Thursday, March 27, 2008

Manifesto/ Appello per la Ricerca

MANIFESTO/APPELLO

[http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H]

La storia degli ultimi due decenni ci presenta uno scenario internazionale in cui le economie mondiali hanno spostato il baricentro verso prodotti e processi ad alto contenuto di conoscenza, di fatto rendendo di primaria importanza il ruolo della ricerca e dell'alta formazione.

Le risorse investite in questi settori in tutti i Paesi evoluti ma anche (e persino in misura maggiore) in quelli cosiddetti emergenti (India, Cina, Brasile, etc.) sono aumentate in modo esponenziale e danno conto di una tendenza allo sviluppo di qualità ormai non più controvertibile realizzando quella che viene definita l'Economia della Conoscenza.

Per questo in Italia, forse per la prima volta dall'Unità politica del 1860, il problema dell'alta formazione e della ricerca scientifica si presenta non solo strettamente ma anche inestricabilmente connesso con quello del rilancio della propria competitività economica. Da più di quindici anni tutti gli indicatori mostrano non solo una progressiva flessione dei livelli di crescita che, nella fase di trasformazione dell'Italia da paese agricolo a paese industriale, avevano ridotto il divario tra il nostro Paese e le altre nazioni industriali europee, ma addirittura prospettano una tendenza al declino che ogni anno porta l'Italia ad allontanarsi sempre più dagli altri paesi Europei (che pure non rappresentano la punta dello sviluppo mondiale).

Quale ruolo possono giocare in questo scenario i protagonisti dei settori interessati? Scienziati, ricercatori e intellettuali quanto devono sentirsi coinvolti, e in quale modo possono provare a contribuire al recupero del nostro Paese su questo versante tanto delicato per le prospettive future di tutti noi?

In altri periodi della sua storia l'Italia ha visto il contributo fattivo di alcuni dei suoi scienziati. Dopo l'Unità d'Italia, quando, per esempio, un gruppo di matematici contribuiva a creare la rete della struttura pubblica di ricerca oppure quando un matematico fondava il Politecnico di Milano. All'inizio del secolo scorso, quando una personalità di spicco come Vito Volterra, con una visione quanto mai attuale, delineava (assieme ad altri) la realizzazione di Istituzioni di Ricerca fortemente inserite nel contesto scientifico europeo e, allo stesso tempo, orientate e sensibili all'influenza e all'interconnessione con il mondo produttivo.

Analogamente, dopo i disastri della seconda guerra mondiale, scienziati come Edoardo Amaldi delineano un sistema ricerca moderno e aperto verso le ricadute di tipo produttivo.

Esperienze importanti che hanno avuto il merito di mantenere il nostro Paese a ridosso delle grandi nazioni europee nell'ambito dello sviluppo scientifico e delle sue applicazioni, ma che non sempre hanno trovato politiche rispondenti capaci di mettere a sistema le molte iniziative sparse.

Non è più tempo di politiche deboli nel settore della conoscenza. Il declino che oggi si intravede per il nostro Paese è figlio essenzialmente di questa incapacità di rendere prioritario un settore che in tutto il mondo è ormai riconosciuto come il settore strategico per eccellenza.

Non possono più bastare le iniziative dei singoli di valore e di buona volontà.

La politica deve assumersi tutta la responsabilità che le compete. E' necessario che il Paese cambi il suo modello produttivo puntando sull'alta tecnologia e sostenendo tutti i settori che costituiscono la filiera che va dalla conoscenza di base alla produzione di innovazione.

Per questo è necessario uno sforzo di sistema in cui tutti gli attori si sentano coinvolti e indispensabili, incentivati a interagire e a concorrere.

E tuttavia la parte preponderante tocca a chi ha la responsabilità di mettere in moto l'intero sistema.

Sul versante della scienza e della cultura è necessario che queste nuove politiche riconoscano che per produrre nuova conoscenza con il massimo di efficacia esistono alcune indispensabili e fondamentali regole di base. Per questo si devono concentrare energie per portare a compimento il modello che vede nell'indirizzo strategico il ruolo fondamentale della politica, nell'autonomia della ricerca la condizione essenziale per rendere al meglio il proprio straordinario contributo e nella valutazione terza la leva fondamentale per tenere il sistema in equilibrio e lontano dai rischi dell'autoreferenzialità e della inefficacia. E' su queste basi che anche il sistema complessivo dell'innovazione e dello sviluppo economico e sociale del Paese potrà disporre dei necessari fattori di competenze e di qualità.

In questo quadro, gli scienziati e i ricercatori italiani hanno il dovere di chiedere alle forze politiche che si apprestano alla sfida per il Governo del Paese un impegno convinto e irrinunciabile per portare la Nazione fuori dai rischi del declino e restituire alle nuove generazioni un futuro che a tutt'oggi appare ipotecato dalla miopia delle scelte che hanno relegato la conoscenza ai margini dello sviluppo.


