni, seminari;
- Ripresa video in ambiente chirurgico;
- Ripresa video in ambienti sperimentali e lavorativi;
- Diretta web di eventi, convegni, seminari;
- Montaggio, produzione e post-produzione audio, video e multimediale;
- Progettazione e realizzazione di atti multimediali;
- Progettazione e produzione di supporti per la documentazione multimediale (Es. CD/DVD);
- Progettazione e realizzazione di siti portali web e video-portali;
- Realizzazione di banner e grafica web;
- Assistenza e supporto per l utilizzo delle metodologie e delle tecnologie per la comunicazione video, multimediale e cross-mediale;
- Formazione all'utilizzo delle metodologie e delle tecnologie per la comunicazione la multimediale e la videocomunicazione;
Servizi e supporto a servizi per la grafica e l editoria
- Editoria tipografica;
- Consulenza per la stampa tipografica;
- Progettazione, Impaginazione e realizzazione di pubblicazioni a stampa (libri, volumi, dispense, cataloghi, riviste, etc…);
- Progettazione e realizzazione di volantini, depliant, manifesti, inviti, etc…
- Progettazione e realizzazione di grafica editoriale;
- Progettazione e realizzazione di atti; - Assistenza e supporto per l utilizzo delle metodologie e delle tecnologie per la grafica editoriale;
- Formazione all'utilizzo delle metodologie e delle tecnologie per la grafica editoriale;
Supporto alla gestione di servizi e strutture didattiche, di comunicazione e informatiche
- Progettazione di ambienti e strutture didattiche e strutture per la comunicazione;
- Progettazione e realizzazione di infrastrutture tecnologiche multimediali per la didattica e la comunicazione
- Supporto tecnologico per la gestione delle strutture didattiche e di comunicazione;
- Supporto per la gestione logistica di location per la didattica e la comunicazione;
- Gestione di strutture didattiche e di comunicazione;
- Gestione e assistenza sistemi e servizi informatici e sistemi informativi;
- Gestione e assistenza sistemi multimediali;
- Assistenza e supporto per l'utilizzo delle strutture e sistemi informatici, didattici e della comunicazione;
- Formazione all'utilizzo delle strutture didattiche e della comunicazione;
- Segreteria studenti;
- Servizi on-line per studenti;
- Servizi amministrativi per studenti;
Servizi e supporto alla gestione di servizi per la gestione di eventi
- Service tecnologico e organizzativo a supporto della gestione di eventi;
- Allestimento multimediale per Eventi;
- Ripresa Eventi;
- Broadcasting Eventi;
- Segreteria Organizzativa Eventi;
- Organizzazione e gestione eventi;
- Supporto comunicativo alla gestione di eventi;
- Gestione sale e strutture per convegni e conferenze;
- Assistenza e supporto per la gestione di eventi;
- Formazione per la gestione di eventi.
RDB/CUB P.I. ritiene grave e vergognoso nel merito e nel metodo sia l'atto in se stesso sia i comportamenti di tutti i soggetti coinvolti, dagli Organi Istituzionali di Ateneo ai Sindacati consenzienti e collaborativi.
BASTA con ipocrisie, basta prendere in giro i lavoratori!!!
LA DIFESA DEI SERVIZI PUBBICI E' FONDAMENTALE AI CITTADINI ED AI LAVORATORI ancora PUBBLICI o che tali vogliono restare PER ASSICURARE QUEL MINIMO DI TUTELA DEI BENI E DEI SERVIZI PUBBLICI.
Lottiamo per una RIQUALIFICAZIONE DELL'UNIVERSITA' PUBBLICA!!!!
Modena, 28.5.2009
Fulvio Buonanno - RSU
RdB/CUB P.I. Ateneo di Modena e Reggio Emilia
NOTA: in allegato trovate il volantino, i "riferimenti" e lo statuto della società provvisori ma già approvati.
RDB/CUB P.I.
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

ANDU: Dieci domande sull'Universita'

= 1. Appello ai Candidati alle elezioni europee.

= 2. Documento sulla situazione francese: le analogie con l'Italia e le 'origini' comuni delle leggi.



==== 1. Appello ai Candidati alle elezioni europee.
Invitiamo a leggere il seguente Appello indirizzato ai candidati alle europee: 
"Quelle Europe pour l'Universite'? Dix  questions de Sauvons l'Universite' aux candidats aux elections europeennes (28 mai 2009). Cliccare:


Nel documento, tra l'altro, e' scritto:
"L'applicazione delle tecniche manageriali alla gestione di tutte le strutture d'insegnamento e di ricerca conduce alla strumentalizzazione della notione di "conoscenza" in una prospettiva puramente economicista."


Sintesi delle scelte 'dominanti' e delle soluzioni alternative prospettate:

1. Concorrenza? Collegialita' ed emulazione.
2. Precarizzazione? Stabilita'.
3. Valutare per punire? Per sostenere.
4. Professionalizzazione? Formazione.
5. Classifica Shangai? Indice non esatto.
6. Autonomia? Quella scientifica.
7. 'Governance'? Collegialita'.
8. Finanziamento su progetto? Stabilita' dei finanziamenti.
9. Molteplicita' delle strutture di finanziamento? Pluralita' delle strutture di ricerca e d'insegnamento.
10. Prestiti agli studenti? Lo Stato deve garantire l'accesso.



=== 2. Documento sulla situazione francese: le analogie con l'Italia e le 'origini' comuni delle leggi.


Invitiamo al leggere l'interessante  intervento "Plus de 3 mois! Un conflit sans precedent en France". Cliccare:


Nell'intervento si documentano le 'origini' delle leggi francesi (e italiane) che "provengono da decisioni prese a livello internazionale".
E' particolamente impressionante l'analogia tra il nuovo ruolo del rettore-padrone (presidente) e i compiti e la composizione del suo Consiglio di Ammministrazione previsti dalla legge francese (v. sotto) e quanto previsto dalle bozze di DDL ministeriali e del PD.

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"Pour un systeme managerial dans l'universite', les presidents deviennent des patrons 
Aout 2007, France:


La Loi relative aux libertes et responsabilites des universites (LRU) permet de transformer un president d'universite' mediateur en un president « actif », et a' cette fin la loi lui confere de nouveaux pouvoirs et de nouvelles responsabilites, qui concourent a' liberer l'action du president  et du conseil d'administration (CA) de toute entrave executive.
Concernant le CA, on passe de 60 a' 20-30  membres avec un mode electoral pour les enseignants-chercheurs propre a' privilégier la mise en place d'une equipe presidentielle, et la representation des personnalites exterieures (directement nommees par le nouveau president et approuvees par les membres elus du nouveau CA) sera plus importante (et comportera obligatoirement au moins un chef d'entreprise , au moins un autre acteur du monde economique et social et deux ou trois representants des collectivites territoriales, dont un du conseil regional).
La totalite' de la politique de recherche  et de formation releve du seul CA.
Enfin, le CA definit les principes  generaux de repartition des obligations de service des personnels enseignants et de recherche entre les activites d'enseignement, de recherche et les autres missions qui peuvent etre confiees a' ces personnels, et les seuls membres elus (et bientot accompagnes des membres nommes, proposition deposee par l'ancien rapporteur de la loi LRU B. Apparu le 5 mai 2009) du CA eliront le president de l'universite', a' la majorite' absolue.
Concernant le president d'universite', il dispose d'un droit de veto personnel – motive' il est vrai – sur toute affectation de personnel ; il est en outre personnellement responsable de l'attribution des primes aux personnels ; il peut recruter, en CDD comme en CDI, des agents contractuels sur des postes d'enseignement, de recherche, techniques ou administratifs."

Thursday, May 28, 2009

CNRU [ricercatori]: Lettera al ministro Gelmini e altro

From: Marco Merafina <Marco.Merafina@roma1.infn.it>
Date: May 27, 2009 10:30:14 AM GMT+02:00
Subject: Lettera al ministro Gelmini e altro
Cari colleghi, a seguito dell'incontro al Ministero con il dott. Masia, le associazioni della docenza e le organizzazioni sindacali hanno chiesto compatte un incontro con il Ministro Gelmini per discutere i contenuti del disegno di legge prima della presentazione del provvedimento visto che, a tutt'oggi, non sono in possesso del documento ufficiale su cui esprimere commenti e osservazioni. Proprio per questo motivo, durante l'incontro con il dott. Masia del 19 maggio scorso non è stato possibile discutere in modo appropriato il merito del provvedimento, visto che allo stato attuale circolano diverse bozze ufficiose e comunque non rispondenti al documento che sarà realmente presentato in Consiglio dei Ministri.
Sulla base dei contenuti "ufficiosi", il Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari aveva già espresso, durante l'incontro del 19 maggio, forti perplessità riguardo a:
- la totale assenza di norme riguardanti lo stato giuridico dei ricercatori universitari (atteso da 29 anni);
- la mancanza di distinzione tra le modalità di reclutamento e di avanzamento di carriera, e la farraginosità delle norme concorsuali che potrebbero costringere i docenti a sottoporsi, di fatto, a due concorsi per ogni passaggio di fascia;
- la costruzione a priori di una struttura piramidale della docenza senza un corrispondente adeguamento economico soprattutto per le fasce più basse;
- le norme sulla governance che conferirebbero un potere assoluto ai rettori senza adeguati contrappesi, spogliando di fatto il senato accademico della sua funzione di indirizzo e di controllo;
- l'assenza di provvedimenti che risolvano il problema del precariato universitario, giunto ormai a livelli insopportabili per quanti attendono da anni un inquadramento definitivo all'interno dell'Università.
Se a tutto questo si aggiunge la vigenza dei provvedimenti sui tagli indiscriminati che toglierà alle Università circa 1,5 miliardi di euro, l'assenza di provvedimenti realmente efficaci sul diritto allo studio e la persistente mancanza di veri correttivi alle norme riguardanti l'ordinamento didattico, si capisce che il quadro che ci si presenta è ormai senza alcun dubbio, il più fosco degli ultimi decenni.
E' chiaro inoltre che il CNRU, stante l'attuale ambiguità sul ruolo che i ricercatori dovrebbero assumere riguardo alla docenza e di fronte agli impegni didattici sempre più pressanti richiesti dagli atenei di appartenenza, non sarà ulteriormente disposto ad accettare un provvedimento che non risolva il problema dello stato giuridico nel senso di un riconoscimento pieno del ruolo docente dei ricercatori o che almeno non equipari le retribuzioni, durante il periodo di docenza, a quelle dei professori associati di pari livello.
il responsabile nazionale del CNRU
Marco Merafina
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segue lettera al Ministro
ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR
URGENTE
All'on. Mariastella Gelmini,
Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca
OGGETTO: Richiesta di incontro
Gentile Ministro,
abbiamo apprezzato il fatto di averci consentito, nell'incontro tenutosi in data 19 maggio u.s. al Ministero, di conoscere alcuni dei contenuti della piu' recente bozza del disegno di legge sull'Universita' che sara' presentato al Consiglio dei Ministri non prima del prossimo 12 giugno.
Abbiamo ricevuto dalla segreteria del Vicecapo di Gabinetto la richiesta di conoscere le nostre osservazioni a quanto sentito in quell'incontro, ma non riteniamo utile, in questa fase ancora fluida, esprimere giudizi su cio' che ancora non e' definito.
Le chiediamo, quindi, di farci conoscere, prima della presentazione del provvedimento al Consiglio dei Ministri, una bozza ufficiale del disegno di legge in modo da consentirci di esprimere le nostre considerazioni in un incontro che le chiediamo fin da ora.
Riteniamo che cio' possa risultare utile alla definizione di un testo che tenga conto delle puntuali osservazioni delle Rappresentanze del mondo universitario.
Certi della Sua disponibilita' ad un confronto reale e proficuo e in attesa di un suo cortese riscontro, le inviamo i nostri piu' cordiali saluti.
26 maggio 2009
ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR

ANDU: DDL del PD su Universita'

== Su invito (v. sotto) di Luciano Modica, responsabile Nazionale Universita', informiamo che il PD ha elaborato e presentato una bozza di DDL su 'governance' e reclutamento dei docenti universitari. Per leggere la bozza del DDL cliccare (senza interrompere i caratteri!):
oppure
== Luciano Modica, assieme a Giuseppe Fioroni, responsabile del Dipartimento Educazione del PD, ha proposto un incontro "con i sindacati e le associazioni del mondo universitario" per "discutere dei contenuti della proposta di legge, ancora in bozza e quindi aperta ad ogni cambiamento migliorativo".
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Da PD ad ANDU:
"Accludo il testo del disegno di legge del Partito Democratico sull'universita', presentato sia alla Camera che al Senato.
Preciso che si tratta ancora di una bozza. Il PD si augura che si apra un dibattito aperto e costruttivo nel mondo universitario, nel Parlamento e nel Paese. Osservazioni e critiche saranno quindi benvenute e gradite le proposte di modifica nella forma di emendamenti.
Sarei lieto se potesse essere portato all'attenzione della vostra mailing list. Grazie in anticipo. Molti cordiali saluti.
Luciano Modica - Responsabile Nazionale Universita' del Partito Democratico"

Wednesday, May 27, 2009

ANDU: 'Governance' a Pisa e non solo

Riportiamo un intervento di Vincenzo Ambriola e Giorgio Gallo dell'Universita' di Pisa
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"L'universita' che vorremmo
Maggio 2009

Da qualche mese il nostro ateneo sta discutendo la riforma del suo statuto. Il tema, che dovrebbe coinvolgere emotivamente tutti noi, e' invece visto da molti come qualcosa di tecnico, burocratico, comprensibile solo da chi svolge un ruolo di governo. Si ha la sensazione che la discussione in commissione sia l'atto conclusivo di trattative svolte altrove.
Probabilmente non e' così, ma la scarsa affluenza alle assemblee pubbliche indette per presentare la bozza di statuto lo fanno pensare.
Anche il governo sta discutendo le linee guida per il governo degli atenei, la cosiddetta governance.
Il ministro le ha presentate recentemente, permettendo agli addetti ai lavori di confrontarle con gli statuti attualmente in vigore e con quelli in fase di revisione.
L'impatto che avranno queste azioni sulla vita quotidiana del docente medio della nostra universita' rischia di essere minimo: continuera' a fare ricerca, didattica, con le risorse scarse messe a disposizione dal governo e con quelle ancora piu' scarse reperite dal nostro ateneo. Cambieranno le regole di governo, si', ma alla fine il coinvolgimento medio sara' sempre basso, se non nullo.
Si puo' fare qualcosa per cambiare questa situazione? Per uscire da questa crisi di fiducia e riconquistare la stima nei confronti di un'istituzione, l'Universita', che svolge una funzione essenziale nella preparazione culturale, tecnica e scientifica di una parte non piccola della popolazione? Noi riteniamo di si' e, con molta semplicita', abbiamo pensato di presentare le nostre idee.
Nell'Universita' vorremmo che ci fosse una netta distinzione fra funzioni di gestione e funzioni di controllo ed indirizzo. Il Senato accademico, liberamente eletto da tutte le componenti dell'Ateneo, svolge una funzione di controllo e di indirizzo strategico, stabilendo le regole che governano l'attivita' didattica e di ricerca, e compiendo le scelte strategiche su questi temi: attivazione e disattivazione di corsi di laurea e di dipartimenti, definizione dei piani pluriennali per la didattica e la ricerca che guidino il CdA nella allocazione delle risorse economiche, ..... Riteniamo essenziale che i membri del Senato non possano ricoprire cariche di governo (presidi di facolta', direttori di dipartimento, presidenti di corsi di studio e cosi' via). Chi governa non puo' farsi le regole da solo.
Vorremmo una struttura universitaria che elimini l'attuale suddivisione e sovrapposizione dei compiti fra Dipartimenti e Facolta'. Queste ultime dovrebbero essere eliminate, concentrando nei dipartimenti oltre all'attivita' di ricerca anche la gestione del personale docente e delle risorse per la didattica. Riteniamo pero' che i Corsi di Laurea debbano essere completamente trasversali rispetto ai Dipartimenti. La loro attivazione e disattivazione va decisa dal Senato accademico, dopo avere sentito tutte la parti interessante (e quindi anche i Dipartimenti, ma non solo). Le risorse per la didattica vanno date direttamente ai Dipartimenti, ma su indicazione dei Corsi di Laurea. Questi ultimi avrebbero cosi' una leva per ottenere le risorse necessarie, ma senza avere nessun compito gestionale. Questo meccanismo, gia' in funzione nella Facolta' di Scienze MFN, ha dimostrato finora di essere efficace per una corretta allocazione delle risorse. Sono ovviamente pensabili, ove utile, strutture leggere di coordinamento fra Corsi di Laurea affini. Una struttura di questo tipo avrebbe caratteristiche ad un tempo di efficienza e di elasticita', consentendo sia la nascita di iniziative innovative sia l'adeguamento dell'offerta didattica alle domande provenienti dalla societa'.
Nell'Universita' che vorremmo il legame con il territorio dovrebbe essere molto forte e l'ambito regionale e' certamente quello più idoneo per rendere questa affermazione concreta. A livello regionale gli atenei dovrebbero concertare le strategie di sviluppo, sia pure nel rispetto delle singole autonomie, facendo sì che l'offerta globale formativa sia completa e funzionale alle specifiche esigenze locali, creando sinergie ed evitando inutili sovrapposizioni. Questo puo' comportare scelte difficili e dolorose, quali ad esempio, su singoli temi, la realizzazione di poli di eccellenza che consentano il raggiungimento della necessaria massa critica, con la conseguente dislocazione di risorse e di personale. Non sono azioni a costo zero, perche' richiedono risorse per aiutare chi si deve spostare.
Nel tempo, pero', gli effetti possono essere molto positivi e i guadagni, in termini di accresciuta competenza e competitivita', finiranno per superare di gran lunga i costi iniziali.
Nell'Universita' che vorremmo il governo centrale si dovrebbe limitare a svolgere una funzione di coordinamento e di concertazione, valutando attentamente le strategie regionali e quelle dei singoli atenei, senza entrare nel merito di dettagli che hanno invece una grande importanza ad un livello inferiore. La valutazione deve essere un criterio primario per stabilire l'entità delle risorse da destinare agli atenei, affinché si attivino circuiti virtuosi e si rafforzi la sensazione che il denaro pubblico deve essere speso con attenzione e con intelligenza. Solo cosi' sara' possibile evitare di vedere la nascita di sistemi di valutazione in cui gli studenti siano trattati come materia prima e i docenti come strumenti di produzione.
Il nostro ateneo e' nato quasi settecento anni fa, e non e' il più antico.
In questi secoli ha visto cambiare principi, re, dittatori. E' stato chiuso, aperto, riaperto piu' volte e, sempre, ha continuato a svolgere la sua missione: lo studio e la diffusione della conoscenza. In un'ottica storica non possiamo che essere ottimisti. La nostra speranza e' che questo ottimismo possa essere confortato da risultati nel breve periodo.


Vincenzo Ambriola, Giorgio Gallo
Università di Pisa
Dipartimento di Informatica"

ANDU: Maggi: "teorizzazioni pseudomanageriali"

Dopo gli interventi di Susan George (Pisa), Marco Benvenuti (Firenze), Maurizio Persico (Pisa), Tommaso Greco Pisa) e Andrea Celli (Padova), riportiamo l'intervento di Michele Maggi dell'Universita' di Firenze.

