Thursday, May 21, 2009

ANDU: DDL di Governo e PD - "Professori rassegnati"?

== E' slittata a non prima del 12 giugno prossimo la presentazione in Consiglio dei ministri del DDL sulla 'governance' e il reclutamento (v. nota). Il ministro Gelmini ha tra l'altro dichiarato (v. comunicato qui sotto) che il DDL governativo "al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni."
Il Ministro si sbaglia: il DDL governativo non contiene "alcune proposte", ma quasi SOLO quello che e' stato elaborato negli ultimi anni dagli  'accademici' del PD ora e dei DS prima (rettore-padrone, commissariamento delle Universita' e dei docenti, "superamento" del valore legale dei titoli di studio, ecc.).

== Riportiamo in calce un messaggio sull'atteggiamento dei professori inviato all'ANDU da Susan George, dell'Universita' di Pisa.

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DICHIARAZIONE DEL MINISTRO

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«La riforma dell'universita' e' pronta, c'e'. Ma la presentiamo dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, interpellata dall'Ansa.
«La riforma dell'universita' è talmente seria, importante, e strutturale per il Paese che bisogna toglierla dalle dinamiche della competizione politica. Presentarla dopo le elezioni - ha aggiunto il ministro - e' anche un segno di disponibilita' nei confronti delle opposizioni, anche perche' al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni».
Quello che interessa al ministro e' una universita' senza distinzioni politiche: «Solo presentando la riforma dopo le elezioni si potra' avere un dibattito sereno», ha concluso Gelmini.


- Nota. V. l'articolo "Laurea, addio al pezzo di carta" sulla Stampa del 21 maggio 2009:

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Da Susan George dell'Universita' di Pisa:

"Mi piange il cuore tornare in Italia dopo un soggiorno a Harvard. In questi ultimi anni mi sono occupata, in quanto presidente di un corso di laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa, di metodi di partecipazione democratica.
Mi piacerebbe tanto fare la stessa cosa per la mia universita' (Pisa) dove esiste poca condivisione di un progetto culturale piu' ampio. Numerose sono le intelligenze individuali, scarsa l'intelligenza collettiva e totalmente assente una visione strategica da parte dei nostri dirigenti. Mi chiedo quindi se ne valga la pena.
La maggior parte dei professori ordinari non si e' mossa durante l'Onda, mentre a Parigi hanno alzato la voce. Perche' i professori sono così rassegnati qui? E' indifferenza, disinteresse, mancanza di motivazione o cosa? Non riesco a capire...
Susan George"

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