Primi Firmatari:

Pablo Amati (Università di Roma "La Sapienza")
Aldo Amore Bonapasta (Istituto Struttura della Materia, ISM-CNR Roma)
Giorgio Bernardi (Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli)
Carlo Bernardini (Università di Roma "La Sapienza")
Edoardo Boncinelli (Università Vita-Salute San Raffaele di Milano)
Sergio Bruno (Università di Roma "La Sapienza")
Marcello Buiatti (Università di Firenze)
Cristiano Castelfranchi (Università di Siena)
Elena Cattaneo (Università Statale di Milano)
Marcello De Cecco (Scuola Normale di Pisa)
Rino Falcone (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR, Roma)
Stefano Fantoni (SISSA Trieste)
Sergio Ferrari (ENEA - Roma)
Renato Funiciello (Università di Roma III)
Pietro Greco (SISSA Trieste)
Giovanna Grimaldi (Istituto di Genetica e Biofisica, CNR, Napoli)
Angelo Guerraggio (Università dell'Insubria - Varese)
Margherita Hack (Università di Trieste)
Francesco Lenci (Istituto di Biofisica, CNR, Pisa)
Giovanni Marchesini (Università di Padova)
Rita Levi Montalcini (Premio Nobel per la Medicina)
Lucio Luzzatto (Istituto Toscano Tumori, IIT - Firenze)
Pietro Nastasi (Università di Palermo)
Elisa Molinari (Università di Modena e Reggio Emilia)
Giorgio Parisi (Università di Roma "La Sapienza)
Franco Pacini (Università di Firenze)
Giulio Peruzzi (Università di Padova)
Caterina Petrillo (Università di Perugia)
Settimo Termini (Istituto di Cibernetica "E. Caianiello", CNR, Napoli)
Guglielmo Tino (Università di Firenze)
Glauco Tocchini-Valentini (Istituto di Biologia Cellulare, CNR Roma)
Carlo Umiltà (Università di Padova)
Giorgio Vallortigara (Università di Trento)

PER SOTTOSCRIVERE:

Wednesday, March 26, 2008

ANDU: "Concorsi universitari all'italiana"

== Segnaliamo l'intervento di Paolo Bertinetti (preside di Lingue dell'Universita' di Torino) "Concorsi universitari all'italiana", apparso sull'edizione di Torino della Stampa del 26 marzo 2008. Per leggere l'articolo:

== Riportiamo qui la proposta dell'ANDU su docenza universitaria e concorsi:

PROPOSTA DELL'ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. 
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

ANDU: Dal Lago: "se Mussi ..."

Riportiamo la parte riguardante l'Universita' dell'intervento di Alessandro Dal Lago, dell'Universita' di Genova, "Sinistra, sono deluso ma ti voto", apparso sulla prima pagina di Liberazione del 25 marzo 2008. Per leggere l'intero intervento:

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Da Liberazione del 25 marzo 2008:

"Sinistra, sono deluso ma ti voto

Alessandro Del Lago

(...) Scusate la franchezza, ma se Mussi si fosse occupato un po' di piu', e con idee piu' chiare, del suo ministero, l'universita', l'istituzione in cui opero, non sarebbe al collasso (perche' di questo si tratta). Dubito fortemente che i docenti universitari di sinistra lo voteranno. (...)"

Saturday, March 22, 2008

ANDU: Tessitore: "su Universita' PD troppo simile a Destra"

Riportiamo la parte 'nazionale' dell'intervento di Fulvio Tessitore (deputato uscente del PD) "Universita', gli errori dei riformisti", apparso nell'edizione di Napoli di Repubblica del 22 marzo 2008.
In calce riportiamo la parte riguardante l'Universita' del Programma elettorale del PD.

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Da Repubblica di Napoli del 22 marzo 2008:

"Universita', gli errori dei riformisti

FULVIO TESSITORE

(…) Ed allora guardiamo da vicino il programma del Pd. Purtroppo la lettura della paginetta e mezzo dedicata all´Universita' delude e molto, perche' e' una disorganica enunciazione di luoghi comuni.
Per fortuna non si riprende quell´autentica sciocchezza che e' l´abolizione del valore legale del titolo di studio, affermata come risolutrice di tutti i mali da alcuni autorevoli inesperti, enfatizzati dal potere mediatico. Abolire il valore legale, lasciando immodificato il sistema degli ordini professionali, significa solo togliere ai cittadini un elemento di garanzia. Piuttosto cio' che va fatto e' rendere ben piu' rigorosi gli esami di Stato per conseguire l´abilitazione alle professioni.
Orbene, se e' una benemerenza non ripetere questa stupidaggine, cio' che segue nel programma del Pd e' solo l´enunciazione degli effetti distorcenti dell´abolizione del valore legale. Infatti se e' giusto affidare la modernizzazione delle Universita' alla rivalutazione e riqualificazione dell´autonomia, bisogna aver chiaro che cosa significa autonomia, la quale, nel 1994, venne riconosciuta surrettiziamente alle Universita' solo per ragioni finanziarie.
Allora, abolendo gli organici nazionali dei vari ruoli universitari, si soppressero 1000 posti liberi in organico e si risparmiarono 10mila miliardi delle vecchie lire. Non fu chiarito, pero', che l´autonomia non significa la "liberta' di fare cio' che non e' proibito dalla legge", perche' e' un concetto positivo, che comprende le regole di funzionamento dentro le quali si esercita la liberta' di ognuno. In sostanza non si chiari' se si voleva realizzare l´autonomia del sistema (il complesso degli atenei) o l´autonomia delle parti del sistema (ossia le singole sedi), con la conseguenza che il sistema universitario e' diventato una specie di abito di Arlecchino. E la mancanza della valutazione e' una carenza grave del sistema, che deve essere realizzata con rigore assoluto. Cio' viene giustamente affermato dal programma del Pd, il quale pero', cedendo alla logica della propaganda, ritiene che "per rompere le chiusure baronali" e' necessario che ciascun ateneo sia libero di "assumere i professori ritenuti piu' adeguati" e poco dopo si specifica che "va perseguita la possibilita' di utilizzare il regime privatistico per i docenti cosi' assunti". Non discuto se sia meglio o peggio il regime pubblico o quello privatistico.
Contesto la disorganicita' e la non sistematicita' della proposta. Perche' l´Universita' non e' un corpo estraneo alla societa' in cui opera e percio' non puo' che essere regolata utilmente prendendo di qua e di la', come mozziconi di sigari spenti, qualcosa da quello europeo continentale, ignorando la nostra strutturazione sociale e la nostra tradizione culturale. L´autonomia, come liberta' di fare tutto cio' che non e' proibito dalla legge, applicata al reclutamento dei docenti significa intaccare il sistema nazionale e cioe' chiudere ciascuna universita' nelle proprie mura, cosi' che, per esempio, se un docente di Napoli vuole andare a Bologna che lo richiede, deve ripetere il concorso di accesso e non solo essere valutato in base ai titoli conseguiti in carriera. Ma c´e' di peggio. Si rompe definitivamente il criterio della carriera (la cui sottovalutazione e' all´origine del declino della nostra universita'), determinando (anzi accrescendo e rendendo normale) la precarieta' della docenza, ignorando che la ricerca vuole stabilita', anche se periodicamente valutata seriamente e severamente. Potrei continuare. Cio' che ancora devo aggiungere e' che, in tal modo, si ripristina la cosiddetta riforma Moratti, tanto contestata, giustamente, da Ds e Margherita nella XIV Legislatura. Del resto quella riforma fu sostenuta, a suo tempo, da un gruppo di economisti monetaristi, caratterizzati da una boria spocchiosa, come quella dei provinciali che per essere stati qualche volta in visita a Cambridge o ad Oxford, o a Harvard, lasciano intendere di essere illuminati profeti del nuovo. Miserie, tuttavia pericolose perche' hanno ispirato il governo Prodi, che ha praticato per le universita' e la ricerca una politica devastante, la peggiore dell´Italia repubblicana. Potrei continuare. Mi fermo, limitandomi ad un´ultima osservazione. Il programma del Pd e', in materia, troppo simile a quello di una Destra, che ha gia' rovinato il Paese col suo impietoso mercantilismo privatistico, fatto di precarieta' e di liberismo. Bisogna opporsi a questa Destra che, purtroppo, puo' tornare a governare, ma non lo puo' fare imitandola, pensando cosi' di svuotarla. Il giochetto non ha funzionato e non funziona.
Gli oppositori della Destra debbono vigilare e contestare impietosamente anche il Pd e la sua deriva liberistica."

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dal Programma elettorale del PD:

"7. CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITA' E RICERCA: PIÙ AUTONOMIA, PER L'EQUITA' E L'ECCELLENZA

f) Modernizzare le Universita' e creare una nuova leva di ricercatori 

1. L'universita' deve essere un motore essenziale della mobilita' sociale e della crescita.

a. Riduzione del numero di sedi universitarie e promozione della la loro specializzazione in poche discipline, per raggiungere livelli di eccellenza.
b. Modernizzazione delle Universita' italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, aumentando la competizione tra gli atenei. Vogliamo portare in 10 anni il trasferimento pubblico per l'universita' e la ricerca al livello dei Paesi più attivi e vitali nell'economia globale, ma far si' che una quota crescente, fino ad arrivare almeno 30%, sia trasferita tramite valutazione, avvalendosi dell'Agenzia Nazionale della Valutazione dell'Universita' e della Ricerca istituita dal Governo Prodi.
c. Nell'ambito del sistema nazionale dell'istruzione universitaria, va riconosciuta effettiva autonomia agli atenei e promossa la loro internazionalizzazione, per rompere chiusure baronali e portare l'universita' italiana nel novero dell'eccellenza mondiale. Ciascun ateneo deve essere libero di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene piu' adeguato, di stabilire le norme per l'ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette.
d. Garantita la funzione pubblica dell'insegnamento universitario, va perseguita la possibilita' di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti, agendo contemporaneamente per un rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l'incertezza dei lunghi precariati.
e. Piu' concorrenza dal lato della domanda e borse di studio spendibili in qualsiasi universita'. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi. Indirizzare il ruolo delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano, con borse di studio e investimenti a favore delle strutture.
f. Potenziamento della rete di Politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del Paese.
g. Progettazione e realizzazione di una grande universita' telematica pubblica.
h. ERASMUS effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani, sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non abbienti.
2. Favorire la ricerca non finalizzata, con l'obiettivo di:
a. creare una nuova leva di giovani ricercatori;
b. investire su questi ricercatori come risorsa per modernizzare il funzionamento delle istituzioni di ricerca;
c. investire nella creazione di quell'"eccesso di capacita'" che e' precondizione di ogni ricerca finalizzata. Per il conseguimento di questo secondo obiettivo, serve un programma, gestito da un'agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Non si dovrebbero porre altre condizioni, se non la qualita'  scientifica dei proponenti e l'accettazione di regole di valutazione di tale qualita' nel corso dell'attivita'."