Per leggere tutti i precedenti interventi cliccare:

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da Michele Maggi dell'Universita' di Firenze:
"Cari Colleghi,

l'articolo di Cesare Segre sul "Corriere della sera" di oggi (25 maggio 2009, ndr) e' da condividere in pieno. Finalmente una voce chiara e forte a contrastare un indirizzo degenerativo che sta portando alla distruzione della funzione propria dell'universita'. Purtroppo si tratta di un indirizzo perseguito da tempo, a fermare il quale non sono valsi argomenti ragionati e richiami autorevoli. Vengono anche da cio' le sensazioni di sfiducia e di rassegnazione. Tanto piu' che a rafforzare le spinte distruttive un contributo arriva dall'interno stesso della nostra istituzione. Lo mostra il ricevimento che trovano nella Conferenza dei rettori i luoghi comuni che hanno ritmato l'iniziativa dei legislatori dell'ultimo decennio, dalla fissazione punitiva di un astratto tempo di lavoro (quando passo una domenica a correggere tesi di laurea, sara' considerato lavoro straordinario? e come sara' quantificato il tempo che dedico allo studio, per rispetto di me stesso e per evitare di trasmettere agli studenti vacuita' ripetitive?) alla 'valutazione' affidata a entita' e meccanismi di misurazione estrinseci. Il tutto, naturalmente, come si dice, per rispondere all'opinione pubblica, cioe' a campagne denigratorie indifferenziate alle quali quegli stessi vertici universitari non hanno saputo reagire. Per quello che mi riguarda, gia' piu' di dieci anni fa, quando il percorso legislativo inaugurato dall'allora ministro dell'universita' e della ricerca era ancora al suo avvio, intervenni come potevo, in Consiglio di Facolta', in liste di discussione tra universitari, sottoscrivendo appelli, per denunciare i pericoli che mi parvero subito evidenti: qualche collega, ricordo, pur condividendo alcune preoccupazioni, ritenne le mie previsioni troppo pessimistiche. Concludevo cosi' l'esame critico del documento di un gruppo di lavoro ministeriale che preparo' l'imminente riforma: "Surrettiziamente, attraverso un discorso sulla riorganizzazione della didattica e delle valuta-zioni relative, si prefigura una trasformazione radicale della figura del docente universitario, privato della propria identita' e specificita' di insegnamento e reso 'flessibile', cioe' taillable et corveable a' merci. In nome della 'mobilita' delle risorse umane' si prepara una destituzione di ruolo dei docenti, la cui funzione viene a configurarsi tendenzialmente svincolata dalle competenze e dalla ricerca. E' un percorso che ha visto cooperare, quasi in una strategia di umiliazione dei professori, additati di recente al ludibrio di un'opinione pubblica ignara e cosi' avvertiti di essere piu' remissivi, anche alte cariche istituzionali: cio', senza che nessuna organizzazione rappresentativa e nessuna autorita' accademica abbia sentito il bisogno di rispondere. La conseguenza verra' ad essere la riduzione dell'universita' da istituto per lo sviluppo e la trasmissione dei saperi a appendice generica, frantumata e pletorica (piu' pletorica di quanto gia' oggi non sia) di una generica e dequalificata scuola superiore.
Gli aspetti degenerativi gia' in atto, nonche' essere contrastati, troveranno finalmente la loro piena legittimazione, il riconoscimento ufficiale. Anzi saranno indicati come momenti di necessaria adeguazione e modernizzazione, con il conforto delle teorizzazioni pseudomanageriali e, possibilmente, col consenso rassegnato di quel mondo universitario che si intende riplasmare a proprio comodo. Tutto questo si vuol farlo passare per riforma. Lo creda chi vuole, e chi e' ben disposto. Noi vogliamo sperare che vi siano ancora forze che non stanno a questo giuoco" (tutto questo, nell'autunno del 1997: l'articolo apparve, col titolo, redazionale, La controriforma dell'Universita', sulla rivista "Critica liberale" del gennaio 1998).


Le voci che non stavano a questo giuoco non mancarono. Ricordo sul "Corriere della sera" del 25-11-1999, l'articolo di Angelo Panebianco, Una riforma che toglie l'autonomia. Se l'Universita' perde la ricerca, contro il decreto legge sullo stato giuridico dei professori universitari predisposto dal successivo ministro; l'appello, promosso congiuntamente da Panebianco e Luciano Canfora all'entrata in vigore della nuova normativa degli studi universitari, pubblicato sullo stesso giornale il 6-3-2001 col titolo Riformiamo la riforma (appello cui aderii); fino al polemico addio di Claudio Magris a una universita' che "tra quote, crediti e riunioni muore di aziendalismo" come recitava il sottotitolo di un suo articolo sul "Corriere" del 16-3-2004; e interventi, articoli, libri recenti. Ma sono rimaste, a giudicare dai risultati, voci senza efficacia sui decisori politici, quali che fossero, e sui loro consulenti burocratico-pedagogici; e sono sembrate voci isolate, in un coro, se non di consenso, di condiscendenza o passivita'. Da tale passivita' e' possibile scuotersi in extremis? Questa la domanda, e l'invito, che mi pare venga dagli ultimi interventi. Anche semplici testimonianze possono servire, per il bene dell'istituzione o almeno, che anche questo importa, per difendere la propria dignita'.


Michele Maggi, professore ordinario di Storia della filosofia politica, Universita' di Firenze"

ANDU: Testo DDL del PD

http://www.rettore.unifg.it/dwn/documenti/Proposta%20di%20legge%20PD%20su%20universit%2022%20maggio%202009.pdf

ANDU: su CorriereUniv.it

"Ddl sull'Universita', Andu all'attacco
News di Attualita' | 25 Maggio 2009 |

Quando qualche giorno fa il ministro dell'Universita' aveva annunciato lo slittamento della presentazione in Consiglio dei ministri del DDL sulla governance e il reclutamento, l'Associazione nazionale dei docenti universitari ha subito messo i puntini sulle i.

In occasione dell'annuncio il ministro aveva anche dichiarato che il testo "al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni". Ed e' questo che non e' andato giu' ai docenti. "Il Ministro si sbaglia – hanno chiarito in una nota -:il DDL governativo non contiene 'alcune proposte', ma quasi SOLO quello che e' stato elaborato negli ultimi anni dagli 'accademici' del PD ora e dei DS prima (rettore-padrone, commissariamento delle Universita' e dei docenti, "superamento" del valore legale dei titoli di studio, ecc.).

All'Ansa il ministro qualche giorno fa aveva detto: "La riforma dell'universita' e' pronta, c'e'. Ma la presentiamo dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale". Perche' "solo presentando la riforma dopo le elezioni si potra' avere un dibattito sereno"."

CIPUR-Confsal UNIMORE: notizie CUN

La scorsa settimana, come vi avevamo preannunciato il Ministro Maria Stella Gelmini è stata ospite dell'assemblea del Consiglio Nazionale universitario. La stessa è giunta con notevole ritardo da Milano, per cui lo spazio dedicato è stato talmente breve che non ha consentito neanche un breve dibattito.
Il Ministro era accompagnato dal Capo di Gabinetto Nunziata e dal prof.Schiesaro. La stessa ha riferito di aver in questo momento, riposto tutta la sua attenzione del Disegno di Legge sul riordino delle Università, invitando le massime competenze e professionalità in materia alla collaborazione per la stesura del disegno stesso.
 Ha riferito che in accordo con le altre forze di governo, ha preferito presentare il documento dopo la fase elettorale che ci coinvolgerà nel prossimo mese.
Subito dopo le elezioni, il Ministro ha garantito la più ampia apertura per giungere ad un documento il più condiviso possibile.
Nel testo, che non è stato ancora trasmesso, perchè ritenuto ufficioso, vi è un larghissimo spazio alle autonomie universitarie, con larga attenzione al reclutamento ed alla governance.  Nel testo vi è rappresentato un aumento delle responsabilità e della capacità decisionale dei Rettori, equilibrate, a suo dire, dalla possibilità di sfiducia dello stesso da parte del Senato Accademico. Il Consiglio di Amministrazione, che appare fortemente depauperato di  poteri e responsabilità, secondo il Ministro, dovrebbe raccogliere competenze esterne in grado di gestire al meglio le politiche economiche.
Successivamente all'incontro CUN  ci sono state altre due riunioni  uno con le OO.SS e l'altro con il CNSU (Consiglio Nazionale studenti Universitari).
Il Dott.Masia Capo Dipartimento del Ministero ha incontrato le OO.SS ed ha riferito praticamente quanto già affermato dall'On.le Gelmini al CUN. Ha confermato che una copia ultima del DDL sarà distribuita ufficialmente dopo il confronto con il Ministro Tremonti. Ho espresso al Dott.Masia tutte le perplessità del personale rispetto alla scomparsa del personale nell'ambito delle rappresentanze nel Consiglio di Amministrazione così come inteso nel nuovo DDL. Numerose sono state le lamentele di tutte le OO.SS sulla annosa questione delo stato giuridico dei ricercatori
Allego link dei documenti di vostro interesse: 
Teresa Angiuli

OO.SS: Al ministro Gelmini

ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR


URGENTE


All'on. Mariastella Gelmini,
Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca

OGGETTO: Richiesta di incontro


Gentile Ministro,

abbiamo apprezzato il fatto di averci consentito, nell'incontro tenutosi in data 19 maggio u.s. al Ministero, di conoscere alcuni dei contenuti della piu' recente bozza del disegno di legge sull'Universita' che sara' presentato al Consiglio dei Ministri non prima del prossimo 12 giugno.

Abbiamo ricevuto dalla segreteria del  Vicecapo di Gabinetto la richiesta di conoscere le nostre osservazioni a quanto sentito in quellíincontro, ma non riteniamo utile, in questa fase ancora fluida, esprimere giudizi su cio' che ancora non e' definito.


Le chiediamo, quindi, di farci conoscere, prima della presentazione del provvedimento al Consiglio dei Ministri, una bozza ufficiale del disegno di legge in modo da consentirci di esprimere le nostre considerazioni in un incontro che le chiediamo fin da ora.
Riteniamo che cio' possa risultare utile alla definizione di un testo che tenga conto delle puntuali osservazioni delle Rappresentanze del mondo universitario.
Certi della Sua disponibilita' ad un confronto reale e proficuo e in attesa di un suo cortese riscontro, le inviamo i nostri piu' cordiali saluti.

26 maggio 2009

ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca, USPUR

[UNIMORE] Rassegnati o indignati? Resoconto CUN FFO Concorsi etc.

CONCORSI DI PRIMA E SECONDA FASCIA
CONCORSI DA RICERCATORE
FFO2009
RESOCONTO SEDUTA 19-20 MAGGIO DEL CUN E INTERVENTO DEL MINISTRO
CONCORSI DI PRIMA E SECONDA FASCIA
Designazione Commissioni Concorsuali
Nella sua rapida visita di Martedi 9 Maggio al CUN, di cui riporto in calce il resoconto dettagliato fatto da alcuni colleghi, il Ministro Maria Stella Gelmini ha dichiarato che tutto è pronto per l'espletamento dei

concorsi, mancano gli ultimi dettagli tecnici.

Peccato però che non si tratti proprio solo di dettagli.

Per almeno 20 SSD il meccanismo per la designazione delle commissioni non funziona in quanto non è possibile costituire le liste di ordinari previste dal decreto stesso.


Poichè il decreto richiede che tutti gli SSD debbano avere completato le liste prima di procedere al sorteggio, la mancanza di anche una sola di esse blocca la designazione delle commissioni per tutti i concorsi.
Dunque: tutto fermo.


Certo il Ministro potrebbe emanare un decreto correttivo di quello attuale con un algoritmo in grado di convergere, ma il meccanismo di designazione delle commissioni e' di fatto gia' stabilito all'art. 1 comma 4 della legge 1/2009.


Da mesi si sta tentando, con l'ausilio di una commissione di sette "saggi",l'Avvocatura dello Stato e funzionari e consiglieri del ministro, di scrivere un decreto attuativo che, rispettando la legge, risulti realizzabile, ma evidentemente invano.


CONCORSI DA RICERCATORE 

La bozza ministeriale dei criteri di giudizio da utilizzare nell'espletamento dei concorsi stessi è giunta al CUN per il parere, ora manca solo la firma del Ministro.


FFO 2009

La bozza del decreto per la ripartizione del FFO2009 non è ancora giunto al CUN per il parere.


Lo scorso anno la richiesta di parere per la ripartizione del FFO2008 è giunta al CUN in data 31 Marzo, il parere è stato licenziato in data 3 Aprile e il decreto Ministeriale è stato registrato alla corte dei conti in data 5 giugno.



RESOCONTO SEDUTA 19-20 MAGGIO DEL CUN

(disponibile in rete su www.flcgil.it)

Il Ministro Gelmini si ripresenta al Consiglio  Universitario Nazionale per un incontro di mera  cortesia istituzionale. Così viene definito il  monologo del Ministro sui futuri provvedimenti  legislativi su Governance e Reclutamento.


Prima di recarsi al CNSU (Consiglio Nazionale  degli Studenti Universitari) il Ministro Gelmini  si affaccia nella sala del CUN ed illustra, per  sommi capi e senza possibilità di replica, i  contenuti del futuro provvedimento legislativo.


Non sa se verrà presentato nel prossimo Consiglio  dei Ministri (potrebbero esserci ragioni di "opportunità
politica" per rinviarlo a dopo le elezioni). Non  può fornire un testo, perché ancora ci si sta  lavorando, però afferma, stupendo un po' tutti,  che amplissima è stata la consultazione su questi  temi.

Nel merito: sul reclutamento il Ministro parla del vecchio  istituto della libera docenza come uno dei punti  di riferimento. Il sistema sarà basato su  un'idoneità nazionale e poi chiamate da parte  degli Atenei.

Grande attenzione, sempre per il Ministro, alla  figura del ricercatore, in particolare a quella a  tempo determinato.


Nessuna volontà di bloccare i previsti concorsi  ad associato ed ordinario, ma solo difficoltà  tecniche di applicazione.


Sulla Governance, si prevede una netta  separazione di ruoli e competenze tra Senato  Accademico e Consiglio di Amministrazione.


Aumento del potere decisionale e delle  responsabilità del Rettore, mentre sarebbe ancora  in discussione la composizione del CdA.


La valorizzazione degli studenti (del personale  tecnico-amministrativo si sono perse le tracce  così come di un intervento sullo stato giuridico  della docenza) è per il Ministro un punto  qualificante del provvedimento.


Il Ministro ha poi detto di ritenere che il  dibattito parlamentare potrà portare ulteriori miglioramenti al testo.

L'incontro è stato pertanto privo di alcun interesse sostanziale.

Il Consiglio Universitario Nazionale, una volta che sarà finalmente reso pubblico il testo  ufficiale del disegno di legge, aprirà la  discussione al suo interno, partendo ovviamente  dai documenti che, su questi argomenti, ha già  approvato.


Il CUN ha espresso il proprio parere  sull'individuazione di parametri al fine della  valutazione dei titoli e delle pubblicazioni per  le procedure di valutazione comparative a posti  di ricercatore universitario (art. 1, comma 7  della L. 1/2009).


Il testo del Decreto Ministeriale presentato al  CUN dal Ministro riprende in buona sostanza il  documento che il CUN aveva proposto al Ministro  l'11 marzo scorso.


Con grande ritardo, e ben oltre i limiti  temporali che la legge fissava per l'emanazione  di questo decreto, il provvedimento è stato sottoposto al CUN.

Ora non ci sono ulteriori alibi per rinviare l'emanazione definitiva del DM.

Il Consiglio Universitario ha anche approvato un  documento interno di lavoro sulle equivalenze dei  titoli accademici in campo internazionale.


--
Prof. Maria Cristina Menziani
University of Modena and Reggio E.
Department of Chemistry
Via Campi 183
41100 Modena -Italy


Tel: +39-059-2055091
Fax: +39-059-373543

ANDU: Segre: "analogie con la Francia"

1. === Cesare Segre: "analogie con la Francia", Corriere della Sera
2. === "Riscatto e dignita'"-"Dov'e' il sapere?" (sui professori italiani)
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1. === Cesare Segre: "analogie con la Francia", Corriere della Sera "Anche da noi i burocrati dettano legge, anche da noi si tende ad umiliare gli insegnamenti e le ricerche di base, e ci si getta sull'effimero e sull'immediatamente redditizio." da "Se l'universita' rinuncia alla competenza" di Cesare Segre sul Corriere della Sera del 25 maggio 2009.
Per leggere l'intervento di Segre cliccare:

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2. === "Riscatto e dignita'"-"Dov'e' il sapere?" (sui professori italiani)

Dopo gli interventi di Susan George, Marco Benvenuti e Maurizio Persico, diffondiamo i seguenti messaggi di Tommaso Greco, dell'Universita' di Pisa, e di Andrea Celli, dell'Universita' di Padova.

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da Tommaso Greco, dell'Universita' di Pisa:

"Cari amici dell'ANDU,
nel ringraziarVi per l'opera di informazione che svolgete in un contesto nel quale proprio la mancanza di informazione e' una delle piu' efficaci (e ingiustificabili) ragioni dell'inazione della categoria dei docenti, vorrei pregarVi di diffondere anche il mio breve intervento sulla questione sollevata da Susan George e poi ripresa da altri colleghi.
Sono un professore associato di filosofia del diritto nell'Universita' di Pisa (facolta' di Giurisprudenza). In occasione delle proteste dello scorso autunno ho sostenuto -- anche in affollatissime assemblee di ateneo -- che non ci si poteva nascondere dietro gli studenti dell'Onda ma che era necessaria un'azione specifica dei docenti. Pensavo -- e penso ancora -- che una forma di protesta adeguata a far comprendere all'opinione pubblica che la misura era (e') colma sarebbe stata la sospensione delle sedute di laurea: solo un gesto eclatante, purtroppo, avrebbe fatto rinsavire quanti distruggono l'universita' pubblica giovandosi del nostro sonno. Sarebbe bastato, oltretutto, che questa minaccia l'avessero fatta solo le facolta' di giurisprudenza con riguardo all'appello di ottobre (quello utile per l'iscrizione all'albo). Inutile dire che la mia proposta non solo non e' stata minimamente presa in considerazione, ma non e' stata nemmeno controbilanciata da altre proposte. Si e' preferito pronunciare tante parole (anche di fuoco), ma senza compiere fatti concreti.
Non so dire il perche' non ci sia stata la voglia di compiere un gesto di riscatto e di dignita'. Si puo' tentare una piccola fenomenologia dei ragionamenti piu' diffusi, che si aggiunge alle cose gia' dette da altri:
1-- alcuni pensano (nonostante le tante smentite) che "tanto poi il governo non fara' quello che minaccia di fare"
2-- altri pensano che "in qualche modo, noi riusciremo a galleggiare, perche' siamo piu' furbi"
3-- alcuni aspettano che siano altri a muoversi
4-- alcuni, semplicemente, pensano ad altro.
Il risultato e' che i nostri dipartimenti non hanno piu' fondi per comprare libri e pagare il riscaldamento; che i nostri dottorati sono praticamente scomparsi; che i finanziamenti per la ricerca sono ormai inesistenti, e cosi' via.
Riusciremo primo o poi ad avere uno scatto, un moto di vita? Forse l'occasione ci sara' quando ci accorgeremo che non ci saranno fondi nemmeno per pagarci lo stipendio? Vedremo...
Cordiali saluti.
Tommaso Greco"

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da Andrea Celli dell'Universita' di Padova:

"Cari amici dell'ANDU,
gli ultimi scambi di messaggi stimolati da quello breve quanto intenso di Susan George hanno dato una svolta inaspettata a questa mailing list.
Sono un precario di 35 anni, con tutti i contorcimenti esistenziali e politici di questa condizione. Lavoro e collaboro con dipartimenti di Lettere italiane. Qualche anno fa avevo tentato di ideare e partecipare ad acerbi momenti di lavoro politico-culturale nella mia Facolta', con studenti, precari e docenti.
Abbiamo senz'altro tutti la percezione che i modi tradizionali di lotta siano molto deboli e di durata "stagionale", per i motivi bene segnalati da molti in questa mailing list, e che si tratti quindi di cercare un altro respiro nei modi di organizzazione e di radicamento.
La novita' di questo scambio di messaggi mi sembra stia nella sincerita' con cui si formulano alcuni interrogativi e si dichiarano le debolezze. Altro elemento di forte novita' mi sembra la parita' di confronto permesso da un vecchio social network come la mailing list.
Credo, come altri colleghi e amici con cui sto lavorando a Padova, che la novita' non vada cercata solo nella qualita' dei discorsi, di cui tutti piu' o meno vorremmo essere autori, ma soprattutto dei modi della relazione: coraggiosamente paritaria, meno fulcrata sul prestigio individuale o gerarchico e piu' su di una prospettiva collaborativa, aperta e di lungo periodo.
Dov'e' il sapere oggi? Dentro o fuori dell'universita'? Da qui si puo' forse anche partire per un ripensamento delle relazioni tra Universita' e territorio, universita' e paese, universita' e processi reali. Anche per tentare di creare degli "ambienti" stimolanti in cui vivere e invitare a vivere.
Forse un percorso "open" (per continuare con l'informatica) troverebbe molte piu' solidarieta' ed energie di quanto non ne possa trovare una fondamentale lotta di categoria, con la sua rilevanza universale.

Andrea Celli
Master in Studi interculturali
Universita' degli Studi di Padova"

ANDU: "Applaudirei un rettore che si dimettesse"

Riportiamo una lettera di Maurizio Persico, dell'Universita' di Pisa, a Susan George e Marco Bemventi, i cui precedenti messaggi riproponiamo in calce.
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Da Maurizio Persico a Susan George e Marco Benvenuti:

"Cari amici dell'ANDU,
vorrei rispondere sulla vostra newsletter a Susan George e a Marco Benvenuti. Sono un prof. ordinario di chimica, a Pisa.


La domanda a cui vorrei rispondere e':  perche' non si muovono i professori italiani, soprattutto gli ordinari? Naturalmente c'e' una risposta per ogni testa, ma due o tre motivazioni forti bastano a spiegare (NON a giustificare) l'inazione dei piu'.
Anzitutto ci sono quelli contenti dell'azione del governo; magari sono disposti a lamentarsi della scarsità di risorse, ma gli va bene una progressiva gerarchizzazione dell'universita'; in fondo una delle poche innovazioni gia' operanti che ci ha regalato la Gelmini e' l'assoluto predominio dei prof. ordinari nei concorsi. E poi, grazie al fatto che i concorsi da ordinario d'ora in poi si faranno col contagocce, mentre molti vanno in pensione, i pochi rimasti possono sognare di estendere la loro baronia.
Ci sono poi quelli che hanno alzato la voce, per un po' (come ho fatto anch'io). Ne rimane qualche segno qua e là (provate ad aprire il sito web del mio dipartimento - www.dcci.unipi.it - o della mia facolta' - www.smfn.unipi.it), ma cosa abbiamo ottenuto? Al massimo, un piccolo scarico di coscienza. L'Onda si è esaurita, com'era prevedibile, con le vacanze di Natale. Sono le condizioni oggettive che ci condannano: la maggioranza governativa è forte, l'opposizione inesistente (e quando era al governo, sulla politica universitaria ha dato il peggio di se'), la stampa e l'opinione pubblica sono contro di noi e fanno di ogni erba un fascio. Non mi stupisce che prevalga la rassegnazione.
Forse ha ragione Marco Benvenuti quando dice che molti cominciano anche a vergognarsi. Attenzione, e' pericoloso: nella nostra universita' c'e' del buono e c'e' del marcio, e vedere solo il marcio e' peggio che una rassegnazione del tipo "ha da passa' 'a nuttata". Chi pensa che i mali endogeni dell'universita' siano irrimediabili, finisce con l'applaudire i lanzichenecchi, sperando che spazzino via tutto. Dalla cura Tremonti-Gelmini l'universita' italiana potrebbe uscire dimezzata, come numeri, competenze, prestigio e capacita' di attrarre i giovani. Siamo sicuri che dopo (ma quando?) qualcun altro trovera' la volonta' e le risorse per ricostruire?
Resto disposto a partecipare a iniziative di protesta, che riescano almeno a ricordare all'opinione pubblica che esiste un dissenso.
Inoltre non voglio collaborare, ne' col vecchio sistema di potere accademico, ne' con i barbari al governo. Applaudirei un Rettore, o anche un Preside, che si dimettessero, anche con la piu' banale delle motivazioni: non ce la faccio piu' a mandare avanti il mio Ateneo (la mia Facolta') in queste condizioni. Comunque anche la resistenza passiva (che ha i suoi vantaggi, lo ammetto) non e' priva di spine. Cosa credete che pensino i precari e i giovani colleghi, se i loro prof. ordinari "di riferimento" praticano la politica delle mani pulite (e della bocca asciutta)?
Cordiali saluti
Maurizio Persico"

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Da Marco G. Benvenuti a Susan George:

"Cara Susan,
ho letto su una newsletter di ANDU il tuo sfogo riguardo la rassegnazione dei professori universitari verso le politiche di depotenziamento dell'universita' pubblica. Sono un ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra di Firenze e a Ottobre 2008 assieme a quasi tutti i ricercatori della Facolta' di Scienze ho partecipato alla mobilitazione contro la 133. Da subito noi ricercatori avevamo chiaro che la 133 rappresentasse il colpo di grazia al sistema universitario pubblico ma altrettanto chiaro ci pareva che dentro questo sistema, prima di tutto, dovessero essere cercate le responsabilita'. Sara' per il ruolo, alla base della piramide universitaria, ma per i ricercatori era scontato che assieme ad una azione di contrasto alle politiche di questo governo ci dovesse essere da parte di chi e' nell'universita' una seria analisi della situazione.
La cosa non e' mai stata affrontata in questi termini e a parte un tiepido appoggio alla mobilitazione i professori non si sono attivati, sono davvero rassegnati. Tu parli di indifferenza, disinteresse, motivazione, io aggiungerei senso di colpa...consapevolezza che non si e' stati capaci, a livello personale e collettivo in buona e malafede, di coltivare e far crescere la positivita' del fare e trasmettere conoscenza e cultura in questo paese. I professori sono rassegnati perche' sono consapevoli che questo sistema e' stato logorato in decenni di utilizzo personalistico e/o lobbistico in un patto scellerato con la politica, con un sindacalismo miope rispetto a far crescere la cultura del lavoro e dell'impegno in un luogo dove si sarebbero dovute formare generazioni di intellettuali e tecnici per far crescere il paese. I professori mi sembrano come il bambino che scoperto a fare marachelle fa la faccia rossa e si vergogna in silenzio. Il paradosso e' che si sentono in colpa anche quei colleghi professori, e nel mio piccolo ne conosco molti, che hanno sempre fatto seriamente il proprio dovere e che sono nel profondo convinti che questo paese dovrebbe meritarsi un universita' pubblica migliore. Evidentemente il senso di colpa e' un virus molto contagioso!
Potrei raccontarti la mia storia personale, simile a molti come me che dopo dottorato, postdoc, assegni e via dicendo, dopo dieci anni ha trovato collocazione nella ricerca universitaria, figlio di operai e primo del proprio clan parentale ad accedere ad un livello superiore di istruzione. Mi sento parte di questo sistema e mi prendo anche qualche responsabilita' ma vorrei reagire con l'orgoglio e la dignita'  di chi cerca di fare qualcosa per questo fottuto paese che sempre di piu' assomiglia a Las Vegas! Ho due figli piccoli che vorrei veder crescere culturalmente in un paese migliore a partire dal luogo dove svolgo quotidianamente il mio compito di ricercatore. Io non sono rassegnato e vorrei che anche i professori, guardando i loro figli e nipoti, trovassero le ragioni per una seria reazione!
Un caro saluto
Marco G. Benvenuti
Universita' di Firenze"


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Da Susan George dell'Universita' di Pisa:

"Mi piange il cuore tornare in Italia dopo un soggiorno a Harvard.
In questi ultimi anni mi sono occupata, in quanto presidente di un corso di laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa, di metodi di partecipazione democratica.
Mi piacerebbe tanto fare la stessa cosa per la mia universita' (Pisa) dove esiste poca condivisione di un progetto culturale piu' ampio. Numerose sono le intelligenze individuali, scarsa l'intelligenza collettiva e totalmente assente una visione strategica da parte dei nostri dirigenti. Mi chiedo quindi se ne valga la pena.
La maggior parte dei professori ordinari non si e' mossa durante l'Onda, mentre a Parigi hanno alzato la voce. Perche' i professori sono così rassegnati qui? E' indifferenza, disinteresse, mancanza di motivazione o cosa? Non riesco a capire...
Susan George"

ANDU: "Reagire con orgoglio e dignita'"

Riportiamo la risposta di Marco G.
Benvenuti, dell'Universita' di Firenze, al messaggio di Susan George, che riproponiamo in calce e che abbiamo gia' diffuso con il titolo "'Professori rassegnati'?".
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Da Marco G. Benvenuti a Suan George:

"Cara Susan,
ho letto su una newsletter di ANDU il tuo sfogo riguardo la rassegnazione dei professori universitari verso le politiche di depotenziamento dell'universita' pubblica. Sono un ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra di Firenze e a Ottobre 2008 assieme a quasi tutti i ricercatori della Facolta' di Scienze ho partecipato alla mobilitazione contro la 133. Da subito noi ricercatori avevamo chiaro che la 133 rappresentasse il colpo di grazia al sistema universitario pubblico ma altrettanto chiaro ci pareva che dentro questo sistema, prima di tutto, dovessero essere cercate le responsabilita'. Sara' per il ruolo, alla base della piramide universitaria, ma per i ricercatori era scontato che assieme ad una azione di contrasto alle politiche di questo governo ci dovesse essere da parte di chi e' nell'universita' una seria analisi della situazione.
La cosa non e' mai stata affrontata in questi termini e a parte un tiepido appoggio alla mobilitazione i professori non si sono attivati, sono davvero rassegnati. Tu parli di indifferenza, disinteresse, motivazione, io aggiungerei senso di colpa...consapevolezza che non si e' stati capaci, a livello personale e collettivo in buona e malafede, di coltivare e far crescere la positivita' del fare e trasmettere conoscenza e cultura in questo paese. I professori sono rassegnati perche' sono consapevoli che questo sistema e' stato logorato in decenni di utilizzo personalistico e/o lobbistico in un patto scellerato con la politica, con un sindacalismo miope rispetto a far crescere la cultura del lavoro e dell'impegno in un luogo dove si sarebbero dovute formare generazioni di intellettuali e tecnici per far crescere il paese. I professori mi sembrano come il bambino che scoperto a fare marachelle fa la faccia rossa e si vergogna in silenzio. Il paradosso e' che si sentono in colpa anche quei colleghi professori, e nel mio piccolo ne conosco molti, che hanno sempre fatto seriamente il proprio dovere e che sono nel profondo convinti che questo paese dovrebbe meritarsi un universita' pubblica migliore. Evidentemente il senso di colpa e' un virus molto contagioso!
Potrei raccontarti la mia storia personale, simile a molti come me che dopo dottorato, postdoc, assegni e via dicendo, dopo dieci anni ha trovato collocazione nella ricerca universitaria, figlio di operai e primo del proprio clan parentale ad accedere ad un livello superiore di istruzione. Mi sento parte di questo sistema e mi prendo anche qualche responsabilita' ma vorrei reagire con l'orgoglio e la dignita' di chi cerca di fare qualcosa per questo fottuto paese che sempre di piu' assomiglia a Las Vegas! Ho due figli piccoli che vorrei veder crescere culturalmente in un paese migliore a partire dal luogo dove svolgo quotidianamente il mio compito di ricercatore. Io non sono rassegnato e vorrei che anche i professori, guardando i loro figli e nipoti, trovassero le ragioni per una seria reazione!
Un caro saluto
Marco G. Benvenuti
Universita' di Firenze"

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Da Susan George dell'Universita' di Pisa:

"Mi piange il cuore tornare in Italia dopo un soggiorno a Harvard.
In questi ultimi anni mi sono occupata, in quanto presidente di un corso di laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa, di metodi di partecipazione democratica.
Mi piacerebbe tanto fare la stessa cosa per la mia universita' (Pisa) dove esiste poca condivisione di un progetto culturale piu' ampio. Numerose sono le intelligenze individuali, scarsa l'intelligenza collettiva e totalmente assente una visione strategica da parte dei nostri dirigenti. Mi chiedo quindi se ne valga la pena.
La maggior parte dei professori ordinari non si e' mossa durante l'Onda, mentre a Parigi hanno alzato la voce. Perche' i professori sono così rassegnati qui? E' indifferenza, disinteresse, mancanza di motivazione o cosa? Non riesco a capire...
Susan George"

Thursday, May 21, 2009

ANDU: DDL di Governo e PD - "Professori rassegnati"?

== E' slittata a non prima del 12 giugno prossimo la presentazione in Consiglio dei ministri del DDL sulla 'governance' e il reclutamento (v. nota). Il ministro Gelmini ha tra l'altro dichiarato (v. comunicato qui sotto) che il DDL governativo "al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni."
Il Ministro si sbaglia: il DDL governativo non contiene "alcune proposte", ma quasi SOLO quello che e' stato elaborato negli ultimi anni dagli  'accademici' del PD ora e dei DS prima (rettore-padrone, commissariamento delle Universita' e dei docenti, "superamento" del valore legale dei titoli di studio, ecc.).

== Riportiamo in calce un messaggio sull'atteggiamento dei professori inviato all'ANDU da Susan George, dell'Universita' di Pisa.

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DICHIARAZIONE DEL MINISTRO

da


«La riforma dell'universita' e' pronta, c'e'. Ma la presentiamo dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, interpellata dall'Ansa.
«La riforma dell'universita' è talmente seria, importante, e strutturale per il Paese che bisogna toglierla dalle dinamiche della competizione politica. Presentarla dopo le elezioni - ha aggiunto il ministro - e' anche un segno di disponibilita' nei confronti delle opposizioni, anche perche' al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni».
Quello che interessa al ministro e' una universita' senza distinzioni politiche: «Solo presentando la riforma dopo le elezioni si potra' avere un dibattito sereno», ha concluso Gelmini.


- Nota. V. l'articolo "Laurea, addio al pezzo di carta" sulla Stampa del 21 maggio 2009:

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Da Susan George dell'Universita' di Pisa:

"Mi piange il cuore tornare in Italia dopo un soggiorno a Harvard. In questi ultimi anni mi sono occupata, in quanto presidente di un corso di laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa, di metodi di partecipazione democratica.
Mi piacerebbe tanto fare la stessa cosa per la mia universita' (Pisa) dove esiste poca condivisione di un progetto culturale piu' ampio. Numerose sono le intelligenze individuali, scarsa l'intelligenza collettiva e totalmente assente una visione strategica da parte dei nostri dirigenti. Mi chiedo quindi se ne valga la pena.
La maggior parte dei professori ordinari non si e' mossa durante l'Onda, mentre a Parigi hanno alzato la voce. Perche' i professori sono così rassegnati qui? E' indifferenza, disinteresse, mancanza di motivazione o cosa? Non riesco a capire...
Susan George"

ANDU: Incontro al MIUR su DDL governativo

== 1. Sull'incontro tra le Organizzazioni universitarie e il Ministero che si e' svolto il 19 maggio 2009.

== 2. Segnaliamo due interessanti interventi sullo stato dell'Universita' comparsi su Repubblica e sul Manifesto del 19 maggio 2009.



======= 1. Nel riportare piu' sotto i comunicati della FLC-CGIL, della CISL- Universita', dell'UGL-Universita' e della UILPA-UR AFAM relativi all'incontro che le Organizzazioni universitarie della docenza, dei dottorati e degli studenti hanno avuto il 19 maggio 2009 al Miur sul DDL
governativo riguardante la 'governance' degli Atenei e il reclutamento dei docenti universitari, riteniamo utile aggiungere qualche considerazione.
Va ribadito e sottolineato come la  critica al metodo di elaborazione del DDL e ai suoi contenuti portanti sia stata espressa da tutte le Organizzazioni che hanno partecipato all'incontro.
In particolare l'ANDU ha osservato come non sia stata presa in alcuna considerazione il tema centrale dell'autonomia del Sistema nazionale delle universita' e della 'connessa' costituzione di un Organismo che lo rappresenti e lo difenda adeguatamente.
L'ANDU ha chiesto il capovolgimento dell'assetto attualmente previsto della 'nuova' 'governance' degli Atenei, basata sul potere assoluto del Rettore. Al contrario, bisogna prevedere la costituzione di un Senato Accademico dotato di poteri sostanziali di programmazione e gestione e composto SOLO da rappresentanti DIRETTAMENTE eletti da tutte le componenti universitarie.
L'ANDU ha sottolineato che il problema piu' rilevante e piu' urgente e' quello del precariato che va risolto prevedendo una SOLA figura pre-ruolo e il bando straordinario di migliaia di posti nel ruolo dei ricercatori.
A questo proposito si e' osservato come  il Ministero sia indirizzato verso la sostituzione dei ricercatori in ruolo (confermata la loro messa ad esaurimento nel 2013) con la nuova figura precaria del ricercatore a termine.
L'ANDU ha anche posto la questione centrale e prioritaria di un nuovo e specifico Organo costituente di Ateneo cui affidare qualsiasi scelta riguardante il nuovo assetto statutario per evitare che l'attuale Sistema
oligarchico (imperniato sul Senato Accademico 'egemonizzato' dai Presidi) perpetui, anzi rafforzi, tale sistema che ha portato alla rovina degli Atenei e dell'intero Sistema universitario. Su questo punto vi e' stata da parte ministeriale una risposta a dir poco provocatoria: il 'nuovo' organismo 'costituente' sara' previsto e sara' 'prodotto' dal SA e dal CdA.
Sarebbe una beffa indicibile visto che un Organo veramente costituente non puo' che essere DIRETTAMENTE eletto dagli appartenenti all'Ateneo (per esempio una rappresentanza partitetica di ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti), sulla scia di quanto, se pur con limiti, e' stato previsto dalla riforma del 1990 sulla cosidetta autonomia.
L'ANDU ha chiesto che si arresti la corsa alla presentazione del DDL in Consiglio dei Ministri e che si continui il confronto, a partire da una bozza del DDL finalmente ufficiale da sottoporre alle osservazioni del mondo universitario e, in particolare, delle Organizzazioni, PRIMA dell'approvazione da parte dello stesso Consiglio dei Ministri.
Se dovesse invece essere confermato il metodo oligarchico dell'eleborazione del DDL e mantenuto il suo attuale impianto (rettore-padrone, commissariamento della docenza), al mondo universitario italiano non restera' che esprimere una forte opposizione, adeguata alla gravita' di una operazione di gran lunga piu' devastante di quella che si sta tentando in Francia dove da mesi e' in corso una dura e vasta protesta che coinvolge insieme docenti e studenti.