Thursday, March 20, 2008

ANDU: Rettore UNIVAQ sugli "Atenei eccellenti"

Riportiamo il testo di un documento di Ferdinando di Orio, rettore dell'Universita' dell'Aquila, sulla recente iniziativa di alcuni Rettori di Atenei da loro stessi valutati eccellenti.
Su questa iniziativa l'ANDU il 17 marzo 2008 ha diffuso il documento "Autonomia universitaria e Confindustria". Per leggere questo documento:
oppure

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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DELL'AQUILA

Il Rettore
L'Aquila, 18 marzo 2008


Ai Rettori delle
Universita' italiane

Loro Sedi

Cari Colleghi,

l'iniziativa Aquis (Associazione per la Qualita' delle Universita' Italiane Statali), lanciata in questi giorni da 11 nostri colleghi, presenta a mio avviso elementi di criticita' per tutto il sistema universitario nazionale, riconducibili sia al metodo seguito, sia al merito delle questioni affrontate sia alle prospettive di lavoro indicate.
Se infatti le intenzioni dei promotori potevano anche essere apprezzabili e forse giustificate (l'associazione "non surroga la CRUI, ma stimola il dibattito interno", "non c'e' volonta' di divisione ma assunzione di responsabilità", ecc.), al momento l'unico risultato politico raggiunto sembra essere quello di creare una grave frattura all'interno della CRUI, indebolendola nel suo ruolo istituzionale in una fase storica delicatissima per l'Universita' italiana e per tutto il Paese.
Il fondamentale tema della valutazione e' stato, infatti, strumentalmente utilizzato per auto-definire, in modo discutibile soprattutto perche' parziale, un'eccellenza in grado di qualificare di per se' un nuovo interlocutore istituzionale composto oggi da 11 Universita' e domani forse ampliabile "a 19 Atenei italiani (pari a circa 1/3 delle Universita' statali italiane)".
La sensazione e' che i criteri di selezione di Aquis, siano stati scelti a posteriori per legittimare l'unione di un gruppo di Atenei che, di fatto, si propongono come elemento di pressione lobbistica nei confronti di un sistema politico in fase di ridefinizione, con l'avallo di Confindustria ("unico relatore esterno" dicono le cronache "e' stato Gianfelice Rocca, vicepresidente per l'education di Confindustria che ha concordato: la CRUI e' stato un luogo di immobilismo, abbiamo bisogno di locomotive che trainino").
Quella Confindustria che, per bocca dello stesso Rocca, ha chiesto al "nuovo governo un segnale: 3-400 milioni, da attribuire secondo criteri buoni", dimenticando che il settore privato investe in Italia una quota del PIL che e' 1/3 di quella europea, come ha giustamente ricordato Calzolari nel convegno di Bologna.
Per rimanere nella metafora ferroviaria, sarebbe stato il caso di definire meglio la direzione di viaggio di questa locomotiva, soprattutto in considerazione del fatto che i 10 punti previsti da Aquis per il rilancio del sistema universitario nazionale rappresentano altrettanto generici appelli privi della necessaria articolazione programmatica.
Ma forse anche questa iniziativa, pur nei limiti ricordati, puo' rappresentare uno stimolo costruttivo al dibattito e alla riflessione, che tuttavia vanno ricondotte all'interno del luogo istituzionalmente deputato, vale a dire la CRUI, coinvolgendo tutti gli interlocutori istituzionali e chiedendo - questo si', tutti insieme - ai partiti politici che in questi giorni si contendono la fiducia degli italiani, di pronunciarsi nel merito delle questioni vitali che riguardano tutto il sistema universitario pubblico.
In questo momento non servono solitarie fughe in avanti di pochi Atenei eccellenti, quanto una volonta' condivisa, costruttiva e coraggiosa di tornare a discutere insieme nell'esclusivo interesse di tutta l'Universita' italiana.

Cordiali saluti

Ferdinando di Orio

Monday, March 17, 2008

ANDU: Messaggero su blocco concorsi

Invitiamo a leggere l'articolo di Anna Maria Sersale "Universita', bloccate le assunzioni dei ricercatori", pubblicato sul Messaggero del 17 marzo 2008.