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COMUNICATO della FLC-Cgil:

"Incontro al Miur sul Ddl governo degli atenei-reclutamento e stato giuridico della docenza 20-05-2009


Nella giornata di ieri, 19 maggio, si e' svolto un incontro al Miur tra Organizzazioni Sindacali e Ministero sull'attesa presentazione del disegno di legge concernente governo degli Atenei e reclutamento e stato giuridico della docenza. In contemporanea, il Ministro Gelmini ha tenuto incontri con il Consiglio Universitario Nazionale e il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, organi istituzionali del Miur. Il Ministro ha evidentemente preferito privilegiare l'interlocuzione con gli organi istituzionali, anche se in realta' l'incontro con il C.U.N. si e' limitato ad una breve informativa dello stato dell'arte, senza discussione.
L'incontro ha avuto un andamento quanto meno curioso. In apertura il Miur ha detto che non era disponibile alcun testo del DDL, in quanto ancora in fase di ennesima correzione. Peraltro, nella giornata di oggi e' previsto un incontro con il Ministero dell'Economia che potrebbe condurre ad ulteriori modifiche, anche se, forse, il DDL potrebbe essere presentato nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri (?). O forse, invece, prevarra' una valutazione di opportunita' politica tesa ad evitare la presentazione del DDL prima delle elezioni.
Cio' nonostante, il Miur ha illustrato in modo generale l'impianto del DDL, che corrisponde piu' o meno ai testi che sono circolati in questi giorni, anche se, visibilmente, le correzioni apportate ai testi noti sono numerose. Gli interventi delle Organizzazioni presenti hanno evidenziato, nonostante l'incertezza del testo, forti critiche all'approccio verticistico delle norme sul governo degli Atenei, che di fatto consegnano l'Universita' al binomio Rettore-Consiglio di Amministrazione, e la necessita' di una discussione vera sul tema delicatissimo del reclutamento e dello stato giuridico, materia quanto mai complessa e cruciale. Nel suo intervento la FLC, rappresentata al tavolo da Marco Broccati della Segreteria Nazionale, ha esplicitamente rifiutato di entrare nel merito, trattandosi di un testo che non ha nulla di certo, in una condizione di inagibilita' di una discussione vera sui contenuti in un incontro di questo tipo, anche per ragioni di tempo, ed evidenziando i seguenti elementi:
siamo davanti al provvedimento piu' "pesante" sull'Universita' da molti anni a questa parte, se si esclude la L. 133, destinato ad avere ripercussioni profonde sugli Atenei.
A questo appuntamento ci si presenta senza un testo, dopo 6 mesi di silenzio totale da parte del Miur, con l'annuncio di una imminente approvazione. Nel mese di dicembre scorso era stato annunciata la volonta'
di aprire tavoli di confronto sui singoli temi dell'Universita', che non hanno avuto alcun seguito nonostante le reiterate richieste. E' evidente che non c'è alcuna discussione e confronto, che semmai, potra' riguardare solo le sedi parlamentari nel corso dell'iter del DDL, ma certo non le parti sociali. E' noto peraltro che in questi mesi il Ministero ha accolto in modo del tutto informale e riservato contributi da parte di soggetti individuali e collettivi diversi, dai giovani accademici a gruppi universitari organizzati, che non hanno, ovviamente, alcuna rappresentativita' se non quella delle proprie opinioni personali. Il DDL e' stato costruito su queste basi, e su una dialettica tutta interna alle stanze del Ministero e della politica. La FLC chiede al Ministro una seria riflessione su questo suo modo non trasparente, e anzi intenzionalmente criptico, di procedere, teso, con tutta evidenza ad annullare ogni spazio di confronto con i soggetti rappresentativi, sia sociali sia istituzionali.
Se l'intenzione e' questa, conviene dirlo in chiaro, evitando di confondere le acque con convocazioni formali che rappresentano solo una foglia di fico, per poter dire che il confronto c'e' stato. Se, viceversa, e' solo un problema di tempi e di spazi, certamente non semplici da governare nella costruzione di un provvedimento complesso, si apra subito un tavolo dedicato, con contenuti certi e tempi congrui e, soprattutto quella disponibilita' all'ascolto e al recepimento che e' del tutto mancata.
Nei prossimi giorni sapremo con certezza qual'e' la scelta del Ministro, anche se, visti i precedenti, temiamo di conoscere gia' la risposta. Non si dica poi che la CGIL e' quella che sa dire solo no; i no, fino adesso, vengono tutti dall'altra parte, e noi ci limitiamo a rispondere a chi considera tutte le opinioni diverse un peso ed un fastidio. Sfortunatamente (o fortunatamente) la realta' ha una sua rocciosa materialita' che non si lascia rimuovere dalle intenzioni e dalle volonta', e chi intende ignorarla prima o poi e' costretto a farci i conti.
Roma, 20 maggio 2009"

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COMUNICATO della CISL-Universita': "DDL Governance, cosi' non va!

Alle diciotto del 19 maggio il ministro ha convocato il tavolo tecnico con le OO.SS. e le associazioni di categoria con all'ordine del giorno la generica indicazione riguardante i problemi dell'universita'. Assente ll Ministro, la delegazione ministeriale e' stata presieduta dal dott. Masia, il quale ha esposto le linee piu' rilevanti di un testo, non ancora conosciuto nella sua definitiva versione, che potrebbe essere presentato quanto prima al Consiglio dei Ministri. La riunione assembleare, alla quale hanno partecipato sedici organizzazioni, e' stata deludente e non ha pienamente raggiunto l'obiettivo che il ministero si era proposto, cioe' quello di riprendere il confronto dopo l'impegno assunto ai primi di novembre del 2008. Infatti, nonostante gli sforzi per rappresentare nelle sue grandi linee i contenuti del disegno di legge, tutte le delegazioni presenti hanno lamentato il grado di elevata incertezza in cui si svolgeva  l'incontro su un testo che risultava sconosciuto persino alla parte ministeriale, soffermandosi sulle numerose criticita': dal modello di governance derivano troppo poteri ai rettori, si svuota di fatto il senato accademico, incomprensibile e' la natura della nuova struttura unificante che sostituirebbe la facolta', complicati sono i meccanismi concorsuali, confusi sono i percorsi per l'accesso e per la carriera del personale docente, collocato in ruoli distinti, nessuna risoluzione per l'annosa questione dello stato giuridico dei ricercatori, eccetera.
La Federazione Cisl Universita' valuta negativamente il ritardo di mesi con cui l'incontro e' stato organizzato, nella immediatezza della presentazione del ddl, sia l'approssimazione del suo contenuto. Dopo l'impegno del Ministro del mese di novembre 2008 aveva confidato nella predisposizione di un metodo di lavoro costruttivo che avrebbe potuto dar vita a un provvedimento condiviso e realmente innovativo. La Ministro ci ha chiamati a un cosiddetto confronto che in mancanza di un testo scritto mostra una preconcetta scarsa considerazione del contributo che puo' provenire dalla OO.SS. e dalla nostra in particolare.
Prendendo atto di questa situazione, purtroppo, la Federazione Cisl Universita' deve manifestare le proprie riserve anche sul contenuto di una riforma che e' inaccettabile. Tra le negativita' più rilevanti si evidenziano le seguenti. Viene presentato un modello di governance universitaria ispirato non alla logica della responsabilita' dei componenti la comunita' accademica, ma alla logica del commissariamento. Infatti, il senato accademico viene depotenziato, le facolta' scompaiono, risulta rafforzato il potere dei rettori e del consiglio di amministrazione (dal quale sono estromessi rappresentanti del personale docente e tecnicoamministrativo e composto, praticamente, tutto di soggetti esterni all'ateneo), i revisori dei conti sono di nomina ministeriale, la contabilita' economico-patrimoniale e' di matrice ministeriale. A questo punto non serve insistere sulle fondazioni, in quanto e' assicurato ampiamente il controllo esterno sulle universita'. Inoltre, i meccanismi concorsuali sono farraginosi e confusionari e finiscono per riportare il potere decisionale in sede locale. Nessuna risposta al problema delle situazioni di precariato (come ad esempio quella degli assegnisti e dei cosiddetti ricercatori con contratto a tempo determinato) e a quello dei ricercatori universitari. E si potrebbe continuare.
Pertanto, la Cisl Universita', manifesta la propria insoddisfazione e, pur confermando la piena disponibilita' a ulteriori fasi di confronto, esprime la propria preoccupazione perche' la Ministro mostra di non comprendere la gravita' della situazione nella quale versa l'Universita' e il personale che opera e vive, contribuendo ad aggravare le criticita' di un sistema che ha bisogno di una vera riforma."

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COMUNICATO della UGL-Universita': "DDL Governace? Chi l'ha visto
Una riunione deludente per un testo incerto Ieri, 19 maggio si svolto un incontro al Miur tra le OO.SS e le Associazioni della Docenza Universitaria e il Ministero per la  presentazione del disegno di legge riguardante la Governance, il reclutamento e lo stato giuridico della docenza universitaria.

La riunione e' stata presieduta dal Direttore Generale Dr. Masia che ha aperto i lavori all'ordine del giorno previsti su una generica convocazione riguardante i problemi dell'Universita' con la presentazione per linea di massima dei contenuti di un DDL, di cui ancora non c'e' un testo disponibile e certo su cui discutere e ancora in fase di rimodulazione di cui sono circolate varie bozze aggiornate giorno dopo giorno.
Se l'intento era quello di riaprire il confronto per "una riforma condivisa" che il Ministro aveva garantito a novembre u.s. ci siamo resi conto che stiamo arrivando a ridosso di una presentazione di un DDL al Consiglio dei Ministri senza nessun confronto e dialogo.
Tutte le OO.SS hanno valutato negativamente questo tipo di approccio per il quale ne e' scaturita una discussione approssimativa e fumosa basata su indicazioni generiche esposte dal Dr. Masia che potrebbero subire ulteriori modifiche dopo un incontro con il Ministero dell'Economia.
L'UGL ha preso le distanze da questo tipo di confronto non entrando nel merito se non dopo la visione di un testo scritto, e' stato comunque sottolineata la nostra contrarieta' per norme sul governo degli Atenei che non corrispondono a logiche di responsabilita', al mancato riconoscimento dello stato giuridico dei Ricercatori, e auspica una discussione seria e definitiva sulla materia delicata del reclutamento e avanzamento di carriera dei docenti universitari"

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COMUNICATO della UILPA-UR AFAM: 
"19 maggio 2009: EPPUR SI MUOVE(LA GELMINI…). MA ERA MEGLIO DI NO!!

Il 19 maggio siamo stati convocati dal MUR.

OdG: problematiche relative al settore Universita'.

Convocati: tutti i sindacati attivi nel Comparto Universita' (16 sigle).

Assenti: il Ministro, che ha preferito presenziare ad un altro incontro in contemporanea con il C.N. degli Studenti Universitari.
In suo nome ha relazionato il Dr. Masia,  che ha a grandi linee illustrato i contenuti di un documento non consegnato, e da lui stesso dichiarato modificato – giravano svariate versioni - rispetto all'ultima versione in possesso dei presenti.
Dopo l'illustrazione sono cominciati gli interventi.
Nessuna delle sigle ha condiviso il  metodo di lavoro, che ha visto un solo incontro il 2 dicembre prima di quello odierno, peraltro convocato più per poter affermare che e OO.SS. erano state sentite che per avviare un autentico confronto.
La critica e' andata man mano aumentando,  allorchè è stato annunciato per il giorno successivo (20 maggio) una consultazione con il MEF e per il 21, giovedì, la presentazione del testo al Consiglio dei Ministri.
Tranne chi si e' riservato una pronuncia dopo lettura del testo definitivo, tutte le sigle presenti hanno contestato - oltre che il metodo di confronto – i contenuti del testo, fondamentalmente focalizzando le stesse criticita'.
La UIL ha posto poche questioni ma  significative, di metodo e di merito, come in sintesi riportiamo.
• Le OO.SS. non sono mai state consultate all'atto dell'emanazione delle linee guida. Non hanno avuto alcuna risposta sulla modifica del DM 363 (sicurezza), avendo tra l'altro ricevuto il testo da altri interlocutori;
• Sulla nomina del Rettore, premesso il richiamo alla elezione o nomina, la non prevista inderogabilità dei due mandati di 4 anni o di un solo mandato di 7 anni lascia ipotizzare una possibile rimodulazione post-legge attraverso la revisione degli Statuti interni. Peraltro la formulazione del testo lo disegna come l'assoluto ed unico titolare dei poteri. Il MUR non ha articolato una risposta convincente.
• La sofferenza del personale Tecnico/amministrativo, già messo a dura prova dal ministro della Funzione Pubblica con i suoi atti, viene incrementata dal Ddl in oggetto, che lo fa "sparire" da ogni forma di rappresentanza negli organismi. La cosa è tanto più grave se ripensa che le due componenti del personale non docente – studenti e personale tecnico-amministrativo – sono ridimensionate, ma gli studenti conservano una qualche forma di presenza elettiva. Il personale di ruolo nessuna, con un forte timore di esclusione anche dall'informazione sulle materie escluse dal confronto sindacale (es. indirizzi).
L'unica presenza prevista rimane quella nel consiglio di dipartimento. A cio' va ad aggiungersi la nuova assenza della voce del Ministro Gelmini a favore dell'Universita', "dimenticata" nel nuovo assetto dei comparti di contrattazione collettiva che il ministro Brunetta sta predisponendo.
• Vecchi (collegio dei Revisori) e nuovi (ad es. nucleo di valutazione) organismi prevedono tutti una presenza di dirigenti del MEF o del MUR, e comunque una consistente presenza di esterni. A precisa richiesta UIL, il Dr. Masia ha precisato che la norma e' che gli incarichi siano retribuiti, e che la gratuita'
costituisce, semmai, una eccezione. Con cio' confermando i nostri peggiori timori, che vedono una serie di incrementi di spesa certi, a fronte di una serie di diritti persi.
• L'abolizione di fatto delle facolta', sostituite da raggruppamenti di Dipartimenti, e' fonte di grande preoccupazione, oltre che fatto inspiegabile in termini organizzativi.
• La situazione dei ricercatori ed in particolare la soluzione del loro stato giuridico e' ormai improcrastinabile.
• In conclusione, abbiamo fatto presente che un cambiamento fatto tanto per fare, che porta più problemi di quanti non ne risolva, non serve all'Universita' italiana.
Il MUR ha precisato che per i Ricercatori  è allo studio una interessante integrazione, che ha lasciato intendere di natura economica: sarà lo specchietto per le allodole con il quale ammorbidire le critiche al documento e farlo passare comunque???
Di fatto, e' stato confermato al tavolo che la figura del Ricercatore sparira' a partire dal 2013. Forse è qui che va letta l'affermazione del Dr. Masia, che ha definito il DDL una riforma "a costo decrescente"!!!! Per esaurimento – stavolta davvero in senso fisico e concreto… - dei Ricercatori!!!!
La discussione ha portato alla fine alla richiesta di rinviare la presentazione del documento al consiglio dei Ministri, al fine di consentire un autentico confronto su un testo ufficiale. In caso contrario, il MUR non potra' dare per effettuato un confronto sindacale di fatto non avvenuto, e la discussione si spostera' sui tavoli politici di camera e Senato, nelle Commissioni interessate.
Inutile ogni ulteriore commento: la nostra disponibilita' al confronto resta, ma il confronto prevede che le parti intenzionate a parlarsi siano due.
Al momento, non sembra cosi'. 
UILPA-UR AFAM
La Segreteria Nazionale"



======= 2. Si invita a leggere i seguenti due interventi sullo stato dell'Universita':



- "Il deserto delle speranze" di Adriano Prosperi, su Repubblica del 19 maggio 2009:


- "Retorica per un vertice vuoto di proposte" di Benedetto Vecchi, sul Manifesto del 19 maggio 2009:

Monday, May 18, 2009

ANDU: 'Nuova' Bozza DDL su 'governance' e reclutamento

C'e' una 'nuova' bozza del DDL governativo relativo alla 'governance' degli Atenei e al reclutamento dei docenti universitari.

Per leggere l'articolato della 'nuova' bozza e, di seguito, la  relazione illustrativa:

[docenti] RDB-CUD P.I.: RIFORMA DELLA GOVERNANCE: IL PROGETTO GELMINI

Su richiesta di alcuni colleghi invio la "bozza" di riforma, l'ultima che io conosca.
       
DDL GELMINI (BOZZA) 24 aprile 09:
CRUI: CONSIDERAZIONI E PROPOSTE PER LA REVISIONE DELLA GOVERNANCE DELLE UNIVERSITA':
cordiali saluti
Buonanno Fulvio Alessandro
RDB/CUB P.I.
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
DOCENTI e` una lista per la spedizione di
comunicazioni a tutti docenti dell'Ateneo.
========================================================
Servizio Liste di distribuzione UniMoRe a cura del Servizio Posta.
Email. support_posta@unimore.it
http://posta.unimore.it
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Sunday, May 17, 2009

ANDU: "Alla Sorbona ritorna il '68"

Seguendo uno 'schema' sostanzialmente comune (Sorbona occupata equivale a perdita dell'anno accademico), alcuni quotidiani italiani (v. sotto) informano sul movimento universitario francese che da mesi si oppone al progetto governativo di 'aziendalizzazione' dell'Universita' e della Ricerca pubbliche.

Per seguire 'direttamente' la protesta in Francia cliccare:



= Avvenire del 17 maggio 2009
"Universita' 'paralizzate', alla Sorbona ritorna il '68". Cliccare:



= Giornale del 17 maggio 2009
"Occupazioni e lezioni al fast food. Ora l'Onda travolge la Sorbona". Cliccare:



= Mattino di Napoli del 16 maggio 2009
"Sciopero record come nel '68. La Sorbona rischia il collasso". Cliccare:



= Sole 24-ore del 16 maggio 2009
"Sorbona ancora occupata: anno accademico a rischio". Cliccare

ANDU: Una 'normale' seduta della CRUI

Puo' essere utile a meglio comprendere la 'natura' e la finalita' della CRUI la lettura di un resoconto non ufficiale di una sua 'normale' seduta. Il resonto e' relativo alla seduta del 23.4.09 ed e' riportato nel sito
dell'Universita' di Foggia.

Per leggere il resoconto cliccare

Saturday, May 16, 2009

ANDU: Economisti, "abbiate pieta' di noi"

ECONOMISTI, "ABBIATE PIETA' DI NOI"

- Harvard
- Gli 'economisti' italiani
- Il PD


- Harvard
Raccomandiamo a tutti, ma in particolare agli universitari, la lettura dell'intervento di Philip Delves Broughton "Harvardís masters of the apocalypse", tradotto in italiano e riportato nell'inserto del Sole 24-ore con il titolo "2009: fuga da Harvard".
Per leggere l'intervento in italiano cliccare:
Per leggere l'intervento in inglese cliccare:



- Gli 'economisti' italiani
Spereremmo che questo intervento  'illuminasse' quegli economisti italiani che hanno sequestrato e stanno distruggendo l'Universita' statale italiana e che continuano a 'dettare legge', servendosi del 'loro' ministero e della 'grande' stampa che fa loro da megafono.


- Il PD
In particolare, raccomandiamo l'attenta  lettura del suddetto intervento a quegli accademici-aziendalisti-statalisti nostrani che si ostinano a riproporre 'ricette' per ricostruire l'Universita' che hanno fortemente contribuito a demolire e che continuano a scrivere i soliti programmi 'politici', come nel caso delle "proposte del PD per la "Campagna elettorale Europee" 2009".
Il PD contemporaneamente vuole il commissariamento dell'Universita' italiana ("Avviamento immediato dellíAgenzia nazionale per la valutazione" e "Costituzione di un'Agenzia nazionale indipendente per il finanziamento alla ricerca pubblica cui affidare l'assegnazione di tutti i finanziamenti") e vuole accrescere l'autonomia degli Atenei ("Promuovere l'autonomia degli atenei fissando per legge solo i criteri generali cui gli statuti devono attenersi"), non contento degli effetti DEVASTANTI della gia' sperimentata autonomia finanziaria, statutaria, concorsuale e didattica.
Per leggere le 'nuove' proposte 'europee' del PD per l'Universita' cliccare:

ANDU: L'Universita' 'europea' del PD

Tra le proposte del PD per la "Campagna elettorale Europee 2009": 
"NON SPENDERE MENO, MA MEGLIO

Dopo un anno di annunciate riforme al sistema universitario cio' che resta e' la forte riduzione del fondo di finanziamento ordinario. Mentre i tagli indiscriminati a tutti agli atenei sono criticati anche dal presidente Napolitano, la norma che assegna la quota residuale del fondo agli atenei c.d. "meritevoli" non e' ancora applicabile per la mancanza di linee guida.
Anche l'annunciato DDL sulla nuova "governance" universitaria – gia' criticato dall'Associazione Docenti Universitari (ANDU) - non e' ancora legge e richiedera' almeno due anni perché entri in vigore.
Intanto costa all'erario statale ogni anno 1 miliardo e mezzo di euro la fuga all'estero dei cervelli italiani.


Le proposte del PD consentono di "NON spendere meno, ma spendere meglio" per universita' e ricerca. Risorse, Responsabilita', Rigore e Razionalizzazione, queste le linee guida del PD tradotte in 8 proposte da applicare subito:



1) 10.000 borse di studio da 10.000 euro l'una per i neo-diplomati piu' meritevoli provenienti da famiglie non abbienti. Borse spendibili in qualunque corso di laurea in qualunque universita' italiana a scelto dello
studente;
2) Defiscalizzazione per 5 anni delle assunzioni di dottori di ricerca sia nel settore privato che in quello pubblico;
3) Estendere il sistema del diritto allo studio universitario al dottorato di ricerca, cosi' da garantirlo anche a studenti provenienti da famiglie non abbienti,
4) Avviamento immediato dell'Agenzia nazionale per la valutazione;
5) Legare sempre piu' le risorse alle valutazioni sugli atenei;
6) Costituzione di un'Agenzia nazionale indipendente per il finanziamento alla ricerca pubblica cui affidare l'assegnazione di tutti i finanziamenti;
7) Promuovere l'autonomia degli atenei fissando per legge solo i criteri generali cui gli statuti devono attenersi;
8) Una nuova politica "del reclutamento" per ridurre la precarieta' dei ricercatori, distinguere reclutamento e carriera e stabilire un ruolo unico della docenza."

Tuesday, May 12, 2009

ANDU: "Riforma ko": "Solo l'ANDU"

Invitiamo a leggere l'intervento di Paolo Bertinetti, preside della Facolta' di Lingue di Torino, "Universita'. Una riforma? No, un ko", comparso sulla Stampa del 12 maggio 2009.

La 'ricostruzione' e le valutazioni di Bertinetti sulla situazione dell'Universita' italiana sono sostanzialmente le stesse di quelle dell'ANDU.

Nel suo intervento Paolo Bertinelli, riferendosi alla Bozza ministeriale di disegno di legge sulla 'governance e il reclutamento, scrive:

"Solo l'Andu, l'associazione dei docenti universitari, dava notizia di tutto cio', criticando severamente i contenuti della proposta."

Per leggere l'intervento di Bertinetti cliccare:

Per leggere le critiche dell'ANDU alla Bozza ministeriale, contenute nel documento "Il commissariamento dei docenti universitari", del 5 maggio 2009, cliccare:

Saturday, May 9, 2009

ANDU: "Atenei, il problema della Gelmini"

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari
"ATENEI, IL PROBLEMA DELLA GELMINI"

Depurato dagli elogi - forse retorici - al ministro Gelmini, l'intervento di Giliberto Capano "Atenei, il problema della Gelmini", su Europa dell'8.5.09, contiene alcune considerazioni interessanti, soprattutto alla fine. 

Per leggere l'intervento cliccare:



Giliberto Capano scrive che il Ministro non deve farsi  "abbindolare da noi professori universitari." Per la verita' ad avere "abbindolato" l'attuale e i precedenti due Ministri non sono stati i "professori universitari", ma 'solo' una ristretta e potente oligarchia accademico-confindustriale che da decenni sta demolendo l'Universita' italiana.

Capano continua scrivendo: "Noi siamo bravissimi nell'arzigogolare sui sistemi concorsuali e ancor piu' bravi a vendere (particolarmente bravi gli 'economisti', ndr) come innovative soluzioni (sulla governance degli atenei, sui concorsi, sul nostro stato giuridico) che in realta' non sono altro che una proposizione dell'esistente con altri nomi." In realta' piu' che conservare, si vuole notevolmente peggiorare l'esistente. E Capano continua: "Siamo abilissimi nel tradurre nel modo  meno indolore, e quindi piu' conservatore, le soluzioni organizzative ed istituzionali che ben funzionano negli altri paesi." E conclude mettendo in guardia rispetto a "quel conservatorismo autointeressato che ancora prevale nelle corporazioni accademiche."

Quanto scritto da Giliberto Capano si adatta bene alla natura e alle finalita' della bozza di disegno di legge ministeriale ('ispirato' anche dalla CRUI) riguardante la 'governance' e il reclutamento: l'obbiettivo e' quello di commissariare le risorse pubbliche per l'Universita' e gli stessi docenti, consegnandoli a quel gruppo accademico-confindustriale che opera - con crescente successo - per smantellare l'Universita' statale, democratica, di massa e di qualita'.


9 maggio 2009

Thursday, May 7, 2009

ANDU: "Francia, atenei in rivolta"

== Segnaliamo l'articolo "Francia, atenei in rivolta. Studenti e prof contro Sarko" sul Corriere della Sera 6 maggio 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
Con qualche 'difficolta'' l'articolista informa sul movimento universitario francese che da mesi si batte contro il progetto governativo di 'aziendalizzare' l'universita' e la ricerca pubbliche; progetto che e' della stessa 'natura' di quello del governo italiano, 'dettato' dalle oligarchie accademico-confindustriali.
Solo alla fine dell'articolo sono riportate le ragioni della protesta: "E' il ministro che deve accettare di ridiscutere una riforma che minaccia posti di lavoro, autonomia e qualita' della ricerca pubblica. E' tutto il
mondo accademico che si sente colpito."
Il Corriere della Sera ha comunque, in qualche modo, informato sulla protesta dell'Universita' francese, mentre il resto della 'grande' stampa italiana tace.

Per seguire direttamente la protesta in Francia:

ANDU: Commissariamento dei docenti universitari

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

IL COMMISSARIAMENTO DEI DOCENTI UNIVERSITARI L'ALTERNATIVA DELL'ANDU



E' stato scritto che probabilmente l'8 maggio prossimo il Governo approvera' il disegno di legge sulla 'governance' degli Atenei e sul reclutamento della docenza universitaria.
Da tempo circola una bozza di questo disegno di legge (nota 1) che 'traduce' un precedente documento 'ministeriale' ("documento Schiesaro").
L'obbiettivo di questo progetto accademico-confindustriale e' quello di concentrare il potere di gestione delle risorse pubbliche e delle scelte per il reclutamento e le carriere dei docenti nelle mani di potenti oligarchie. A livello nazionale attraverso l'ANVUR e il Ministero, a livello locale attraverso il rettore-dittatore elettivo (forse elettivo).
Un disegno antidemocratico e incostituzionale, che abolisce di fatto ogni forma di autonomia del Sistema nazionale delle Universita' e dei singoli Atenei e cancella l'autonomia della comunita' accademica nelle scelte riguardanti i docenti, con conseguenze devastanti sulla liberta' di insegnamento e di ricerca e gli sviluppi della conoscenza.



=== 'GOVERNANCE' DEGLI ATENEI


L'ANDU ha recentemente affrontato la questione della 'governance' commentando un documento della CRUI (v. il documento dell'ANDU "La 'governance' degli atenei dei rettori", nota 2).
Nel suo documento la Conferenza dei Rettori richiedeva una  normativa per una 'nuova' organizzazione degli Atenei che facesse diventare i Rettori ancor piu' monarchi assoluti elettivi, per salvaguardare e rafforzare quel sistema di potere che di fatto ha 'agevolato' la politica di smantellamento dell'Universita' e della Ricerca pubbliche, portata avanti da oltre un decennio attraverso tutti i Governi succedutisi.
Quanto previsto dalla Bozza di DDL 'ricopia' abbondantemente  le richieste della CRUI.



=== RECLUTAMENTO


L'ANDU ha gia' esaminato le 'novita'' sul reclutamento contenute nel "documento Schiesaro" (v. il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'", nota 3).
Rispetto al "documento Schiesaro", la bozza di disegno di  legge contiene delle 'precisazioni' e delle novita' che rendono ancora piu' grave quella che ha ormai assunto i caratteri di una vera e propria controriforma.
- Abilitazioni nazionali. Non e' piu' prevista alcuna abilitazione nazionale come pre-requisito per i concorsi a ricercatore: la cooptazione personale nella fascia iniziale della docenza (il vero reclutamento) sara' lasciata all'esclusiva scelta del singolo 'maestro', senza l'infingimento di una precedente abilitazione nazionale. L'abilitazione nazionale rimane prevista invece per diventare associato o ordinario. Ma anche con l'abilitazione cambiera' poco o nulla. Infatti, mentre finora il posto doveva essere bandito PRIMA dello svolgimento del finto concorso e il risultato era quasi sempre quello 'pre-deciso' (e si azzerava lo stesso concorso nei rarissimi casi in cui non veniva idoneato il 'prescelto'), con il 'nuovo' sistema concorsuale il posto sara' bandito SOLO SE il 'predestinato' e' stato gia' abilitato." E avevamo aggiunto che "si sta mettendo su una complicata 'nuova' struttura concorsuale per non cambiare sostanzialmente nulla, ottenendo pero' il risultato certo che i primi nuovi assunti e i primi nuovi promossi alle fasce superiori si avranno non prima di qualche anno. Un vero e proprio blocco dei concorsi che si sommera' al probabile blocco dei concorsi gia' banditi e modificati in corso d'opera con un provvedimento legislativo insensato sul piano giuridico, politico e accademico." E inoltre si osservava che "nel documento 'ministeriale' comunque si evita accuratamente di prevedere il superamento dell'attuale articolazione della docenza in tre RUOLI separati, prescrivendo organici separati per fascia a livello di Ateneo."
- Commissioni concorsuali. I 'veri' concorsi per ordinari, associati e ricercatori (configurati come tre distinti ruoli) saranno svolti da una commissione composta da tre professori dell'Ateneo eletti e da due professori scelti dal Consiglio di amministrazione (di fatto dal Rettore), andando cosi' nella direzione di una concentrazione oligarchica del controllo del reclutamento e della carriera dei docenti, che costringera'
il 'maestro' ad aggiornare i suoi 'referenti' per ottenere il bando del posto per il suo 'allievo' e assicurarsi che il risultato della 'prova' sia quello previsto.
- Progressione di carriera. L'immenso potere assegnato al Consiglio di amministrazione (di fatto al Rettore) sulla carriera dei docenti e' confermato dall'assegnazione ad esso della decisione del "numero complessivo e dei criteri di ripartizione relativi alle procedure di progressione da attivare" e della nomina in ruolo "su proposta del rettore".
- Conferma in ruolo. Ancora piu' grave e' la previsione che la conferma nei tre ruoli venga decisa "da tre professori ordinari SCELTI dall'ANVUR", la famigerata Agenzia 'autonoma' in cui i componenti del Direttivo sono scelti dal Ministro! (v. lo Schema di Regolamento dell'ANVUR, nota 4). Si realizza cosi' quanto previsto-voluto in particolare dall'ex sottosegretario Luciano Modica (ora responsabile nazionale del PD per l'Universita'), che nel settembre 2007 ha fortemente 'appoggiato' alla Camera, a nome del Governo di allora, l'approvazione di una norma (tuttora in vigore) che prevede che "la qualita' dell'attivita' scientifica e didattica dei ricercatori assunti dalle universita' a seguito di concorsi banditi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge e' sottoposta dopo tre anni dalla data di assunzione alla valutazione dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)" (v. il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio giuridico" del 30 settembre 2007, nota 5).
A questo proposito va ricordato che lo stesso Luciano Modica  l'11 agosto 2006, sul Corriere del Mezzogiorno, aveva gia' scritto che "e' fondamentale dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia nazionale di valutazione, indipendente dal finanziatore pubblico e dagli atenei, che effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti e dell'attivita' didattica e di ricerca" e "SOLO sulla base di questa corretta valutazione, si stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di carriera." Queste affermazioni non lasciano alcun dubbio sulla natura assolutistica, centralistica e dirigistica dell'Agenzia di valutazione voluta dal PD. Un'Agenzia che lederebbe l'autonomia universitaria garantita dalla Costituzione.
- Organici di Ateneo. Nella bozza del DDL e' stata prevista e  definita la 'piramide accademica' tramite la prescrizione di limiti agli organici dei tre distinti ruoli della docenza: almeno il 40% di ricercatori e non piu' del 27% di ordinari.
- Docenti speciali. Agli Istituti 'speciali' e alle  Universita' 'private' e' consentito di prevedere "autonome modalita' sperimentali di reclutamento dei professori e dei ricercatori".
- Dottorato a scadenza. Invece di superare l'attuale  gravissimo fenomeno del precariato attraverso il bando straordinario di almeno 20.000 posti di ricercatori e la sostituzione di TUTTE le figure precarie con UNA SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni, nella bozza di DDL si e' scelto di fatto di cacciare via i tantissimi attuali precari prevedendo che "ai concorsi da ricercatore a tempo determinato (la nuova figura precaria!, ndr) e indeterminato siano ammessi a partecipare coloro che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca, o equivalente, da NON OLTRE  cinque anni".



=== L'ALTERNATIVA DELL'ANDU AL COMMISSARIAMENTO DELLA DOCENZA


Lo ripetiamo: l'unico modo per superare il nepotismo accademico e per impedire il commissariamento della docenza e' quello di fare DECIDERE da una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi banditi dagli Atenei per il reclutamento. Per evitare la sopraffazione dei gruppi 'prevalenti' sul piano nazionale nei vari settori, occorre il sorteggio 'puro' dei commissari, prevedendo che della Commissione non possa fare parte piu' di un professore della stessa sede ed escludendo quelli appartenenti alle sedi che hanno bandito i posti (v. di seguito la proposta 'integrale' dell'ANDU per la Riforma della docenza e dei concorsi).
Si potrebbe anche prevedere che la Commissione stili una  graduatoria dei vincitori dei concorsi banditi dalle varie sedi, facendo scegliere, nell'ordine, agli stessi vincitori la sede in cui prendere servizio.


Per l'avanzamento nella carriera dovrebbe invece essere necessario 'soltanto' accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto un livello della sua attivita' scientifica e didattica tale da poterlo promuovere IMMEDIATAMENTE nella fascia superiore dell'organico unico della docenza, senza ulteriori interventi dell'Ateneo di appartenenza. Per coprire la maggiore remunerazione di coloro che sono promossi nella fascia superiore si deve prevedere uno specifico fondo nazionale.
Con la proposta dell'ANDU si avrebbero "concorsi (e promozioni) piu' rapidi, piu' meritocratici, piu' internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari", come titola la proposta n. 1 del PD che prevede invece sostanzialmente le stesse soluzioni contenute nel documento 'ministeriale', le quali sono anche sostanzialmente uguali a quelle proposte dalla CRUI.

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LA PROPOSTA DELL'ANDU

Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe  veramente fine al nepotismo e a tutti i suoi 'annessi' e finalmente si lascerebbero ai docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente, piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano  a sostenere) che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha 'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.


DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi,  devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi  fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.


- Specificazioni sul reclutamento. I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza  (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.


5 maggio 2009

- Nota 1. Bozza del DDL governativo su 'governance' degli Atenei e reclutamento. Per leggere la Bozza cliccare:
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" del 24.2.09 cliccare:
- Nota 3. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'" del 6.4.09 cliccare:
- Nota 4. Per leggere lo Schema di Regolamento dell'ANVUR cliccare:
- Nota 5. Per leggere il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio giuridico" del 30.9.07 cliccare:

ANDU: "All'Iit i soldi non mancano ma ..."

"ALL'IIT I SOLDI NON MANCANO MA I PAPER DIMINUISCONO"

== Segnaliamo l'articolo di Fabio Sottocornola "All'Iit i soldi non mancano ma i paper diminuiscono", sul settimanale Il Mondo datato 8 maggio 2009.
Per leggere l'articolo cliccare:
Nell'articolo, tra l'altro, si legge:
"La legge che ha istituito l'ente, ribattezzato il Mit italiano (dall'americano Massachusetts institute of technology), ha garantito 50 milioni nel 2004 e 100 milioni all'anno dal 2005 al 2014. Senza contare che
da meta' 2008 le dotazioni patrimoniali della Fondazione Iri (soppressa, ndr) sono devolute alla Fondazione Iit. Dunque, visti i tempi, non e' poco.
Quello che sembra mancare, almeno per il primo quadrimestre 2009, sono le pubblicazioni, cioe' uno dei risultati concreti della ricerca."