Per il testo dell'articolo:

ANDU: Autonomia universitaria e Confindustria

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

AUTONOMIA UNIVERSITARIA E CONFINDUSTRIA

L'articolo "Nasce il club dei 19 Atenei d'elite: 'Piu' risorse e premi ai migliori'", pubblicato sul Corriere della Sera del 16 marzo 2008, da' notizia della riunione degli "atenei d'elite" tenutasi a Bologna il 15 marzo 2008 (nota 1). Nell'articolo, tra l'altro, si legge:
"Gianfelice Rocca, vice-presidente per l'education di Confindustria e UNICO relatore 'esterno' (la parola esterno e' virgolettata nell'articolo, ndr), concorda (con il Rettore di Bologna, ndr): 'La Crui e' stata un luogo di immobilismo, abbiamo bisogno di locomotive che trainino'. Al nuovo governo chiede un 'segnale': 3-400 milioni, da attribuire 'secondo i criteri buoni'. Il mondo industriale 'fara' il suo mestiere: ricercare, innovare, andare nel mondo. Cosi' saremo buoni partner per gli atenei'. I 'migliori', s'intende."
Sul ruolo della CRUI l'ANDU ha ribadito la propria posizione anche recentemente (v. il documento "I 13 Atenei di serie A e la CRUI", nota 2).
Sul "ricercare" e "innovare" del mondo industriale italiano c'e' poco da dire perche' c'e' troppo poco, nonostante gli ingenti fondi pubblici elargiti alla "ricerca industriale".

Nel marzo del 2006, durante la precedente campagna elettorale, era stata la Confindustria, sempre attraverso il suo vice-presidente Gianfelice Rocca, a chiedere di distinguere gli 'atenei eccellenti' da tutti gli altri. Allora sempre il Corriere della Sera, riferendo di una Conferenza stampa della Confindustria tenutasi il 22 marzo 2006, scrisse: "Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese almeno quindici atenei hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le classifiche. 'Il Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca - deve essere messo in condizione di competere con i migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua le stesse regole di un ateneo che non puo' competere a livello internazionale'" (nota 3).

Nel settembre 2006 lo stesso Gianfelice Rocca, vice-presidente della Confindustria, ha dichiarato che le Universita' "devono diventare intraprese culturali, rette da un consiglio di amministrazione. I rettori devono diventare figure professionali sofisticatissime capaci di guidarle nella competizione" (v. l'intervista "Rocca: pochi fondi all'Universita', non si tocchi il Mit italiano" sul Corriere della Sera del 24 settembre 2006).
E sempre Gianfelice Rocca, vice-presidente della Confindustria, riferendosi all'IIT di Genova ("il Mit italiano"), di cui e' consigliere, aveva affermato: "ci siamo dati una governance di tipo anglosassone e stiamo gia' ottenendo i primi risultati". E avvertiva che se fosse venuta meno la continuita' dell'attivita' dell'IIT ci sarebbe stata "la chiusura definitiva della possibilita' di portare eccellenze in Italia, un crollo di credibilita' della classe dirigente di fronte a tutta la comunita' internazionale. Sarebbe un delitto." Insomma, secondo Rocca, chiudere l'IIT, lo "scatolone vuoto" voluto dall'ex-ministro Tremonti e al quale sono stati destinati fondi pari a quanto riceve TUTTA l'Universita', sarebbe equivalso ad una catastrofe per l'Italia intera!
La Confindustria da tempo 'lavora' per l''aziendalizzazione' degli "atenei eccellenti", puntando sulla "sofisticatissima" figura del rettore-manager-padrone e proponendo come modello quella "trainante locomotiva" che e' il 'suo' MIT all'italiana: tanto denaro pubblico elargito dallo Stato "secondo i criteri buoni", naturalmente.

Le intenzioni espresse dalla Confindustria nel settembre 2006 sono state allora riportate e commentate dall'ANDU nel documento "Mussi sull'Universita'", che conteneva in calce il testo dell'articolo "Mussi: 'L'universita'? E' un bordello'" dell'Unita' del 20 settembre 2006 (nota 4). Quel 'vecchio' documento dell'ANDU iniziava con: "Fabio Mussi, attuale ministro dell'UR, ha fatto proprie molte delle posizioni della lobby accademica trasversale che da anni porta avanti il progetto di pseudo-americanizzazione dell'Universita' italiana" e riportava le posizioni fino ad allora assunte dal Ministro.
Da allora le posizioni e i comportamenti del Ministro e degli altri Responsabili politici del suo Ministero sono sempre peggiorati, 'imbordellando' l'Universita' come mai nessuno era riuscito a fare prima.
L'ultimo 'capolavoro' e' stato il blocco dei concorsi a ricercatore.
Ancora oggi il Ministro e i suoi corresponsabili politico-ministeriali non hanno ritenuto di dover chiarire pubblicamente la loro posizione e il proprio ruolo relativamente a tale blocco. Blocco deciso dalla Camera che ha approvato l'emendamento presentato da alcuni Deputati del PD (Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio, De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti, Villari), invece di accogliere l'emendamento proposto dall'ANDU che avrebbe consentito il bando dei concorsi a ricercatore (cofinanziati e no) fino alla pubblicazione sulla G.U. del nuovo Regolamento (nota 5).
Su questa questione invitiamo a leggere l'articolo di Anna Maria Sersale "Universita', bloccate le assunzioni dei ricercatori", pubblicato sul Messaggero del 17 marzo 2008. Per il testo dell'articolo:

L'attuale Ministro, che non ha voluto interloquire con quanti avanzano puntuali, precise e organiche proposte nell'interesse dell'Universita' statale, preferendo le 'apparizioni' in Tv e sui giornali, e' riuscito a battere tutti i suoi predecessori sul piano dei comportamenti non democratici nei confronti delle Organizzazioni della docenza che non ha voluto nemmeno incontrare.