== Nell'ottobre 2003, quando e' stato inventato l'IIT, "a proposito del nuovo Istituto Italiano per la Tecnologia, il Comitato esecutivo della Conferenza dei Direttori degli Istituti del CNR, ha emesso il seguente comunicato:
Il sistema italiano della ricerca non ha bisogno dell'invenzione estemporanea di nuovi centri e istituti, con progetti e finanziamenti assolutamente inadeguati alle ambizioni dichiarate ed alla missione ad essi velleitariamente assegnata.
L'unica via seria da seguire da chi crede che il futuro del paese sia in buona parte dipendente dalla sua capacita' di ricerca e alta formazione, e' quella di concentrare le risorse disponibili nel potenziamento e riorganizzazione della rete scientifica esistente.
Questa, nonostante la disattenzione protratta di cui e' stata di fatto oggetto da molto tempo, come documentano tutti gli indicatori, in molti campi ha conquistato posizioni di tutto rispetto, spesso competitive e talora di avanguardia nel panorama internazionale della conoscenza e della tecnologia. A questo processo gli istituti e le iniziative del CNR hanno dato e danno un contributo fondamentale.
Il mantenimento e consolidamento di queste posizioni, per quanto riguarda la rete degli istituti del CNR. e' oggi affidato pressoche' esclusivamente alla loro capacita' di autofinanziamento sul mercato nazionale e internazionale, con quote che ormai mediamente superano il 70% delle risorse complessivamente disponibili agli Istituti per progetti di ricerca, al di la' dei costi fissi a uomo fermo.
La rete degli istituti del CNR, tormentata tra l'altro dal susseguirsi delle iniziative di riforma, ha oggi disperatamente bisogno di due cose:
- attenzione riflessiva, non occasionale ma strategicamente propositiva, sull'assetto ottimale e la flessibilita' gestionale che la rete stessa deve avere per consentirne la operativita' efficace ed efficiente nei settori identificati come strategici,
- risorse sufficienti a consentire che la ricerca su commessa non ne prosciughi totalmente la capacita' innovativa autonoma, che deve essere in grado di affrontare tematiche nuove o comunque non ancora consolidate, e di coprire l'ambito delle scienze umane e sociali, data la rilevanza che questo rappresenta nel nostro paese.
Per la prima parte si deve dare atto dell impegno profuso dal Commissario prof. De Maio e dai subcommissari, in un clima di piena collaborazione con i direttori degli istituti; per la seconda l'invenzione di questo sedicente Istituto ha il pregio di dimostrare che, anche in questo difficile momento,
i soldi si possono trovare. Gli importi previsti per questa iniziativa, tra l'altro, se immessi interamente nella rete scientifica del CNR costituirebbero un incremento del 25% delle risorse disponibili per progetti di ricerca, con un prevedibile effetto moltiplicatore almeno del doppio, come documentato dalla esperienza.
I Direttori degli Istituti non possono tra l altro non rilevare la contraddizione dell iniziativa: appena pochi mesi dopo l'avvio, per iniziativa del Ministro competente, di un impegnativo processo di riassetto della rete scientifica nazionale, e dell'affidamento di tale responsabilita', per quanto riguarda il CNR, ad un Commissario designato dal Governo, parte una iniziativa del tutto estemporanea, velleitaria e scollegata rispetto al processo in corso, apparentemente nemmeno concertata con il Ministro competente.
L'appello che l'esecutivo rivolge a tutte le istanze  competenti e' quello di fermare subito questo progetto, che oltre a tutto viene letto dai nostri colleghi stranieri come un nuovo segnale di superficialita' e velleitarismo nella politica scientifica del paese.
Luigi Donato, Roberto Passino, Gianluigi Casalone, Cristiano Castelfranchi, Antonio D Atena, Tullio Gregory, Franco Jovane, Piero Manetti, Giampiero Maracchi, Gennaro Russo, Settimo Termini, Glauco
Tocchini-Valentini.
Roma, 9 Ottobre 2003"


== Nel luglio 2006 l'ANDU, nel documento "Mussi: scelte nuove?", ha, tra l'altro, scritto:
"IIT. Il Ministro ha dichiarato: "Porremo grande attenzione anche all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che potra' procedere correggendo gli errori iniziali." L'IIT e' stato criticato da tutta la Comunita' scientifica ed e' stato additato come un costosissimo e inutile 'giocattolo' voluto dal ministro Tremonti. Uno 'scatolone' di potere la cui natura e le cui finalita' non possono essere corretti. L'ANDU, prima che fosse noto l'intervento del Ministro, ha diffuso la richiesta del proprio Congresso nazionale "di cancellare l'Istituto Italiano di Tecnologia (la cui costituzione e' stata avversata da tutta l'Universita' e da tutti i Centri di ricerca), con il trasferimento all'Universita' statale e alla Ricerca pubblica degli ingenti finanziamenti ad esso assegnati."



== Nel giugno 2008, invece (dal documento dell'ANDU "DL. Fondazioni, IIT, FFO, blocco, scatti"):

"Con il Decreto-Legge 112/08 pubblicato sulla G.U. del 25  giugno 2008 si accelera il 'lavoro' di demolizione dell'Universita' statale, condotto da decenni da un potente gruppo accademico-politico-confindustriale, che ha 'utilizzato' tutti i Ministri, tutti i Governi e tutti i Parlamenti succedutisi.
(...)
I contenuti del DL non sono nuovi: essi sono stati 'auspicati' e/o 'tentati' e/o 'praticati' nel corso degli ultimi decenni, in maniera assolutamente trasversale, sulla base di una 'ideologia' italo-anglo-americana che in realta' aveva e ha come vero obiettivo (gia' in parte realizzato) quello di dirottare le risorse pubbliche per l'Alta formazione e la Ricerca verso auto-proclamati centri di eccellenza. Lo strumento principale per imporre questo progetto e' stato il Ministero dell'Economia, che ha di fatto avocato a se' poteri propri dei Ministri formalmente competenti per l'Universita' e la Ricerca. I contenuti degli articoli del DL riguardanti l'Universita' e la Ricerca comprovano quello che ormai si configura come un vero e proprio commissariamento dell'Universita' da parte degli economisti del Ministero dell'Economia e dei loro 'interlocutori' accademici e imprenditoriali.
(...)
IIT (art. 17 del DL)
Le Universita', specie quelle statali, - si sa - sprecano le risorse pubbliche e per questo e' bene tagliare loro i finanziamenti e puntare su centri di eccellenza da inventare e da finanziare abbondantemente a parte (IIT di Genova, SUM di Firenze, IMT di Lucca). E all'IIT, centro che per eccellenza e' il piu' eccellente, presieduto dal Direttore Generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, si destinano ulteriori Fondi, devolvendogli "le dotazioni patrimoniali" della Fondazione IRI, con un articolo del DL il cui titolo non lascia alcun dubbio sul fatto che l'IIT sia 'depositario' esclusivo dei "progetti di ricerca di eccellenza". Il Ministero dell'Economia continua a strangolare finanziariamente l'Universita' statale e lo stesso Ministero continua a iperfinanziare una struttura presieduta dal suo Direttore generale!"



== Nel dicembre 2008 (dal documento dell'ANDU "Istituto Italiano Tremonti"):

"Istituto Italiano Tremonti" e' il titolo di un intervento di Marco Cattaneo, direttore responsabile della rivista Le Scienze. Per leggere l'intervento cliccare:
Marco Cattaneo analizza a fondo l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova: come e' nato, quanto e' finanziato, come funziona, quanto produce.
Cattaneo denuncia, in particolare, il trasferimento di ingenti risorse dalla Fondazione IRI a quella dell'IIT previsto dall'art. 17 della Legge 133.
Non vorremmo sbagliarci, anzi lo vorremmo!, ma la denuncia di Cattaneo e' la sola dopo quella fatta dall'ANDU all'indomani dell'emanazione del decreto-legge poi convertito nella Legge 133 e dall'ANDU stessa ripetuta in questi mesi.
Silenzio stampa, silenzio politico-parlamentare, silenzio accademico, silenzio generalizzato su un fatto gravissimo che costituisce anche una vera e propria provocazione nel momento in cui con la stessa legge si tagliano mortalmente i fondi per l'Universita'.
(...)
Certo non e' la prima volta che si 'devolvono' consistenti  finanziamenti 'particolari'. Ci riferiamo a quelli dati, oltre che allo stesso IIT, al SUM di Firenze e all'IMT di Lucca ed all'Istituto di studi politici "San Pio V" di Roma, quest'ultimo approvato definitivamente dalla Camera l'8 ottobre 2003 con 254 voti, 28 contrari e 136 astenuti, cioe' con il 'non dissenso' trasversale di quasi tutti i Deputati.
Il fatto e' che per gli auto-proclamati centri di eccellenza non c'e' maggioranza o opposizione, destra o sinistra che tengano: il trasversalismo e' un 'obbligo'.
Nel marzo 2004, in una trasmissione di Giuliano Ferrara,  Andrea Ranieri, allora della Segreteria nazionale dei DS, aveva espresso la 'bizzarra' idea che l'IIT di Genova voluto dal ministro Tremonti avrebbe potuto diventare la "grande agenzia nazionale della ricerca" (sic!).
(...)
Sul 'caso IIT' e' 'illuminante' l'intervista "Rocca: pochi fondi all'Universita', non si tocchi il Mit italiano" sul Corriere della Sera del 24 settembre 2006. Felice Rocca, vice-presidente della Confindustria, riferendosi all'IIT di Genova ("il Mit italiano"), di cui e' consigliere, ha affermato: "ci siamo dati una governance di tipo anglosassone e stiamo gia' ottenendo i primi risultati". E avvertiva che se fosse venuta meno la continuita' dell'attivita' dell'IIT ci sarebbe stata "la chiusura definitiva della possibilita' di portare eccellenze in Italia, un crollo di credibilita' della classe dirigente di fronte a tutta la comunita' internazionale. Sarebbe un delitto."
Insomma, secondo il vice-presidente della Confindustria,  chiudere l'IIT, lo "scatolone vuoto" voluto dal ministro Tremonti, sarebbe equivalso ad una catastrofe per l'Italia intera. Non e' serio!
10 dicembre 2008"

Tuesday, April 28, 2009

PRC: "Costruiamo l'Università Pubblica" 8/9 Maggio







Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Care compagne e compagni,
Il dipartimento nazionale università e ricerca ha organizzato una due giorni programmatica sull'università che si terrà presso i locali dell'Orientale di Napoli l'8 e 9 maggio. La due giorni si svolgerà con una plenaria (venerdì 8 maggio a partire dalle 16) in cui interverranno sindacalisti rappresentanti di movimenti, docenti e ricercatori, mentre la seconda giornata (sabato 9 maggio a partire dalle 9:30) i lavori si articoleranno per seminari tematici in cui le bozze programmatiche saranno discusse ed eventualmente arricchite in maniera partecipata. Ne uscirà un programma specifico su tutti gli aspetti del comparto universitario, dal sistema di governo al diritto allo studio, dalla didattica alla questione del lavoro e della ricerca.
Per consentire la presenza di compagne e compagni provenienti da fuori Napoli, ci siamo accordati con la Regione Campania affinché possa assumersi i costi del pernottamento e un piccolo contributo sarà fornito dalla direzione nazionale per il rimborso almeno parziale del biglietto.
Per facilitare le procedure organizzative si chiede a tutte le federazioni di indicare entro una settimana da oggi i nominativi delle compagne e dei compagni che intendono partecipare all'iniziativa compresi i responsabili federali e/o regionali dei settori università e conoscenza.
Fraterni saluti
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca
il manifesto dell'iniziativa  scaricabile in PDF:

ANDU: Di nuovo pre-pensionamenti

Nella seduta del 22 aprile 2009 delle Commissioni Riunite 1ª (Affari Costituzionali) e 11ª (Lavoro, previdenza sociale) e' stato presentato dal Relatore l'allegato emendamento al disegno di legge n. 1167.
La discussione e la votazione del disegno di legge riprendera' nel pomeriggio di mercoledi' 29 aprile 2009. La presentazione di eventuali subemendamenti 'scade' alle 18 di martedi' 28 aprile 2009.
================
EMENDAMENTO
"16.101
SALTAMARTINI, RELATORE
Sostituire l'articolo 16 con il seguente:
«Art. 16

(Modifiche all'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)


1. All'articolo 72, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:


a) al comma 8 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Resta fermo quanto previsto dal comma 11.";


b) il comma 11 e' sostituito dal seguente: "11. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono, a decorrere dal compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro ed il contratto individuale, anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici.
Con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno, della difesa e degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri e le modalità applicative dei principi della disposizione di cui al presente comma relativamente al personale dei comparti sicurezza, difesa ed esteri,tenendo conto delle rispettive peculiarità ordinamentali. La disposizione di cui al presente comma si applica anche nei confronti dei soggetti che abbiano beneficiato dell'articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano a magistrati, ai professori universitari ed ai dirigenti medici responsabili di struttura complessa.".


2. Restano ferme tutte le cessazioni dal servizio per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro del compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni, disposta dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in applicazione dell'articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo vigente alla data del 19 marzo 2009, nonché gli effetti dei preavvisi che le amministrazioni hanno disposto prima della medesima data in ragione del compimento dell'anzianita' massima contributiva di 40 anni e le conseguenti cessazioni dal servizio che ne derivano.»."

Monday, April 27, 2009

FLC-CGIL: Conoscenzanews - Edizione universita', n. 19 del 25 aprile 2009

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Edizione Università
                       
Direttore responsabile Ermanno Detti

Periodico telematico a cura della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil
Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma - Tel. 06.585480, fax 06.58548434
e-mail conoscenzanews@flcgil.it sito internet www.flcgil.it Feed RSS flcgil.it
               
Editoriale                    
  • L'Università dell'Aquila deve continuare a vivere                
Notizie
  • Un'occasione per riflettere sulla nostra democrazia. Il 25 aprile, la festa di tutti gli italiani
  • Incontro Organizzazioni della docenza - Consiglio Universitario Nazionale
  • Dati conclusivi 2008 della programmazione delle Università
  • 12 maggio incontro pubblico sulle politiche per l'Università e i provvedimenti del Governo
  • Per la liberazione dal precariato, i resoconti di alcune iniziative
  • Firmato definitivamente l'accordo separato della riforma del sistema contrattuale
  • Informazioni editoriali
Servizi e Rubriche
  • Brevissime                     
  • Appuntamenti
                       

[infos4] Appel des appels 34 : Rencontre à Montpellier

Appel des appels
L'Appel des appels MONTPELLIER

LE SAMEDI 9 MAI 2009

A l'Université Paul Valéry Montpellier 3- amphi B -route de Mende

NON A LA TYRANNIE 

DE LA MARCHANDISATION ET DE L'EVALUATION !

ENTRÉE LIBRE

PROGRAMME :

- 14H Accueil  des participants
- 14h 30  Ouverture : Rajaa Stitou et Roland   Gori
- 15h Singularité et pluralité des modes de résistances

Séquences animées par Rajaa Stitou, Christine Massac, Jean-Charles Taddei

        - Culture et médias : Jean-Marc Urrea  et Jacques-Olivier Teyssier
        - Justice : David De Pas
- Education-Social-Citoyenneté :  Bastien Cazal , Salim Mokaddem et Jean-Charles Taddei
        - 15h50 Discussion suivie de paroles de citoyen
        - 16h20 Santé :
Hôpital ,médecine somatique : Jean Ribstein
Clinique  et éthique : Claude Sibony
Psychiatrie : Robert Brès  et Hervé Bokobza
      - 16h50 Société et folie : « la déprime des opprimés » Patrick Coupechoux

(sous   réserve)

- 17h20 Recherche et Université :  Olivier  Coux-Jean et Bernard  Paturet
- 17h40 -Discussion suivie de paroles d'étudiant

18h   En guise de conclusion

- Inservitude et engagement : Roland Gori


PRC: RESOCONTO ATTIVO UNIVERSITA'-19-04-09







Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Care compagne e compagni,
domenica 19 aprile si è svolto a Roma l'attivo Nazionale Università e Ricerca del Prc. Sono molti i punti di discussione che presuppongono una immediata operatività da parte di tutte le compagne e i compagni che lavorano nei territori. Li elencherò di seguito dichiarandomi a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
1) G8 University summit di Torino
Tra il 17 e il 19 maggio si svolgerà a Torino il G8 tematico sull'Università. Per l'occasione è previsto un contro-summit e una manifestazione conclusiva. Rifondazione Comunista dovrà partecipare all'organizzazione di entrambi gli eventi. Per questa ragione è stato costituito un gruppo nazionale che lavorerà su questo ambito ma naturalmente è necessario che la federazione di Torino segua la questione e mobiliti le proprie strutture per la buona riuscita di questo appuntamento che in Italia assume un grande valore simbolico oltre che politico.
2) Seminario nazionale programmatico sull'università a Napoli
L'8 e 9 maggio a Napoli presso i locali dell'Università di Napoli "L'Orientale" si svolgerà la nostra due giorni programmatica. Oltre all'assemblea plenaria, i lavori si distribuiranno in quattro seminari tematici da cui scaturirà il programma dettagliato e definitivo del Prc sull'Università: un workshop sarà dedicato a "L'Università e l'Europa" (critica al processo di Bologna e alla strategia di Lisbona); un altro workshop sarà dedicato a "Il sistema universitario" (governo degli atenei, democrazia partecipata, valutazione); un terzo workshop sarà invece dedicato al "Diritto allo studio e riforma della didattica"; un quarto e ultimo workshop sarà infine dedicato a "Ricerca, Stato giuridico e reclutamento".
Per la buona riuscita dell'evento è necessaria una partecipazione massiccia delle compagne e dei compagni di tutte le Federazioni. Si invita dunque ogni federazione in cui sia presente almeno una realtà universitaria di segnalarci quanto prima i nominativi delle compagne e dei compagni che intendono partecipare per darci la possibilità di verificare la somma necessaria per un rimborso almeno parziale del viaggio da parte della direzione nazionale.
3) gruppi di lavoro territoriali sul diritto allo studio
L'attivo nazionale ha stabilito la necessità di costituire gruppi territoriali sul diritto allo studio che facciano poi riferimento al dipartimento nazionale università e ricerca. A questo fine occorre analizzare tutte le leggi regionali sul diritto allo studio oltre a quanto e come si spendono le risorse regionali per il diritto allo studio per poi individuare elementi di contraddizione su cui intervenire politicamente. Priorità da considerare sono "alloggi e affitti" (diritto all'abitare); "trasporti" (diritto alla mobilità gratuita); "tasse" (università quanto più possibile gratuita). A coordinare questi gruppi di lavoro a livello nazionale, oltre al responsabile nazionale del dipartimento università e ricerca, sarà il compagno Francesco Lione.
4) Mobilitazione contro DdL sulla Governance
Il Governo ha presentato un disegno di legge che ridefinisce in senso profondamente regressivo e antidemocratico il sistema di governo degli Atenei italiani portando a compimento la crociata contro l'università pubblica e inclusiva. Si esortano tutte le federazioni a dare vita a iniziative di informazione e lotta contro questo pericoloso provvedimento. Sul sito del dipartimento nazionale università e ricerca è possibile scaricare un piccolo schema riepilogativo del provvedimento che può essere utilizzato come testo di un volantino.
5) Supporto per gli studenti dell'Università dell'Aquila
Abbiamo programmato un incontro con studenti e lavoratori, oltre al rettore, dell'Università dell'Aquila per vedere come il partito attraverso le brigate di solidarietà possa essere di supporto alla riorganizzazione dell'Università martoriata dal terremoto. Oltre a una raccolta fondi per la ricostruzione della Casa dello studente, cercheremo di pianificare azioni di supporto logistico sulla base delle esigenze espresse dagli studenti e dai lavoratori dell'università.
6) Riorganizzazione dipartimento nazionale
Ai fini di una migliore divisione del lavoro in seno al dipartimento nazionale università e ricerca l'attivo nazionale ha approvato la proposta del responsabile nazionale di affidare il coordinamento del settore "diritto allo studio" al compagno Francesco Lione e del settore "precarietà" al compagno Claudio Franchi.
Auguro e tutte e tutti un buon lavoro insieme
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca

Monday, April 20, 2009

ANDU: 'Governance' e "oligopoli della conoscenza"

= Invitiamo a leggere l'interessante articolo di Mazza, Quattrone e Riccaboni "Riformare la governance per rilanciare l'universita'" su AffariFinanza di Repubblica del 20 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
Su queste questioni invitiamo a rileggere il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" del 24.2.09. Per leggere il documento cliccare:

= Segnaliamo: "Global Governance of Science. Report of the Expert Group on Global Governance of Science to the Science, Economy and Society Directorate, Directorate-General for Research, European Commission". Per leggere il documento cliccare (senza interrompere la stringa!):

Sunday, April 19, 2009

ANDU: Concorsi-"3+2"-Replica

1. CONCORSI A RICERCATORE
2. GALLINO SUL "3 + 2"
3. DOMENICA ALLE 13 REPLICA SAT2000


=== 1. CONCORSI A RICERCATORE

Segnaliamo l'articolo "Ricercatori, concorsi al palo" sul Sole 24-ore del 16 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:


=== 2. GALLINO SUL "3 + 2"

Segnaliamo l'intervista a Luciano Gallino "Gallino: 'Poche prospettive peri mezzi professionisti'" su Repubblica di Torino del 17 aprile 2009. Per leggere l'intervista cliccare:


=== 3. DOMENICA ALLE 13 REPLICA SAT2000

La puntata di "Formato Famiglia" di SAT2000 del 16 aprile 2009, dedicata al problema dei fuori-corso e alla quale ha partecipato l'ANDU, sara' replicata alle ore 13 di domenica del 19 aprile 2009. SAT2000 e' trasmessa sul digitale terrestre e sul canale 801 di SKY.

ANDU: Commissariamento-"Discrezione"-SAT2000

1. COMMISSARIAMENTO DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA
2. "DISCREZIONE" PER LA CONTRORIFORMA
3. ANDU A SAT2000

=== 1. COMMISSARIAMENTO DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

Nell'intervento di Francesco Sidoti "Un commissario per l'Universita'", comparso sul Messaggero del 14 aprile 2009, tra l'altro, si legge:
"il sistema Paese poco potrebbe investire nell'universita' di L'Aquila, che incarna fisicamente la propria alterita' attraverso un Rettorre che e' notoriamente un militante su posizioni molto di sinistra." "L'Aquila potrebbe offrire un'occasione per un'innovazione dettata dall'emergenza e dalla drammaticita', una qualche forma di commissariamento o di compartecipazione che potrebbe prevedere una presenza importante di privati, incoraggiati ad investire economicamente in un'impresa imprenditoriale di tipo nuovo."

Per leggere l'intervento cliccare:

Contro questa gravissima e inaudita proposta, sul Messaggero del 16 aprile 2009, hanno scritto i Presidi dell'Universita' dell'Aquila. Nella loro lettera, tra l'altro, si legge:
"Che un docente di questo Ateneo ne chieda il commissariamento, sulla base della considerazione che il Governo nazionale non ne finanzierebbe la ricostruzione in quanto di orientamento politico diverso da quello del Rettore, e' offensivo per il Governo oltre che per la nostra Universita'."

Per leggere la lettera cliccare:


=== 2. "DISCREZIONE" PER LA CONTRORIFORMA

Guido Fabiani, rettore dell'Universita' di Roma 3, nel suo intervento sulle controriforme accademico-ministeriali ("Buoni segnali per l'universita'"), comparso sul Sole 24-ore del 9 aprile 2009, tra l'altro, scrive: "lo scorso 24 marzo si e' svolto un seminario promosso dal ministro Mariastella Gelmini". "E' stato un importante momento di confronto, di ascolto e di proposte che e' stato successivamente RIPETUTO CON DISCREZIONE, avviando una costruttiva fase di lavoro."
Guido Fabiani informa che al seminario (al quale NON sono state invitate le Organizzazioni della docenza universitaria) "e' stato distribuito un serio documento denso di problemi da affrontare sulla governance e sul reclutamento."
Su quanto previsto dal documento accademico-ministeriale per il reclutamento, l'ANDU ha gia' diffuso una propria dettagliata valutazione (nota 1).
La parte del documento riguardante la 'governance' (sulla quale torneremo) 'riscrive' le indicazioni della CRUI (Conferenza dei Rettori) che punta al rafforzamento della figura del rettore-padrone (nota 2).

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'", del 6 aprile 2009, cliccare:
- Nota 2. V. il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei dei Rettori" del 24 febbraio 2998. Per leggere il documento cliccare:

=== 3. ANDU A SAT2000

L'ANDU ha partecipato alla puntata di "Formato Famiglia" di SAT2000 del 16 aprile 2009 dedicata al problema dei fuori-corso. La puntata sara' replicata alle ore 00.10 del 17 aprile 2009.

PRC: INVITO PRESENTAZIONE PROGRAMMA DELLA SINISTRA EUROPEA SULL'EDUCAZIONE








Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

IA NAPOLI, 36
DALL'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA
ALLA SOCIETA' DELLA CONOSCENZA
Sinistra Europea presenta il suo programma e ne
discute con associazioni, partiti, sindacati, movimenti.
Intervengono:
M. Mola
membro della commissione permanente del partito comunista spagnolo
S. Velissariou
responsabile nazionale educazione del synaspismos - grecia
H. Wehenkel
responsabile relazioni internazionali de la sinistra - lussemburgo
S. Crivelli
partito svizzero del lavoro, segreteria politica della sezione ticinese
D. Pantaleo
segretario generale flc-cgil
B. Vertecchi
pedagogista, docente universita' di roma "la sapienza"
Partecipano:
P. Bergonzi resp. naz. scuola pdci; E. Forenza segreteria nazionale prcse;
L. Fraleone resp. naz. Politiche per la conoscenza prc-se; F. de Nardis
resp. naz. Università e Ricerca prc-se; P. De Nardis docente universita'
roma "la sapienza"; M. Prospero socialismo 2000; R.Di Placido
consumatori uniti; T. Russo portavoce nazionale uds; F. Lione movimento
studentesco; esponenti udu.
SONO STATI INVITATI MOVIMENTI E ASSOCIAZIONI
Coordina:
G. Loffredo responsabile nazionale scuola prc-sinistra europea
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PALAZZETTO DELLE CARTE GEOGRAFICHE
VIA NAPOLI, 36
ROMA
ROMA - SALA DELLE CARTE GEOGRAFICHE


PRC: ATTIVO NAZIONALE UNIVERSITA' E RICERCA - 19 APRILE ORE10








Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Care compagne, cari compagni,
vista la complessità della fase politica anche e soprattutto riguardo al mondo dell'università e della ricerca che continua ad essere colpito duramente dal governo Berlusconi (basti pensare al terribile disegno di legge sulla Governance) diventa fondamentale incontrarci per coordinare a livello nazionale le attività dei territori e nelle diverse sedi universitarie. Abbiamo finalmente ottenuto gli spazi presso l'Università di Napoli L'Orientale per lo svolgimento della nostra due giorni programmatica che si svolgerà l'8 e il 9 maggio e ci vedrà affiancati ai CUP (Comitati in Difesa dell'Università Pubblica). Per l'occasione, visto il momento, una sessione specifica sarà dedicata all'Europa (Processo di Bologna e Strategia di Lisbona). Nello stesso tempo diventa fondamentale strutturare meglio il dipartimento nazionale università e ricerca organizzando gruppi di lavoro su almeno due questioni che a nostro avviso devono rappresentare il nostro principale terreno d'intervento politico, e cioè il "diritto allo studio" e la "precarietà".
Per discutere di tutto ciò è convocato l'Attivo Nazionale Università e Ricerca per domenica 19 Aprile ore 10 presso la sala Libertini a via del Policlinico 129.
Vista l'importanza delle questioni da discutere si sollecita la presenza di tutte le compagne e i compagni
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca


ANDU: L'Aquila-Concorsi-"La bufala del 3+2"

=== L'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

- Invitiamo ad ascoltare il messaggio e a leggere la lettera del Rettore dell'Universita' dell'Aquila. Cliccare:


=== Su G.U. I 'NUOVI' CONCORSI

- "E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2009 il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca contenente le 'modalita' di svolgimento delle elezioni per la costituzione delle commissioni giudicatrici di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori e dei ricercatori universitari'", dall'articolo "Concorsi, nuove regole" su ItaliaOggi del 14 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

- Segnaliamo l'articolo "Atenei, concorsi difficili in aree con meno docenti" sul Sole 24-ore del 14 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

- Sulla questione delle modalita' concorsuali ricordiamo il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'". Per leggere il documento cliccare:


=== IL "3+2"

- Segnaliamo l'articolo "La bufala del 3+2" su Io Donna, magazine del Corriere della Sera, dell'11 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

- Si ricorda che l'ANDU sul "3 + 2" ha raccolto e diffuso in questi anni un ampio dibattito e nel luglio 2006 ha tenuto un Convegno nazionale. Di seguito si riporta il testo dell'intervento introduttivo al Convegno, purtoppo ancora oggi attuale.

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INTRODUZIONE al Convegno nazionale ANDU sul "3 + 2", 11 luglio 2006, Roma

"L'ampia partecipazione di oggi al Convegno conferma l'esistenza della forte 'domanda' di discussione.
Il fatto e' che la didattica e' l'attivita' che piu' di qualsiasi altra e' 'sentita' dai docenti perche' interessa la formazione dei giovani, con conseguenze concrete, 'visibili', sui diretti interessati, sul loro avvenire, sulle loro famiglie e, in ultima istanza, sul Paese.
La finalita' di questo Convegno e' anche quella di proporre un metodo, nuovo rispetto a quello finora seguito dalle Istituzioni, per affrontare le questioni cruciali per l'Universita'. Un metodo che veda coinvolti il piu' possibile tutti gli interessati.
Noi riteniamo che sul "3 + 2" sia indispensabile e urgente che il Ministero avvii una verifica basata non solo su indagini statistiche, ma principalmente sulla partecipazione-testimonianza di tutto il mondo universitario, compresi gli studenti.
Certamente in questa verifica un Organismo di rappresentanza del Sistema nazionale delle Universita' avrebbe potuto avere un ruolo importante. Un Organismo la cui costituzione e' sempre stata avversata dalla lobby accademica trasversale, con le dannose conseguenze che si sono avute soprattuto nell'elaborazione e nell'applicazione della riforma di cui oggi discutiamo.
Per la sua importanza 'primaria', forse la riforma della didattica avrebbe dovuto essere fatta per ultima, perche' potesse risultare utile agli studenti e al Paese.
1. Occorreva prima - anche per 'prevenire'un uso subordinato alle ben note logiche di potere accademico - cambiare l'assetto Organizzativo degli Atenei a partire dalla costituzione di un Organo che, a differenza degli attuali Senati Accademici, dominati dalla presenza paralizzante dei Presidi, esprimesse una politica e una gestione nell'interesse dell'intera comunita' universitaria. Occorreva valorizzare i Dipartimenti (in cui incardinare i docenti), rivedendone le dimensioni e le finalità (anche a beneficio della didattica). Occorreva inoltre, finalmente!, assegnare ai Consigli di Corsi di Studio compiti, poteri e strumenti per assicurare in maniera continua il coordinamento e la verifica delle attività e dei contenuti degli insegnamenti. Ai Consigli di Facolta' doveva restare 'solo' un ruolo di raccordo, togliendo loro quello oggi quasi esclusivo di 'produttore' di posti.
2. Occorreva prima affrontare la questione degli sbocchi professionali e intervenire, in particolare, sugli Ordini professionali. Un'operazione preliminare indispensabile, come aveva ampiamente gia' mostrato l'esperienza dei diplomi di laurea attivati 'alla cieca'.
3. Occorreva prevedere che la 'progettazione' del primo livello avvenisse contestualmente al secondo.
4. Occorreva prima realizzare il diritto allo studio: Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti, strutture didattiche, borse di studio, residenze, ecc.
5. Occorreva prima riformare lo stato giuridico della docenza ed eliminare il precariato, per creare le condizioni 'soggettive' dell'applicabilita' della riforma didattica.
6. Occorreva prevedere consistenti e specifici finanziamenti: nessuna riforma puo' realizzarsi a costo zero.
7. Occorreva che la riforma fosse 'costruita' con il coinvolgimento del mondo universitario, individuando settore per settore i problemi e ricercando le specifiche soluzioni, senza dare numeri ("3 + 2") uguali per tutti (nel 1983-86 il gruppo dei docenti di Ingegneria del CUN aveva previsto il "4 + 1"). Occorreva far partecipare, spiegare, convincere, responsabilizzare, sperimentare. Occorreva prevedere la verifica-coordinamento in itinere della riforma, sia a livello ministeriale, sia autonomamente (nazionalmente attraverso un Organo di rappresentanza democratico e localmente con le riformate strutture degli Atenei).
Oggi comunque vanno registrati disaggi e difficolta' ampiamente diffusi.
E' interesse del Paese capire al piu' presto quanto questo 'malessere' sia profondo ed vasto, coglierne la natura e trovare le soluzioni necessarie e possibili.
Bisogna, in particolare, tenere conto dell'opinione degli studenti e ricordarsi che tra gli obiettivi che hanno portato in piazza oltre 50.000 di loro contro il DDL Moratti vi era proprio il 'no' al "3 + 2", indicato come strumento della parcellizzazione del sapere e di una condizione di studio insostenibile.
A proposito del movimento degli studenti (quello contro la Legge Moratti, ndr), partecipando a diverse loro assemblee, mi ha colpito il fatto che quando nelle critiche rivolte alla riforma della didattica questa veniva chiamata "riforma Berlinguer" (e non "3 + 2 " o "riforma Zecchino"), puntualmente c'era qualcuno che diceva "compagni, non facciamoci del male!". Il fatto è che bisogna impedire a coloro che che hanno tatto e stanno facendo del male all'Università statale (che deve essere di massa e di qualità) di continuare a farlo. Dobbiamo impedirlo a tutti, siano essi di destra o di sinistra. E' peraltro singolare che vengano posti questi problemi 'politici' quando sono le stesse oligarchie accademiche ad esibire, anzi ad ostentare, la loro trasversalità, come nel caso delle Fondazioni Magna Carta e TreELLEe. In quest'ultima ministri e sottosegretari (passati e attuali) e segretari di partito di sinistra 'convivono' tranquillamente con esponenti politico-accademici e giornalisti di destra.
D'altronde ancora oggi da sinistra si propongono 'patti' e 'riforme bipartisan' per affrontare le questioni universitarie. Questo e' un problema, forse - a nostro avviso - e' il problema: non prendere atto che da decenni esiste una sinistra che opera e legifera per demolire l'Universita' statale: falsa autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione della riforma didattica, riduzione dei finanziamenti, aumento a dismisura del precariato, ecc. Questo 'problema' ha portato, tra l'altro, una certa sinistra a criticare, giustamente, le forzature istituzionali e finanziarie con le quali si e' premiato il Centro di (auto)eccellenza di Lucca, tacendo del tutto, invece, su quello perfettamente 'parallelo' di Firenze.
Il ministro Mussi, che sbaglia a mettere 'paletti' alla verifica della riforma della didattica, giustamente denuncia le responsabilita' dei docenti che hanno portato alla "frammentazione degli insegnamenti e all'abnorme proliferazione dei corsi". Critiche che non possono essere accettate quando a farle sono ex ministri ed ex sottosegretari che erano perfettamente a conoscenza dei 'limiti' dei loro colleghi e che questi limiti avrebbero dovuto tenere in conto, quando hanno imposto il "3 + 2".
Questi 'riformatori' sono gli stessi che hanno criticato, a posteriori, l'applicazione della loro riforma dei concorsi, quando era facile prevedere (e noi l'abbiamo fatto PRIMA dell'approvazione della legge) che i finti concorsi locali avrebbero accresciuto i fenomeni del clientelismo, del nepotismo e del localismo.
"Mai piu' riforme dall'alto" dice, giustamente, anche il ministro Mussi.
Ma mai piu' anche il ricatto di chi sostiene che qualsiasi cambiamento debba essere comunque accettato per affrontare le situazioni critiche dell'Universita'. Non si possono, infatti, spacciare per riforme quelle che, come negli ultimi decenni, sono state controriforme.
Insomma, bisogna impedire che ancora una volta riforme letali per l'Universita' statale vengano imposte, come si rischia con quella che vorrebbe introdurre non una giusta valutazione, ma una Agenzia per la valutazione dotata di "forti poteri", come quella annunciata dal ministro Mussi che sembra essere quella prevista dal DDL dei DS.
Una riforma vera e' ormai indispensabile e urgente: l'eliminazione del precariato e la riforma del reclutamento. Occorre abolire e vietare TUTTE le figure attuali che compongono la giungla del precariato (assegni, borse, contratti, ecc.) e sostituirle con UNA sola figura a contratto, ben retribuita e con tutti i diritti, che duri al massimo tre anni e con un numero di posti proporzionato agli sbocchi nella fascia dei ricercatori di ruolo. E' indispensabile pero' che il reclutamento in questa fascia non avvenga piu' con le regole dell'attuale non-concorso, che servono alla cooptazione personale. Occorre invece prevedere concorsi nazionali svolti da una commissione composta esclusivamente da ordinari tutti sorteggiati.
Con questo nuovo meccanismo, devono essere banditi almeno 20.000 posti di ricercatore nei prossimi anni, con un finanziamento nazionale specifico e aggiuntivo.

Nunzio Miraglia - coordinatore nazionale dell'ANDU"

ANDU: "Sale la protesta nelle universita'"

Invitiamo a leggere l'articolo "Sale la protesta nelle universita'" sul Sole 24-ore del 9 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

ANDU: L'Aquila. Solidarieta'

ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita' e Ricerca

Le Associazioni universitarie esprimono il proprio dolore per la catastrofe che ha colpito L'Aquila e le cittadine vicine, manifestano partecipe solidarieta' alla famiglie colpite, mettono a disposizione le proprie organizzazioni per quanto potesse essere utile.
Un particolare pensiero va all'Universita' ed ai Centri di ricerca aquilani, duramente colpiti nelle persone e nelle strutture.

Roma, 7 aprile 2009

PRC: VOLANTINO SU DDL GOVERNANCE








Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

NON CI RUBERANNO IL NOSTRO FUTURO
dopo aver inginocchiato i nostri atenei con un taglio netto di 1,5 miliardi di euro, il governo sferra l'attacco definitivo all'università pubblica. E' pronto il DdL che ridefinisce il sistema di governo degli atenei in senso autoritario completando la strategia di aziendalizzazione dell'università
· il rettore diventa un super-manager
· il CdA non sarà più elettivo ma di nomina rettorale e composto a maggioranza da personalità esterne all'ateneo scelte tra "esponenti significa°©tivi" del mondo imprenditoriale e finanziario che determineranno le strategie di sviluppo degli atenei
· le rappresentanze studentesche saranno ridotte ai minimi termini mentre l'universo dei lavoratori precari (dottorandi, tecnici, ricercatori) sarà escluso dagli organi decisionali
· il diritto allo studio sarà finanziato dagli studenti stessi che dopo la laurea saranno costretti a pagare all'università una somma pari fino al 100% delle tasse già versate negli anni di corso
RIBELLIAMOCI !
difendiamo la Costituzione e costruiamo insieme i
COMITATI IN DIFESA DELL'UNIVERSITA' PUBBLICA
Per una università democratica di massa e di qualità
per informazioni contattaci allo 06 44182257 o all'indirizzo email: scuola.prc@rifondazione.it


PRC: COMUNICATO - SOLIDARIETA' ATTIVA PER L'ABRUZZO








Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

riceviamo e inoltriamo!!
Rifondazione Comunista sta organizzando Brigate di solidarietà attiva con le popolazioni colpite dal terremoto.
Chiunque volesse partecipare all'organizzazione dei soccorsi o mettere a disposizione tende e gazebo può chiamare:
Marco Fars: 334.6976120
Richi: 339.3255805
Francesco Piobbichi: 334.6883166
o spedire una mail al seguente indirizzo:

La Federazione del Prc di Pescara (via F. Tedesco, 8) funzionerà come centro di raccolta.
Siete invitati a portare generi di prima necessità, coperte, materiale utile alla rimozione delle macerie, viveri (acqua, latte, pasta, pane, ecc.)

Se volete invece mandare un contributo economico potete spedirlo a:

Conto Corrente BancarioSiete invitati a portare generi di prima necessità, coperte, materiale utile alla rimozione delle macerie, viveri (acqua, latte, pasta, pane, ecc.)Se volete invece mandare un potete spedirlo a:Conto Corrente Bancario

RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO
IBAN: IT32J0312703201CC0340001497


La priorità assoluta in queste ore è DONARE IL SANGUE.
Potete farlo presso il Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO "Spirito Santo"
Via Fonte Romana, 8 - Pescaratel: 085/4252687
oppure nel Lazio:
AVIS: telefoni: 06/491340 - 45437075 - 44230134:telefoni: 06/491340 - 45437075 - 44230134
per aggiornamenti o informazioni:


ANDU: I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

I 'NUOVI' CONCORSI 'MINISTERIALI'

1. I CONTENUTI DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'
2. L'ATTUALE SISTEMA 'CONCORSUALE'
3. LE CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'
4. L'UNICA ALTERNATIVA AL NEPOTISMO
5. LA SOLITA CAMPAGNA DEI PROFESSORI-OPINIONISTI


Del recente documento 'ministeriale' "Autonomia e responsabilita' degli Atenei: governance, valutazione, reclutamento" (nota 1) commentiamo qui la parte relativa al "reclutamento del personale docente" (pagg. 18-24).