17 marzo 2008

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Nasce il club dei 19 Atenei d'elite: 'Piu' risorse e premi ai migliori'" sul Corriere della Sera del 16.3.08:
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "I 13 Atenei di serie A e la CRUI" del 10.3.08:
oppure
oppure
- Nota 3. V. il documento dell'ANDU "L'universita' degli imprenditori - IDS e la Confindustria - I 15 atenei eccellenti", del 24.3.06:
- Nota 4. Per leggere il documento dell'ANDU "Mussi sull'Universita'" del25.9.06:
- Nota 5. V. il documento dell'ANDU "Bloccati i concorsi a ricercatore" del 21.2.08:
oppure

PRC: Comunicato congiunto PRC-SE / PdCI



Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

COMUNICATO CONGIUNTO

PRC-PdCI: “subito un decreto d’urgenza che sblocchi i concorsi per ricercatore universitario” 

Rifondazione Comunista e il PdCI denunciano con forza l’atteggiamento della Corte dei Conti che per la seconda volta ha bocciato, con rilievi che ci paiono inconsistenti sia dal punto di vista tecnico che giuridico, il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori, malgrado il parere positivo del Consiglio di Stato.

In questo modo la Corte dei Conti si rende responsabile del blocco delle procedure di reclutamento che se effettuate ridarebbero ossigeno a una situazione di precariato intellettuale che nell’Università italiana è diventata intollerabile.

Per questo il PRC e il PdCI sostengono la necessità di rilanciare con forza la legittimità formale e l’importanza politica di questo regolamento e ritengono opportuno che il Governo, dopo aver effettuato le opportune correzioni, rimandi alla Corte il nuovo regolamento consentendone l’approvazione, e il conseguente sblocco dei concorsi, entro quaranta giorni.

Al contempo ritengono però necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca consideri la fattibilità di un decreto d’urgenza che sposti almeno al 30 giugno (anziché al 1 marzo) il limite temporale per bandire concorsi con la vecchia normativa, consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento straordinario.  

Ritengono inoltre necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca solleciti tutte le presidenze degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) a richiedere immediatamente al Ministro della Funzione Pubblica l’autorizzazione, malauguratamente reintrodotta dal decreto “Milleproroghe”, alle assunzioni derivanti sia dalla stabilizzazione del precariato sotto specifici requisiti, sia dallo sblocco del turn-over negli EPR e che questa autorizzazione sia immediatamente concessa, mantenendo fede a quanto il Centro-Sinistra ha unitariamente deliberato con le leggi Finanziarie del 2007 e 2008.


Fabio de Nardis, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca Prc-Se

V. Francesco Polcaro, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca PdCI

Monday, March 10, 2008

ANDU: I 13 Atenei di serie A e la CRUI

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

I 13 ATENEI DI SERIE A E LA CRUI

"Lo strappo di 13 universita': siamo serie A". "Verso la 'secessione' dalla Crui". Sono questi i titolo e un sottotitolo di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 9 marzo 2008 (nota 1). Nell'articolo si da' notizia di un documento, "inviato a tutti i candidati premier", firmato da 11 Rettori (Politecnico delle Marche, Bologna, Calabria, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova, Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento, Verona). Al documento hanno aderito i Rettori di Ferrara e Parma. "Siamo universita' di ricerca, controlliamo i costi, guardiamo oltre i confini nazionali, e siamo pronti a firmare un patto con il futuro governo. Ma basta finanziamenti a pioggia: i fondi devono essere assegnati in base a criteri di meritocrazia". 

Nello stesso giornale e' riportata l'intervista al Rettore del Politecnico di Milano "Ballio: si rischia lo stop della ricerca" (nota 2).

Anche nel marzo del 2006, durante la precedente campagna elettorale, e' stato chiesto di distinguere gli 'atenei eccellenti' da tutti gli altri. Allora a richiedere tale distinzione e' stata la Confindustria nel corso della sua Conferenza stampa del 22 marzo 2006. Di quella Conferenza stampa diede notizia il Corriere della Sera che scrisse: "Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese almeno quindici atenei hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le classifiche. 'Il Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca (allora vicepresidente della Confindustria, ndr) - deve essere messo in condizione di competere con i migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua le stesse regole di un ateneo che non puo' competere a livello internazionale'" (nota 3).
Della stessa Conferenza stampa diede notizia anche il Sole 24-ore scrivendo che la Confindustria aveva presentato un piano per l'Universita' "in linea con il documento sottoscritto da 18 associazioni imprenditoriali". Il Presidente della Confindustria aveva dichiarato: "Bisogna lavorare a un sistema forte e liberalizzato per completare la positiva riforma Moratti." Alla fine dell'articolo del Sole 24-ore era scritto: "Soddisfatta anche l'opposizione: 'Il piano va nella direzione giusta - hanno detto Andrea Ranieri e Walter Tocci dei Ds (ora del Pd, ndr) - perche' individua in autonomia, valutazione e responsabilita' le chiavi
di riforma dell'universita''" (nota 3).

L'ANDU ha sempre sostenuto che la CRUI e' STRUTTURALMENTE incapace di rappresentare il Sistema nazionale delle Universita' italiane. La CRUI e' infatti la somma di Rettori eletti per 'dirigere' i singoli Atenei e per difenderne gli specifici interessi. La CRUI puo' 'funzionare', votando all'unanimita', solo per chiedere genericamente piu' fondi e per conservare l'esistente, come ha fatto recentemente a proposito del Regolamento dei concorsi a ricercatore e della stabilizzazione dei precari, provvedimenti contro i quali si e' pronunciata senza proporre soluzioni alternative. 
E non a caso la lobby trasversale accademico-politica, che opera da anni per smantellare l'Universita' statale, di massa e di qualita', ha sempre 'puntato' sulla CRUI e si e' sempre duramente opposta all'istituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita', direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo unico) delle tre fasce della docenza. Un Organo che rappresenti tutte le Universita' e in grado di difenderne l'autonomia dai poteri forti accademico-politici.

10 marzo 2008

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Lo strappo di 13 universita': siamo serie A", sul Corriere della Sera del 9.3.08:
- Nota 2. Per leggere l'intervista "Ballio: si rischia lo stop della ricerca", sul Corriere della Sera del 9.3.08:
- Nota 3. V. il documento dell'ANDU "L'universita' degli imprenditori - I DS e la Confindustria - I 15 atenei eccellenti", del 24.3.06:

Saturday, March 8, 2008

ANDU: Blocatti tutti i concorsi a ricercatore

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

BLOCCATI TUTTI I CONCORSI A RICERCATORE

Il 13 febbraio 2008 l'ANDU, a proposito delle due 'opposte' note ministeriali con le quali si bloccavano a 'partire' dal 7 dicembre 2007 i concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo, aveva scritto:
"Siamo di fronte all'ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti interessati e degli Atenei prodotto da quegli 'apprendisti stregoni' che da decenni sono impegnati a massacrare l'Universita' statale.
Un gruppo accademico-politico che da mesi sta 'impazzando' sotto la 'copertura' di un Ministro parolaio. Un Ministro che da mesi rifiuta di confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza, confronto che avrebbe forse potuto risparmiare all'Universita' almeno una parte dei tanti danni che le sono stati arrecati.
E c'e' da temere per quello che di ancor peggio potranno fare al Ministero e in Parlamento (in sede di conversione del decreto-legge "milleproroghe") in un periodo che, come quello attuale, e' 'esposto' alle decisioni dell'ultima ora." (dal documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore: "mero errore materiale"", nota 1).

Il 20 febbraio 2008 la Camera, in sede di conversione del decreto-legge "milleproroghe", ha 'puntualmente' fatto l'"ancor peggio", approvando un emendamento (presentato dai deputati del PD Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio, De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti e Villari) con il quale sono stati bloccati TUTTI i concorsi a ricercatore a partire dall'1 marzo 2008 (v. il documento dell'ANDU "Bloccati i concorsi a ricercatore", nota 2).

Il 4 marzo 2008 il Ministero ha 'confermato' questo blocco (per il testo del documento ministeriale v. nota 3).

'Parallelamente', il 13 febbraio 2008 Luciano Modica, sottosegretario con delega all'Universita', a proposito delle due 'opposte' note ministeriali di febbraio, aveva diffuso un suo comunicato stampa rispetto al qual l'ANDU ha, tra l'altro, scritto che "non si puo' non rimanere allibiti di fronte alla dichiarazione di estraneita' e di impotenza dello stesso Modica, massimo Responsabile politico sulle questioni universitarie, nei confronti di un argomento di natura e di portata altamente politica come quello del blocco dei concorsi a ricercatore, deciso dal Ministero e non previsto da alcuna legge. Su questo aspetto e' estremamente necessaria e urgente una spiegazione politico-giuridica da parte del sottosegretario Luciano Modica affinche' il suo comunicato non possa essere letto come un 'chiamarsi fuori' da una responsabilita' dalla quale appare non possa essere escluso. Una spiegazione indispensabile per non aumentare sconforto, confusione e discredito nel Sistema universitario." (dal document dell'ANDU "Concorsi a ricercatore. Modica contro Modica?", nota 4). Fino ad oggi il sottosegratario Modica non ha ritenuto di dover dare la spiegazione sollecitatagli dall'ANDU.

Il 27 febbraio 2008 lo stesso sottosegretario Luciano Modica, DOPO il blocco di TUTTI i concorsi deciso dal Parlamento e PRIMA della nota ministeriale di 'conferma' di tale blocco, ha, tra l'altro, scritto:
"Dopo questa data (quella dell'1 marzo 2008, ndr) i concorsi a ricercatore potranno essere banditi solo con le nuove regole (quelle del Regolamento sui concorsi a ricercatore ancora non pubblicato nella GU e quindi non ancora entrato in vigore, ndr), salvo quelli del contingente straordinario (cioe' quelli cofinanziati con i fondi previsti per il 2007, ndr)" (dalla lettera del sottosegretario Luciano Modica a Flc-Cgil, Cisl-Universita', Uilpa-Ur, nota 5). In altri termini, sembra che il Sottosegretario con delega all'Universita' ritenga che il blocco dei concorsi a ricercatore deciso dal Parlamento riguardi solo quelli banditi su fondi interamente di ateneo, contrariamente a quanto successivamente, il 4 marzo, ha 'deciso' il suo Ministero, che invece ha ritenuto che il Parlamento abbia bloccato TUTTI i concorsi a ricercatore.

Come e' noto, l'ANDU ha tentato invano di convincere i Deputati a consentire il bando di TUTTI i concorsi a ricercatore fino alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento sui concorsi a ricercatore (nota 2). Peraltro va rimarcato che, prima della decisione del Parlamento, in NESSUNA sede era stata mai avanzata la richiesta del blocco dei concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo.
L'unica spiegazione 'politica' che e' stata poi fornita sull'improvvisa decisione del Parlamento di approvare la proposta di blocco di tutti i concorsi a ricercatore avanzata da alcuni Deputati del PD e di non accogliere la proposta alternativa dell'ANDU e' stata quella secondo la quale con l'emendamento approvato si sarebbe riusciti a mantenere aperta la strada al regolamento, anzi lo si sarebbe sollecitato implicitamente, mentre la proposta dell'ANDU avrebbe avuto l'indesiderato effetto di cassarlo definitivamente. In altri termini, si sostiene che il blocco dei concorsi a ricercatore sarebbe un mezzo per 'costringere' la Corte dei Conti a dare il via libera alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, quindi, all'entrata in vigore del nuovo Regolamento sui concorsi a ricercatore. No comment.

Sull'approvazione dell'emendamento che ha bloccato tutti i concorsi a ricercatore sarebbe opportuno, anzi doveroso, che venisse reso ufficialmente noto all'opinione pubblica e al mondo universitario il ruolo che il Governo, i Responsabili politici del Ministero e i vari Partiti hanno avuto. Senza questa chiarificazione qualsiasi programma elettorale sull'Universita' sarebbe, gia' solo per questo, inattendibile.

6 marzo 2008

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore: "mero errore materiale"" del 13.2.08:
oppure
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "Bloccati i concorsi a ricercatore" del 21.2.08:
oppure
- Nota 3. Per leggere la nota ministeriale del 4 marzo 2008 sui concorsi a ricercatore:
- Nota 4. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore.Modica contro Modica?" del 18.2.08:
oppure
- Nota 5. Per leggere la lettera del sottosegretario Luciano Modica a Flc-Cgil, Cisl-Universita',
Uilpa-ur, del 27.2.08:


Friday, March 7, 2008

PRC: Iniziative campagna elettorale



www.rifondazione.it
Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Alle Federazioni Provinciali PRC
Ai Resp. Provinciali e Regionali Scuola e Formazione Professionale PRC-SE
Ai Resp. Provinciali e Regionali Università e Ricerca PRC-SE
Ai Resp. Provinciali e Regionali Cultura PRC-SE

Roma, 07 Marzo 2008

Care compagne, cari compagni,

per la campagna elettorale sarebbe necessario organizzare, in ciascuna federazione, iniziative pubbliche sui temi della conoscenza (scuola, università, cultura ), per diffondere le proposte de La Sinistra L ’Arcobaleno rispetto a tali tematiche. E’ urgente attivarsi anche in questi settori visto lo storico legame che abbiamo con le scuole, le università e il mondo della cultura , di cui spesso, in questi ultimi anni, siamo stati i referenti e con cui abbiamo lavorato in stretto contatto. La difficile campagna elettorale che stiamo attraversando ci obbliga a non lasciare scoperto nessun ambito e, anzi, a rafforzare i nostri contatti e a intensificare il nostro lavoro. Vi chiediamo, pertanto, uno sforzo ulteriore di organizzazione e di mobilitazione sui territori al fine di costruire non solo iniziative, ma anche banchetti, volantinaggi e quant’altro possa essere utile alla propaganda elettorale.
L’Area nazionale della Conoscenza è a disposizione delle Federazioni sia per quanto riguarda il materiale da diffondere, sia per la costruzione delle iniziative.

Fraterni saluti

Loredana Fraleone
Segreteria Nazionale PRC-SE

Tuesday, March 4, 2008

PRC: Per l‚Università e la Ricerca il voto utile è a sinistra



www.rifondazione.it
Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

4 marzo 2008, Per l‚Università e la Ricerca il voto utile è a sinistra

La campagna elettorale è entrata nel vivo di un dibattito intenso e tutti i candidati sono impegnati a proporre i tratti della propria originalità. Si è discusso tanto sulla flebile linea di demarcazione che divide Pd e Pdl nonché sulla loro esplicita convergenza su un processo di graduale evoluzione „americana‰ del sistema Italia. Abbiamo denunciato l‚intenzione „veltrusconiana‰ di riscrivere le regole del gioco per creare le condizioni di un quadro politico costruito sui parametri di un bipartitismo perfetto per quanto coatto.

leggi l'articolo di Fabio De Nardis cliccando

www.rifondazione.it/conoscenza/Universit%E0%20e%20Ricerca/16%20articoli/0800304_denardis_votoutile.htm