1. I CONTENUTI DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'

La proposta 'ministeriale' parte dalla constatazione che l'attuale sistema concorsuale ha come reale obiettivo "quello di promuovere un docente interno", un sistema che "evidenzia non da oggi problemi molto significativi, che talora giungono a minacciare la credibilita' e il rispetto di cui gli atenei devono godere."
Per rimediare a cio' si vuole "istituire un 'filtro' nazionale per l'accesso alla docenza universitaria, ferma restando la scelta dei docenti da parte delle singole sedi." Quindi si prevede una "abilitazione scientifica nazionale a numero aperto" di "durata quinquennale".
L'abilitazione e' decisa da un "comitato" per ogni settore, composto da "professori ordinari estratti a sorte da liste in numero triplo."
"Le universita', in relazione alle risorse disponibili, procedono alla copertura dei posti sulla base di procedure di selezione" alle quali puo' partecipare solo chi e' "in possesso dell'abilitazione", escludendo coloro che, avendo conseguito il dottorato nella stessa sede, non abbiano operato "per almeno un certo numero di anni in un'istituzione diversa" .
I docenti in ruolo possono "presentare domanda all'universita' ove sono incardinati per la progressione ad una fascia superiore per la quale abbiano conseguito l'abilitazione". Le relative "procedure vengono indette in relazione alle risorse disponibili per le promozioni", risorse "nettamente distinte a priori da quelle destinate al reclutamento di nuovo personale docente". "Si deve altresi' stabilire un rapporto preciso tra il numero di docenti incardinati nelle tre fasce, al fine di garantire il rigore delle scelte."
L'"architettura del sistema" contenuta nel documento 'ministeriale' si basa sulla necessita' di "evitare la rigidita' di un meccanismo troppo centralistico, come i concorsi anteriori alla legge 210/98 (legge Berlinguer, ndr), oggi improponibile se si vuole che le sedi siano valutate in base alle scelte che compiono", e sul fatto che oggi e' "prematuro prevedere l'autonomia assoluta delle singole sedi."


2. L'ATTUALE SISTEMA 'CONCORSUALE'

Il sistema dei finti concorsi a ordinario, ad associato e a ricercatore, in vigore fino alla recente 'riforma' Gelmini' (decreto-legge 180), consentiva-obbligava alla cooptazione personale: il 'maestro' operava per fare bandire un posto di ruolo per il suo allievo che lavora con/per lui da molti anni. Ottenuto il bando, lo stesso 'maestro' si faceva nominare 'membro interno' di una commissione che lui stesso 'completava' invitando la comunita' nazionale ad eleggere gli altri componenti da lui stesso indicati.
Qualora la commissione 'concorsuale', nei concorsi a ordinario e ad associato, avesse non idoneato l'allievo del maestro-membro interno, si 'azzerava' l'esito non previsto del 'concorso' facendo decidere alla Facolta' di non fare occupare da nessuno il posto bandito.

Con la 'riforma' Gelmini, attualmente in vigore e che riguarda 'solo' i posti gia' banditi, al maestro-membro interno non e' piu' consentito di 'decidere' il resto della commissione, visto che gli altri commissari saranno di fatto direttamente sorteggiati. Il risultato comunque, per i concorsi a ordinario e ad associato, sara' raramente diverso da quello 'previsto' dal 'membro interno', perche' anche se gli altri membri della commissione dovessero non accontentarlo, ancora una volta il concorso verrebbe 'azzerato' facendo decidere alla Facolta' di non chiamare nessuno.


3. LE CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'

Con la 'nuova' "architettura" 'ministeriale' dei concorsi, che viene rappresentata e propagandata dalla 'grande' stampa come la fine dei concorsi locali e quindi della cooptazione personale e degli annessi fenomeni di nepotismo e clientelismo, in realta' non si cambia quasi nulla: alla fine ad essere reclutati e promossi saranno solo gli allievi di quei 'maestri' che saranno riusciti a farsi bandire il posto per il reclutamento o la promozione, essendo prima riusciti a fare idoneare il proprio allievo.
Infatti, mentre finora il posto doveva essere bandito PRIMA dello svolgimento del finto concorso e il risultato era quasi sempre quello 'pre-deciso' (e si azzerava lo stesso concorso nei rarissimi casi in cui non veniva idoneato il 'prescelto'), con il 'nuovo' sistema concorsuale il posto sara' bandito SOLO SE il 'predestinato' e' stato gia' nazionalmente abilitato.

Si sostiene di volere farla finita con "parentopoli" e si finisce 'inevitabilmente' per mantenerla in vita in nome della salvaguardia ad ogni costo dell'"autonomia responsabile" degli Atenei, che equivale di fatto a mantenere il potere del singolo 'maestro' di compiere le sue PERSONALI scelte.
Ora si sostiene anche che se il 'maestro' dovesse fare una scelta non di qualita' verra' alla fine (dei secoli?) punita la struttura di appartenenza (non direttamente il 'maestro'!), dopo una imparziale(?) valutazione.
Insomma si sta mettendo su una complicata 'nuova' struttura concorsuale per non cambiare sostanzialmente nulla, ottenendo pero' il risultato certo che i primi nuovi assunti e i primi nuovi promossi alle fasce superiori si avranno non prima di qualche anno. Un vero e proprio blocco dei concorsi che si sommera' al probabile blocco dei concorsi gia' banditi e modificati in corso d'opera con un provvedimento legislativo insensato sul piano giuridico, politico e accademico.

Nel documento 'ministeriale' comunque si evita accuratamente di prevedere il superamento l'attuale articolazione della docenza in tre RUOLI separati, prescrivendo organici separati per fascia a livello di Ateneo.
E si sta anche molto attenti a non scontentare troppo i gruppi dominanti nazionalmente nei vari settori. Infatti nella formazione dei "comitati di settore" per l'abilitazione nazionale (di fatto la vecchia "libera docenza") si ripropone il 'consumato' sistema misto elezioni-sorteggio. Ma se si ritiene l'accademia in grado di scegliere con il voto i commissari piu' 'adatti', fuori dalle logiche di appartenenza, perche' non prevedere solo l'elezione? Al contrario, se si pensa che l'accademia non sia in grado di compiere scelte disinteressate, perche' non prevedere il sorteggio diretto?

Per quanto riguarda specificamente l'abilitazione come condizione necessaria ma non sufficiente per la progressione di carriera, va rimarcata l'aberrante situazione che deriverebbe dalla non previsione di un passaggio da una fascia all'altra legato esclusivamente ad un giudizio nazionale sull'attivita' del singolo docente. Infatti si potrebbero avere tanti casi di abilitati alla docenza nella fascia superiore (per esempio associati abilitati a ordinario) che dopo l'abilitazione svolgerebbero un'attivita' giudicata 'da ordinario' senza averne alcun riconoscimento. E magari l'ipotetico associato 'riconosciuto' ordinario, ma rimasto associato si trova nello stessa stanza di un suo (ex) collega, anche lui abilitato a ordinario, ma che ha invece avuto la 'fortuna' di essere stato effettivamente promosso grazie ad una positiva valutazione (ma su che basi?) e grazie anche ad un 'buco' nell'organico del ruolo degli ordinari.
Pura 'logica' accademica!

E' fin troppo evidente che mantenere la sostanza dell'attuale sistema di poteri concorsuali e' un tutt'uno con il mantenimento-rafforzamento del sistema di gestione degli Atenei, nella direzione del definitivo smantellamento dell'Universita' statale.

'Naturalmente' l'attuale Ministro ha finora deciso tutti i provvedimenti (compreso quello sulla governance e sui concorsi che dovrebbe 'uscire' tra pochi giorni) senza mai confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza universitaria, proseguendo cosi' nello 'stile' del precedente ministro Mussi.


4. L'UNICA ALTERNATIVA AL NEPOTISMO

Lo ripetiamo: l'unico modo per superare il nepotismo accademico e' quello di fare DECIDERE da una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi banditi dagli Atenei per il reclutamento. Per evitare la sopraffazione dei gruppi 'prevalenti' sul piano nazionale nei vari settori, occorre il sorteggio 'puro' dei commissari, prevedendo che della Commissione non possa fare parte piu' di un professore della stessa sede ed escludendo quelli appartenenti alle sedi che hanno bandito i posti (v. in calce la proposta 'integrale' dell'ANDU per la Riforma della docenza e dei concorsi).
Si potrebbe anche prevedere che la Commissione stili una graduatoria dei vincitori dei concorsi banditi dalle varie sedi, facendo scegliere, nell'ordine, agli stessi vincitori la sede in cui prendere servizio.

Per l'avanzamento nella carriera dovrebbe invece essere necessario 'soltanto' accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto un livello della sua attivita' scientifica e didattica tale da poterlo promuovere IMMEDIATAMENTE nella fascia superiore, senza ulteriori interventi dell'Ateneo di appartenenza (e percio' non si dovrebbero introdurre organici separati per le tra fasce).
Per coprire la maggiore remunerazione di coloro che sono promossi nella fascia superiore dovrebbe prevedersi uno specifico fondo nazionale.
Con la proposta dell'ANDU si avrebbero "concorsi (e promozioni) piu' rapidi, piu' meritocratici, piu' internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari", come titola la proposta n. 1 del PD che prevede invece sostanzialmente le stesse soluzioni contenute nel documento 'ministeriale' (nota 2), le quali sono anche sostanzialmente uguali a quelle proposte dalla CRUI.


5. LA SOLITA CAMPAGNA DEI PROFESSORI-OPINIONISTI

ad attivarsi i professori-opinionisti nella solita 'grande' stampa. E' lo stesso 'schema' collaudato per 'promuovere' e imporre la 'riforma' Berlinguer sui concorsi del 1998, oggi ferocemente criticata anche da coloro che l'hanno allora sostenuta. Sulle conseguenze di quella riforma fummo allora facili profeti.
Infatti, il 27 giugno 1998, PRIMA dell'approvazione della Legge Berlinguer, avevamo scritto:
"Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato risulteranno una finzione come da sempre lo sono quelli a ricercatore.
Localismo, nepotismo e clientelismo, gia' ampiamente esercitati nei concorsi per l'ingresso nella docenza, saranno praticati anche nell'avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto sperimentato con gli attuali meccanismi concorsuali" ("Universita' Democratica", n. 162-163, p. 5).
E nel dicembre 1998, poco dopo l'approvazione della Legge Berlinguer, avevamo aggiunto: "ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni ed e' ad essi che bisognera' affidarsi, con adeguati comportamenti anche umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera perdita di tempo, un fastidioso ritardo all'attuazione di una scelta gia' operata" ("Universita' Democratica", n. 168-169, p. 7).
Ma allora, come al solito, vinse l''opinione pubblica', cioe' coloro (De Rienzo, Panebianco, Eco, Schiavone, Pera), che hanno potuto accedere alla 'grande' stampa e che, con la sola eccezione di Tranfaglia, hanno 'supportato' l'approvazione della Legge Berlinguer.
Consigliamo a tutti la (ri)lettura delle posizioni espresse dall''opinione pubblica' di allora (v. nota 3), posizioni che, alla luce dei fatti, oggi possono apparire anche 'spiritose'.

6 aprile 2009

- Nota 1. Per leggere il documento 'ministeriale' "Autonomia e responsabilita' degli atenei: governance, valutazione, reclutamento", del 24 marzo 2009, cliccare:
- Nota 2. V. il documento dell'ANDU "Concorsi e Docenza: la controriforma del PD e la proposta dell'ANDU" del 6 novembre 2008. Per leggere il documento cliccare:
- Nota 3. Ecco una sintesi della 'propaganda' di allora a sostegno dei concorsi locali previsti dalla Legge dell'allora ministro Berlinguer:
- Giorgio De Rienzo sul Corriere della Sera del 6.7.96 scriveva che con le nuove norme della legge Berlinguer "i nuovi concorsi dovrebbero sfuggire alle vecchie logiche mafiose. Infatti sara' piu' difficile per i membri della commissione stabilire accordi truffaldini, poiche' si troveranno a decidere su un solo posto, per un singolo ateneo, e non piu' posti a livello nazionale."
- Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 22.7.96 affermava che solo "con l'autonomia e la liberta' di competizione" si poteva contrastare il provincialismo.
- Umberto Eco su Repubblica del 23.7.96 sosteneva che la legge Berlinguer "cerca di far funzionare l'universita' come i giornali o un'altra azienda produttiva. Gli atenei diventano responsabili della scelta del professore di cui hanno bisogno. Ma allora avverrebbe quel che avviene per i giornali: alcuni fanno ottime scelte, vendono bene e sono considerati autorevoli, altri fatti male, e tirano a campare. O chiudono". Se non passa senza sostanziali modifiche la legge Berlinguer "addio Europa", concludeva.
- Aldo Schiavone su Repubblica del 24.7.96 asseriva che e' "importante non perdere tempo in discussioni improduttive impancate solo per vanificare tutto". Berlinguer, per "vincere una partita difficile", "la conduca con freddezza e duttilita' - come sa del resto fare". "Vada per la sua strada, con fermezza e alla luce del sole."
- Marcello Pera sul Corriere della Sera del 25.7.96: "Finalmente abbiamo un bel ministro di destra - ha esordito il senatore berlusconiano -. Proprio quello che ci voleva! Se ha bisogno di aiuto, eccomi qua". "L'essenziale e' resistere alle pressioni del partito trasversale che si oppone al rinnovamento. E' una lobby potentissima: associati, ricercatori, sindacati dell'universita'." Questo e' davvero troppo!
Tra coloro che costituivano (e continuano a costituire) 'l'opinione pubblica' sulle questioni universitarie, solo Nicola Tranfaglia intui' che "il decentramento cosi' realizzato rischia di accentuare gli aspetti di clientelismo e di localismo gia' forti nelle nostre universita'." Per evitare cio', Tranfaglia auspicava una vera autonomia degli atenei per la quale pero' "non si puo' non ipotizzare proprio l'abolizione del valore legale del titolo di studio." (da Repubblica del 25.7.96). Cioe', un rimedio peggiore del male.

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LA PROPOSTA DELL'ANDU

Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe veramente fine al nepotismo e a tutti i suoi 'annessi' e finalmente si lascerebbero ai docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente, piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano a sostenere) che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha 'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.

DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

- Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

Friday, April 3, 2009

PRC: Attivo nazionale Università e Ricerca DOMENICA 19 aprile 2009








Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Care compagne, cari compagni,
vista la complessità della fase politica anche e soprattutto riguardo al mondo dell'università e della ricerca che continua ad essere colpito duramente dal governo Berlusconi (basti pensare al terribile disegno di legge sulla Governance) diventa fondamentale incontrarci per coordinare a livello nazionale le attività dei territori e nelle diverse sedi universitarie. Abbiamo finalmente ottenuto gli spazi presso l'Università di Napoli L'Orientale per lo svolgimento della nostra due giorni programmatica che si svolgerà l'8 e il 9 maggio e ci vedrà affiancati ai CUP (Comitati in Difesa dell'Università Pubblica). Per l'occasione, visto il momento, una sessione specifica sarà dedicata all'Europa (Processo di Bologna e Strategia di Lisbona). Nello stesso tempo diventa fondamentale strutturare meglio il dipartimento nazionale università e ricerca organizzando gruppi di lavoro su almeno due questioni che a nostro avviso devono rappresentare il nostro principale terreno d'intervento politico, e cioè il "diritto allo studio" e la "precarietà".
Per discutere di tutto ciò è convocato l'Attivo Nazionale Università e Ricerca per domenica 19 Aprile ore 10 presso la sala Libertini a via del Policlinico 129.
Vista l'importanza delle questioni da discutere si sollecita la presenza di tutte le compagne e i compagni
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca


FLC-CGIL: Verso la grande manifestazione nazionale del 4 aprile

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Edizione Speciale

Direttore responsabile Ermanno Detti

Periodico telematico a cura della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil
Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma - Tel. 06.585480, fax 06.58548434
e-mail conoscenzanews@flcgil.it sito internet www.flcgil.it Feed RSS flcgil.it

Anno V n. 15 del 31 marzo 2009


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Il 4 aprile in piazza l'Italia che vuole studiare, lavorare, vivere, avere un futuro

Tutto il mondo della conoscenza sarà a Roma al Circo Massimo con la Cgil per dire No alla crisi, ma soprattutto per dire SI a una politica che faccia dello sviluppo sostenibile la strada maestra per la rinascita del nostro paese. Una politica che promuova lo studio, la formazione, il lavoro, la dignità e la libertà delle persone, i diritti, l'ambiente, che risani l'economia investendo e non tagliando, che diffonda più solidarietà e meno ingiustizie, che punisca chi ci ha ridotto in questo stato e non i lavoratori onesti...

"Il Governo e la Confindustria - scrive Domenico Pantaleo, segretario generale della FLC Cgil in un articolo pubblicato su www.flcgil.it - stanno utilizzando la crisi per modificare profondamente le relazioni sociali, demolendo i diritti individuali e le tutele collettive". Fanno il contrario di quello che serve e scaricano i costi della crisi sui più deboli.

Pantaleo spiega nel suo articolo le tante ragioni della partecipazione dei settori della conoscenza alla manifestazione. "Qualità nel produrre, sostenibilità ambientale, blocco dei licenziamenti, superamento della precarietà, aumento dei salari e delle pensioni, una politica dei redditi fondata sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e su maggiori investimenti nella spesa sociale, sono il filo logico che tiene insieme presente e futuro, lavori stabili e precari, salari e pensioni. Le conoscenze sono, quindi, il volano fondamentale per rispondere alla crisi e per affermare la qualità nei processi di sviluppo: senza qualità l'Italia non avrà prospettive nei nuovi scenari che si determineranno dopo il fallimento dei paradigmi economici, finanziari e sociali che hanno retto fino ad ora la globalizzazione. L'educazione può essere il luogo naturale dove si apprendono e si affermano quelle connessioni sociali capaci di tenere insieme le persone e di concepire la multiculturalità come una risorsa per arricchire conoscenze e per il rispetto di ogni diversità. Ma anche per stimolare la propensione all'innovazione continua, sperimentando tutte quelle novità in grado di migliorare modi di produrre, di consumare e di vivere".

FUTURO SI, INDIETRO NO
Roma, sabato 4 aprile 2009

5 i cortei verso il Circo Massimo, partenza ore 8,30

Mappa 1° corteo, Piazzale dei Partigiani
Mappa 2° corteo, Piazza Ragusa
Mappa 3° corteo, Piazza della Repubblica
Mappa 4° corteo, Stazione Tiburtina
Mappa 5° corteo, Piazzale dei Navigatori
Per tutte le altre informazioni vai allo speciale sul sito della CGIL.

Sunday, March 29, 2009

ANDU: "Processo di Bologna: una catastrofe annunciata"

Vi invitiamo ad ascoltare-vedere la Conferenza di Genevieve Azam, docente-ricercatrice in Scienze economiche all'Universita' Toulouse II, del 23 marzo 2009, su "Processo di Bologna e strategia di Lisbona".
Genevieve Azam, tra l'altro, sottolinea il ruolo dell'ETR (European Round Table of Industrialists) nelle politiche dei Governi europei sulla formazione superiore e sulla ricerca.
Cliccare: