Friday, January 30, 2009

ANDU: E adesso le private saranno piu' private

Segnaliamo l'articolo "E adesso le private saranno piu' private" sul Mondo datato 6 febbraio 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

ANDU: Da Lega Nord su Emendamento

From: "Segr. Pres. Caparini" <pres_caparini@camera.it>
Subject: proposta di emendamento
Date: Thu, 29 Jan 2009 19:51:51 +0100>

Gentilissimi rappresentanti dei Sindacati e Associazioni della Docenza Universitaria - ADU, ANDU, APU, CIPUR, CISAL Univ., CNRU, CNU, SUN, USPUR Con la presente sono a comunicarVi che presenteremo l'emendamento da Voi proposto.
Cordiali saluti.
On. Davide Caparini - Capogruppo commissione XI^ Lavoro - Camera dei Deputati

Wednesday, January 28, 2009

ANDU: Architettura UNIFI: no ai pre-pensionamenti

CDF ARCHITETTURA CONTRO I PRE-PENSIONAMENTI NELL'UNIVERSITA' DI FIRENZE

"Il Consiglio della Facolta' di Architettura riunitosi in data 28.1.2009

ESPRIME il suo assoluto dissenso sulla decisione, assunta dai vertici dell'ateneo, di volersi avvalere della facolta' (contemplata dall'articolo 72, comma 11, della legge 133) di procedere al pensionamento forzoso di numerosi colleghi del personale tecnico-amministrativo e ricercatore.

Il Consiglio

- REPUTA INACCETTABILE la logica di un provvedimento che provoca fratture difficilmente superabili fra le varie componenti dell'ateneo, contrapponendo il personale tecnico-amministrativo a quello docente e, all'interno di questo, fra ricercatori e professori associati e ordinari,

- RITIENE IRRICEVIBILE un provvedimento che espelle parte del corpo docente del nostro ateneo, generando un improvviso deficit del proprio patrimonio di competenze professionali e scientifiche non sanabile nel breve/medio periodo, e che rischia di far venir meno i requisiti minimi per l'attivazione di numerosi corsi di studio,

- STIGMATIZZA che a pagare per la difficile situazione finanziaria ed economica dell'ateneo sia chiamato in prima persona il personale tecnico-amministrativo e ricercatore, ovvero le due categorie meno responsabili delle scelte programmatiche e gestionali che hanno condotto a questa situazione,

- RIFIUTA che il pensionamento anticipato sia unilateralmente deciso dall'amministrazione,

- RITIENE che su tematiche cosi' importanti gli organi di governo dell'Ateneo dovevano chiedere preventivamente il parere dei Dipartimenti e delle Facolta'.

Il Consiglio CHIEDE pertanto al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione di voler SOSPENDERE CON EFFETTO IMMEDIATO l'attuazione delle delibere in questione e di voler adottare una politica generalizzata di incentivazione al prepensionamento.

approvato all'unanimita'"

Tuesday, January 27, 2009

ANDU: Rettore Sapienza: no pre-pensionamenti

SU PRE-PENSIONAMENTO DEI RICERCATORI: A ROMA E A NAPOLI

- A ROMA 

"Comunicato del Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari

Si e' svolta lo scorso 20 gennaio a Roma un'affollata assemblea del  Coordinamento dei Ricercatori della Sapienza a cui e' stato invitato anche il Rettore Luigi Frati.

All'assemblea hanno partecipato circa un centinaio di ricercatori ai quali il  Rettore ha assicurato che non dara' avvio ai prepensionamenti dei ricercatori  previsti dall'art.72 della legge 133, uniformando il trattamento con le due  fasce dei professori che, come noto, sono esclusi dal provvedimento assieme ai  magistrati."

- A NAPOLI

"Medici in prepensionamento. Attivita' a rischio al Policlinico" sul Mattino del 27 gennaio 2008. Per leggere l'articolo cliccare:


PRC: comunicato stampa Dipartimento Scuola e Formazione Prof. 23 gen 2009









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

 Comunicato stampa Dipartimento Nazionale Scuola e Formazione Professionale
Roma, 23 gennaio 2009

La FLC Cgil impugna la circolare sulle iscrizioni 2009/2010 davanti al TAR del Lazio
Esprimiamo vivo apprezzamento per l'azione promossa dalla Flc Cgil che ha impugnato davanti al Tar del Lazio la circolare n. 4 del 16 gennaio 2009, sulle iscrizioni a scuola per il 2009/2010.
Condividiamo la non validità della medesima che al momento è priva del parere del Consiglio di Stato e, quindi, le indicazioni in essa  contenute non possono essere considerate vincolanti né per le scuole né per le scelte operate dai genitori all'atto delle iscrizioni.
Invitiamo per tanto i collegi dei docenti a confermare il piano dell'offerta formativa dell'anno in corso che prevede modelli orari ed organizzativi che garantiscono ai bambini e alle bambine un tempo scuola di qualità; ed invitiamo i genitori a scegliere al momento delle iscrizioni quei modelli ( il tempo pieno in special modo - 40 ore con le compresenze) che hanno fatto sì che la scuola italiana fosse tra le migliori al mondo, garantendo tempi e spazi idonei per un proficuo processo di insegnamento/apprendimento.
Esprimiamo inoltre viva preoccupazione in merito ai nuovi criteri predisposti per la valutazione, specie della condotta, degli/delle alunni/e. Si restringono gli spazi di democrazia nelle scuole, si stravolge lo statuto degli studenti e delle studentesse, si irreggimenta la scuola a mo' di caserma.
Gennaro Loffredo
responsabile nazionale
Scuola e Formazione Professionale Prc - Se



Monday, January 26, 2009

ANDU: Ateneo azienda e pre-pensionamenti

Invitiamo a leggere l'intervento di Margherita Rubino "Il grande bluff dell'Ateneo azienda", su Repubblica di Genova del 25 gennaio 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

Margherita Rubino, in particolare, sui pre-pensionamenti dei  ricercatori dell'Universita' di Genova scrive:
"Altre scelte di bilancio erano possibili? Si' no, si' ma, mah, ma no. Quello che lascia attoniti e' il modo, che destramente scavalca ogni forma di mediazione. Specie per le facolta' umanistiche, il salto dal dibattito-sempre-comunque-discutiamo-tutto alla convinta adesione al New Deal un po' sorprende. L'indifferenza alle sorti altrui viene mascherata dall'entusiasmo per il virtuale spazio per nuove leve; spazio che si poteva offrire pure dieci anni fa, quando noi professori abbiamo invece scelto di autopromuoverci in massa."

ANDU: Sciopero a oltranza nell'Universita' francese

Il Coordinamento Universitario Francese ha lanciato un appello per uno sciopero generale a oltranza a partire dal 2 febbraio fino a quando il governo non ritirera' il progetto di legge sull'Universita' e la ricerca che colpisce l'istruzione pubblica e precarizza il lavoro universitario.

Per leggere l'Appello cliccare (non interrompere la stringa!):

Saturday, January 24, 2009

YouTube: Interruzzione dell'Anno Accademico 2009 all'Università di Bologna





Friday, January 23, 2009

ANDU: Gelmini e Cazzola su pre-pensionamento

Segnaliamo le lettere del ministro Mariastella Gelmini e del deputato del PDL Giuliano Cazzola sulla questione del  pre-pensionamento inviate a Panorama ("Lasciate in cattedra i vecchi  prof"). Per leggere le lettere cliccare: http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_p1.asp ed 'entrare' nella  rassegna stampa del 23 gennaio 2009.

Thursday, January 22, 2009

PRC: Comunicato della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Comunicato della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari

Il Panorama sconfortante del giornalismo italiano: dialogando con De Nardis
La denuncia dei mali dell’Università italiana è un impegno politico e civile cui non rinunciamo. E a modo nostro abbiamo sempre cercato di contribuire al miglioramento del sistema universitario di questo paese attraverso il dibattito, con le nostre proposte, le nostre lotte. E il più delle volte ci siamo mossi nel silenzio di giornali e TV impegnate invece a dare la caccia al concorso truccato, al barone rampante, ai corsi con un solo studente. 
Mai ci siamo mai sorpresi del fatto che i fustigatori di turno, certamente benintenzionati, finissero sempre e sistematicamente per fermarsi con le loro analisi alla superficie dei problemi. I concorsi, ad esempio. Lo sosteniamo da tempo, il problema non è che molti concorsi sono corrotti, ma che TUTTI mascherano, sotto la forma di una procedura comparativa concorsuale, un meccanismo di cooptazione accademica senza alcun controllo ex post delle strutture e dei vincitori. Ed invece i giornali sempre a battere sui “figli di”, i “parenti di”. Questione sacrosanta, sia chiaro, ma che è solo la torsione familistica di una cooptativa “irresponsabile” (cioè non responsabile delle scelte che opera). E non è allora un caso che quasi mai allo scandalo possa seguire un’azione giudiziaria. Il “concorso truccato” ;è solo la superficie di un problema ben più complesso. Si guarda al trucco, insomma, ma non al volto che nasconde.
L’altro caso lampante è l’uso strumentale e spettacolare del precario, caso umano da sbattere in prima pagina e da compiangere. Testimonianza lagnosa e vittimistica, mai possessore di parola e di proposte. Quante volte la Rete si è sentita chiamare da questo o quel giornale, da questa o quella televisione, perché serviva un precario, possibilmente giovane, possibilmente donna, magari emigrato all’estero, sicuramente con indosso il camice bianco di un laboratorio scientifico (con l’implicito assunto che il barbone di un panciuto filosofo, magari allegro e sorridente, avrebbe giocato male alla causa della disperazione precaria. I filosofi si sa non servono a niente, soprattutto quelli che sorridono).
Non ci era mai capitato, tuttavia, di diventare un caso in un settimanale a larga distribuzione nazionale. Panorama. Che il 15 gennaio ha riportato parte di un capitolo del volume dal titolo Un paese di baroni nel quale gli autori, Davide Carlucci e Antonio Castaldo, riportano parte del confronto aspro avuto dai partecipanti al Blog con Fabio De Nardis, responsabile nazionale università e ricerca di Rifondazione Comunista. Purtroppo riportandone la parte meno significativa, largamente minoritaria, e più odiosa: quella della polemica personale. Già, noi eravamo ad accapigliarci con De Nardis sulle non-politiche del governo Prodi, sull’assenza di un programma in Rifondazione convincente, sulla ricerca e la didattica universitarie. Ed invece - noi ingenui - il problema era un altro: De Nardis è ricercatore, è figlio d’arte, ed &egrav e; pure ”comunista” e quindi…. ecco dimostrato come il baronato di sinistra difende l’esistente e si autorigenera familisticamente nell’Università italiana (fortuna che c’è la Gelmini….). Poco importa che De Nardis sia tra i pochi esponenti di partito che hanno cercato il dialogo e il confronto con noi, peraltro esponendosi pubblicamente sul nostro blog più di una volta, e che sia entrato con noi nel merito delle proposte politiche. Meno ancora importa che dal blog, proprio nel dibattito con De Nardis, qualche piccola proposta di riforma sia venuta fuori.
Ancora una volta veniamo utilizzati in maniera strumentale, ridotti a sfogo (peraltro comprensibile data la vita di merda che molti di noi fanno e la natura aperta e informale di questo blog) e ignorati in quello che invece crediamo ci qualifichi più di ogni altra cosa in quanto Blog: il libero confronto pubblico, lo sforzo di elaborare proposte sulla base di un dialogo magari estemporaneo e informale ma non per questo banale o superficiale.

Andu: Comunicato ricercatori precari su pensionamenti forzosi

 Wed, 21 Jan 2009 22:34:13 +0100

Spettabile ANDU,
Questo e' il punto di vista dei (un bel po') ricercatori precari.
Con preghiera di diffusione

COMUNICATO STAMPA APRI-Onda precaria

In seguito all'approvazione del DL133, le sigle ADU, ANDU, APU, CIPUR, CISAL Univ., CNRU, CNU, SUN e USPUR hanno recentemente presentato un emendamento al DDL 2031 (comma 3 dell?art. 5), ora in discussione alla Camera, per abolire la possibilita' di pensionamento forzoso dei ricercatori che abbiano maturato 40 anni di anzianita' contributiva. I ricercatori precari hanno a suo tempo chiarito che tale provvedimento, lungi dal rappresentare la terribile minaccia all'autonomia e all'esistenza stessa dell'Universita' pubblica che le predette sigle paventano, andrebbe ESTESO A TUTTO IL PERSONALE DOCENTE, compresi quindi i professori associati ed ordinari.  
L'Italia ha i docenti universitari piu' anziani d'Europa, e la meta' dei professori ordinari ha superato i 65 anni: mentre nel resto d'Europa a 65 anni professori vanno, salvo rare eccezioni, in pensione, in Italia hanno la prospettiva di restare in sella per altri dieci anni. I ricercatori precari, oltre ad opporsi a qualunque escamotage che possa aggirare le disposizioni sui pensionamenti forzosi, chiedono alle forze politiche di rimuovere uno dei piu' insensati e
discriminatori ostacoli che gravano sulle Universita' italiane e sancire per legge la messa a riposo dei professori e ricercatori universitari al raggiungimento del 65mo anno d'eta'.
Associazione Precari della Ricerca Italiani-APRI 
Onda precaria - Rete Nazionale Ricercatori e Docenti Precari

Wednesday, January 21, 2009

ANDU: CRUI - "Ha prevalso la ragione 'lombarda'"

Segnaliamo l'articolo "Niente pensione per Decleva. Cosi'puo' restare alla Crui" sul Corriere della Sera di Milano del 21gennaio 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

Su questa stessa questione invitiamo a leggere il commentodell'ANDU "La Lega Lombarda dei Rettori" del 29 dicembre 2008. Perleggere il commento cliccare:

Tuesday, January 20, 2009

PRC: articolo De Nardis









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Contro il malcostume nelle università non serve sparare nel mucchio
Su "Panorama" del 15 gennaio, cogliendo l'occasione dell'uscita del libro di Davide Carlucci e Antonio Castaldo dal titolo "Un paese di baroni", vengono pubblicati gli stralci di una discussione (tutt'oggi online) a cui partecipai lo scorso marzo sul blog della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari in cui dibattemmo in maniera anche animata del malcostume imperante nelle università italiane. Fu una discussione molto intensa in cui ebbi modo di confrontarmi con la rabbia e la frustrazione dei nostri migliori cervelli ancora esclusi da un sistema inquinato. In quella circostanza si parlò anche della mia condizione di ricercatore "figlio d'arte" e quindi potenzialmente parte di quel sistema che a parole diciamo tutti di voler combattere. Naturalmente "Panorama" pubblica una selezione ben congeniata di quella discuss ione per cercare di screditare, attraverso me, quel partito che oggi stiamo cercando faticosamente di ricostruire. Colpire un soggetto collettivo cercando di delegittimare la dignità di chi vi partecipa è un vecchio metodo fascista a cui i giornali della destra italiana sono piuttosto avvezzi. Mi riempiono dunque di gioia le decine di email di solidarietà ricevute proprio da parte di quei precari che allora parteciparono alla discussione e che oggi sono disgustati dalla strumentalizzazione di cui essi stessi si sentono vittime.
Dal giornale di Belpietro non mi sarei aspettato di meglio; mi spiace invece che due giornalisti bravi e di cultura democratica scelgano di pubblicare parte di quel dibattito assolutamente pubblico (dunque lo scoop dell'acqua calda) a conclusione di un libro che parla di altro e cioè dei tanti casi di truffa, abusi di potere e criminalità organizzata che si verificano negli atenei italiani. In questo senso il lavoro di Carlucci e Castaldo sarebbe in parte meritorio anche se crediamo che una battaglia contro certi casi di malcostume non si possa realizzare sparando nel mucchio, mostrando una triste subalternità alla cultura giustizialista e scandalistica oggi imperante nella società italiana.
La questione degli accessi all'università è un problema serio che va affrontato nell'ambito di una battaglia di sistema che sia in primo luogo battaglia culturale oltre che politica. Per questa ragione, nell'Onda, ci siamo battuti e ci battiamo contro le finte riforme della Gelmini che per nulla ledono certi abusi e anzi ne sollecitano la proliferazione. Io stesso avrei potuto tirarmi indietro da quel dibattito, come avrebbe fatto qualsiasi politico più prudente. Ma decisi di parteciparvi, trasferendolo anche sul mio blog personale, proprio per denunciare certe dinamiche. All'università tutti hanno un padre e una madre a prescindere dal cognome che portano. Poi per fortuna esiste anche una comunità scientifica (meglio se internazionale) che valuta i tuoi lavori in maniera spesso anonima e allora il merito (o demerito) di ognuno può e mergere.
Dire che essere cresciuto in una casa di intellettuali mi abbia favorito in termini di conoscenze e competenze è quasi un'ovvietà. Per questo lottiamo per l'eguaglianza e ci spaventa chi parla a sproposito non di merito (che va sempre valorizzato) ma di meritocrazia, che presuppone la logica di un sistema competitivo in cui si trascurano le disuguaglianze di partenza di cui sopra; un sistema dunque in cui io, figlio di professore, o amico di professore, o protetto da professore, posso diventare professore, mentre altri sono destinati quasi per diritto naturale a rimanere fuori. Sono innamorato del mio mestiere almeno quanto lo sono della lotta per una società di eguali, l'uno e l'altra compongono la mia identità. Rivendicherò sempre la mia scelta politica, intellettuale e professionale che intrapresi in autonomia di giudizio. Ecco il grande privilegio di essere nato in quel contesto. A quindici anni avevo già gli strumenti per stabilire le mie aspirazioni. In fondo a tredici cominciai a fare politica tra i giovani del partito comunista.
Per questa ragione continuerò a lottare con le unghie e con i denti per una università di massa e di qualità fino a quando le mie compagne e i miei compagni, che sono la famiglia che ho scelto, riterranno opportuno che io possa e debba farlo. Per una università dove chiunque possa essere messo nelle condizioni di accedere alla conoscenza per riprodurre conoscenza. Perché così cresce una società democratica. Combatterò al fianco di studenti, ricercatori e docenti per una università dove nessuno sia pregiudizialmente escluso, né il figlio di professore, che non può essere privato della possibilità di fare lo stesso mestiere del padre o della madre per qualche strano vizio genetico, né il figlio dell'operaio a cui non deve essere negato il diritto all'emancipazione sociale. Sono certo che, con Rifond azione Comunista e attraverso la vitalità espressa dai movimenti, questo disegno utopico diventa una possibilità.
 
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se   

ANDU: Pre-pensionamenti: "tragedia dell'universita'"

SUL PRE-PENSIONAMENTO DEI RICERCATORI UNIVERSITARI

Segnaliamo l'intervento di Vittorio Coletti "Prof in pensione una tragedia dell'universita'" su Repubblica di Genova del 20  gennaio 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

Vittorio Coletti, tra l'altro, scrive:
"Ricercatori di sessanta e meno anni (le  vere vittime del momento) sono sbattuti in  pensione (non certo alla fame, sia chiaro), con  una insensibilita' umana e sociale che forse per  la prima volta si applica nel pubblico impiego. 
Ne saranno soddisfatti i social killer alla  Brunetta. Ma intanto gli universitari cominciano anche loro a vergognarsi.
E' una pagina triste della storia  dell'universita' italiana e di quella genovese."

- Ricordiamo che per impedire che possano  consumarsi operazioni che mettono in gioco la  natura stessa dell'Universita' ADU, ANDU, APU,  CIPUR, CISAL Univ., CNRU, CNU, SUN e USPUR hanno  presentato un emendamento al DDL 2031 (comma 3  dellíart. 5), ora in discussione alla Camera. Per  leggere la lettera (con il testo  dell'emendamento) inviata ai Deputati cliccare:

Saturday, January 17, 2009

ANDU: Corriere: "ora i ricercatori poi i professori"

SUL PRE-PENSIONAMENTO DEI RICERCATORI UNIVERSITARI

Invitiamo a leggere l'intervento di PieroOstellino "Il nuovo, pericoloso slogan: 
risparmiare!" sul Corriere della Sera del 17 gennaio 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

Piero Ostellino analizza alcune delle  "ragioni contabili" e accademiche che stanno alla  base del tentativo di alcuni Rettori e dei 'loro'  Senati Accademici di usare i ricercatori come  'zavorra umana' per 'risolvere' le difficolta'  finanziare dei propri Atenei.

Per impedire che possano consumarsi  operazioni che mettono in gioco la natura stessa  dell'Universita' ADU, ANDU, APU, CIPUR, CISAL  Univ., CNRU, CNU, SUN e USPUR hanno presentato un  emendamento al DDL 2031 (comma 3 dellíart. 5),  ora in discussione alla Camera. Per leggere la  lettera (con il testo dell'emendamento) inviata  ai Deputati cliccare:

FLC-CGIL: Conoscenzanews - Edizione universita', n. 1 del 16 gennaio 2009

Conoscenza News
La Newsletter della Flc Cgil
Edizione Università
Direttore responsabile Ermanno Detti

Periodico telematico a cura della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil
Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma - Tel. 06.585480, fax 06.58548434
e-mail conoscenzanews@flcgil.it sito internet www.flcgil.it Feed RSS flcgil.it 

Anno V n. 1 del 16 gennaio 2009
       
Notizie
- Contratto Università, la FLC Cgil non sottoscrive l'ipotesi di accordo sul biennio economico 2008/2009
- Approvato dal Senato il Disegno di legge "Delega al Governo in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni"
- I sindacati chiedono una modifica alle norme sul pensionamento d'ufficio
- La salute è un diritto! Prosegue la nostra raccolta di firme
- Indennità di disoccupazione a requisiti ridotti: il 31 marzo scade il termine per la domanda
Servizi e Rubriche
- Brevissime
Poesia contro la guerra
Generale il tuo carro armato è una macchina potente
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
(Bertolt Brecht)
La guerra nella striscia di Gaza dura da 21 giorni
ha provocato 1141 morti, più di 5000 feriti
più del 50% dei morti e dei feriti sono bambini, donne, anziani,
più di 35.000 i palestinesi rimasti senza casa

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi
prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro?
 
Contratto Università, la FLC Cgil non sottoscrive l'ipotesi di accordo sul biennio economico 2008/2009

Il 16 gennaio CISL Università, UILPA UR-AFAM, Snals Cisapuni e CISAL presenti al tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL 2008/2009 biennio economico, hanno siglato l'ipotesi di accordo.

La FLC Cgil non ha sottoscritto il testo coerentemente con le posizioni espresse sul protocollo d'intesa che ha dato il via al secondo biennio contrattuale nei comparti pubblici. Il dissenso e le critiche espresse in occasione dell'emanazione dell'atto d'indirizzo e dell'incontro dell'8 gennaio, rimangono tutte e, anzi, sono aumentate con il testo proposto.

L'ipotesi sottoscritta prevede risorse inadeguate e questo, unito ai tagli dei fondi decisi nella legge finanziaria 2009, determinerà pesanti ricadute sulla contrattazione integrativa e sul salario del personale tecnico amministrativo.    

Nei prossimi giorni chiederemo alle Organizzazioni Sindacali firmatarie dell'ipotesi di accordo di sottoporre il testo a referendum fra tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Approvato dal Senato il Disegno di legge "Delega al Governo in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni"
Il concetto che guida il disegno di legge è quello che il Ministro Brunetta continua a diffondere anche offendendo con le sue esternazioni intere categorie di dipendenti pubblici: sono tutti fannulloni, assenteisti e bugiardi. Devono essere controllati, valutati, puniti; si scaglia contro la Cgil rimasta l'unico sindacato che lo contrasta.

La lettura del testo conferma il giudizio negativo già espresso, e la certezza che le norme previste nel disegno di legge invece di portare allo snellimento delle procedure e ad una vera efficienza nel rispetto delle competenze e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, avranno l'effetto di irrigidire i controlli e demotivare i dipendenti.
Sul nostro sito il commento analitico agli articoli del disegno di legge e lo speciale sui provvedimenti del Ministro Brunetta.
I sindacati chiedono una modifica alle norme sul pensionamento d'ufficio
CGIL, CISL, UIL Università hanno proposto un emendamento per modificare la normativa prevista dall'art. 72, comma 11, della Legge 133/2008 che prevede il pensionamento d'ufficio al raggiungimento del 40° anno di contribuzione.
La richiesta è dettata dal fatto che l'approvazione del decreto legge 180 ha prodotto un aggravamento della situazione dell'Università sotto il profilo del personale. Per effetto dei tagli della Legge 133, dal 2010 la quasi totalità degli Atenei avrà superato la soglia del 90% delle spese per il personale, con ciò ricadendo nella previsione di blocco delle assunzioni prevista in questo caso dal decreto 180; l'effetto sarà di un blocco pressoché totale del turn-over, che si inserisce in un quadro attuale di carenza di organico docente, tecnico e amministrativo, aggravato dai pensionamenti volontari in corso.
La salute è un diritto! Prosegue la nostra raccolta di firme
Proseguirà fino al 20 gennaio 2009 la raccolta di firme all'appello di sensibilizzazione dell'opinione pubblica promosso dalla FP Cgil (Funzione Pubblica) e dalla FLC Cgil.
Le due organizzazioni sindacali denunciano la grave discriminazione perpetrata dalla Legge 133/08 nei confronti dei dipendenti pubblici che non possono esercitare il diritto alla salute costituzionalmente garantito per tutti i cittadini.
L'appello fa riferimento in modo specifico alle penalizzazioni subite dai lavoratori pubblici in caso di:
- visite mediche ed esami clinici per la prevenzione dei tumori, anche se si è inseriti nei programmi di prevenzione previsti dalle regioni;
- visite di controllo ed esami clinici effettuati durante la gravidanza, infatti la legge tutela solo i cinque mesi di congedo per maternità obbligatori, le gravidanze a rischio, i parti prematuri.

Il testo dell'appello può essere scaricato dal nostro sito insieme al modulo di raccolta firme che saranno successivamente consegnate al Governo.
Una volta stampato, firmare e far firmare a quante più persone possibili il modulo allegato all'appello e farlo giungere alla FLC Cgil nazionale ad uno di questi recapiti:
FLC Cgil Sede nazionale
Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma
Fax 0039 06 58.54.84.34 - 06 58.54.84.31
e-mail: organizzazione@flcgil.it
Indennità di disoccupazione a requisiti ridotti: il 31 marzo scade il termine per la domanda
La FLC ha predisposto una scheda di lettura sull'indennità di disoccupazione ordinaria e a requisiti ridotti.
Ricordiamo che per la domanda di disoccupazione a requisiti ridotti la scadenza è il 31 marzo di ogni anno, mentre per quella ordinaria la domanda deve essere presentata entro il 68° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Per la consulenza ci si può rivolgere alle sedi territoriali della FLC Cgil e al patronato INCA.
Brevissime
CUN. La sintesi dei lavori del 13 e 14 gennaio.
Scuola. Referendum della FLC Cgil sull'ipotesi di rinnovo del biennio economico 2008/2009. Assemblee in tutte le scuole per dire NO.
Scuola. Famiglie alle prese con le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010: gli adempimenti e la battaglia della FLC contro l'impoverimento della scuola pubblica.
Indennità di disoccupazione. L'Inps con circolare n. 115 del 31 dicembre 2008 comunica la nuova modulistica.
Concorsi università. I bandi in Gazzetta Ufficiale pubblicati sul nostro sito.
CGIL. www.radioarticolo1.it, la web radio che parla al mondo del lavoro.
Internet. Il portale della FLC mette a disposizione un estratto dei suoi contenuti con il sistema RSS. Leggi come fare.

Friday, January 16, 2009

PRC: Boccia la Gelmini al TG1









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

La Gelmini ha rilasciato al TG1 un comunicato sulla circolare sulle iscrizioni. Il comunicato consta di 17 punti: 9 delle affermazioni della Gelmini o sono false o comunque non sono contenute nella circolare sulle iscrizioni ( perché esulano dalla materia: esempio educazione alla cittadinanza, voto numerico, voto in condotta ecc.).
Il tg1 fa un sondaggio sulla scuola primaria e nonostante le bugie della Gelmini
il 67.25% sceglie il tempo pieno, il 22.14% le 30 ore, il 3.05% le 27 ore e il 7.02% le 24 ore.
LA GELMINI E’ BOCCIATA!!!!!
Il sondaggio è ancora aperto:
BOCCIA ANCHE TU LA GELMINI
Clicca immediatamente su:

ANDU: Camera e pre-pensionamento ricercatori

ADU, ANDU, APU, CIPUR, CISAL Univ., CNRU, CNU, SUN, USPUR hanno proposto un emendamento per impedire che i ricercatori universitari possano "subire un pensionamento coatto anticipato al raggiungimento di 40 anni di anzianita' contributiva, pensionamento da cui sono invece esentati professori ordinari e associati". Per leggere l'emendamento cliccare:

L'emendamento proposto si riferisce al comma 3 dell'art.5 del DDL AC 2031. La discussione di questo disegno di legge e' cominciata il 15 gennaio 2009 alla Camera nelle Commissioni riunite I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e XI (Lavoro).

L'on. Clelio STRACQUADANIO (uno dei due Relatori del provvedimento) ha, tra l'altro, sostenuto che "ritiene che il disegno di legge trasmesso dal Senato debba essere approvato senza ulteriori modifiche anche dalla Camera" (v. il testo dell'intervento qui riportato).

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Dal Resoconto sommario delle Commissioni riunite I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e XI (Lavoro) del 15 gennaio 2009:

"Commissioni Riunite I e XI - Resoconto di giovedi' 15 gennaio 2009

SEDE REFERENTE

Giovedì 15 gennaio 2009. - Presidenza del presidente della I Commissione Donato BRUNO. - Interviene il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta.

La seduta comincia alle 14.55.

Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
C. 2031 Governo, approvato dal Senato. (Esame e rinvio).

(...)

Giorgio Clelio STRACQUADANIO (PdL), relatore per la I Commissione, nel ribadire che la sua relazione intende avere natura politica e non tecnica, ricorda che il Senato ha approvato il provvedimento in titolo nel dicembre del 2008, dopo un esame lungo e approfondito avviato nel luglio scorso, che ha visto un dibattito ampio tra le forze politiche, oltre che l'accoglimento di numerosi emendamenti presentati dai gruppi di opposizione e lo svolgimento di una articolata serie di audizioni. Poiche', peraltro, tale provvedimento e' collegato alla manovra di finanza pubblica per l'anno 2009 ed e' configurato come una legge di delegazione, e' - a suo giudizio - evidente che occorre ora procedere alla sua rapida approvazione, per evitare che i decreti attuativi da emanare intervengano in tempi eccessivamente lunghi, compromettendo la sollecita applicazione di principi che possono essere considerati ormai universalmente condivisi.
Sottolinea che e' sua opinione che in un sistema bicamerale serio non debba ripetersi un identico iter di esame dei progetti di legge, bensi' sia necessario concentrarsi sull'approfondimento di specifiche questioni. In sostanza, ritiene che il disegno di legge trasmesso dal Senato debba essere approvato senza ulteriori modifiche anche dalla Camera: per tale ragione, invita i gruppi di opposizione a non intestarsi su una battaglia emendativa di natura ostruzionistica, puntando invece al merito delle questioni. In caso contrario, paventa il rischio che la definitiva approvazione del testo giunga non prima della primavera, con conseguente allungamento dei tempi per l'adozione dei decreti delegati, il che rappresenterebbe, da parte del Parlamento, una prova contraria allo spirito di produttivita' ed efficienza che il provvedimento in esame intende perseguire."

[ANDU] UNINA: 60 medici in pre-pensionamento

== "Ricercatori in pensione. Via dalle corsie 60 medici" su Repubblica di Napoli del 16 gennaio 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

Wednesday, January 14, 2009

ANDU: Sul valore legale dei titoli

Sul valore legale dei titoli segnaliamo:

- di Luigi Bua "Il valore legale del titolo di studio". Per leggere  l'intervento cliccare:

- di Gianfranco Denti "Conseguenze dell'abolizione del valore legale  del titolo di studio sui concorsi di accesso agli impieghi pubblici",  un commento all'intervento di Ferdinando di Orio "Il valore legale  dei titoli di studio: residuato anti-storico o garanzia di uguaglianza?". Per  leggere l'intervento di di Orio e il commento di Denti cliccare:

PRC: COMUNICATO STAMPA 13 GEN. 2009









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

 
COMUNICATO STAMPA
 
Il Governo e la maggioranza che lo sostiene continuano nella loro opera di devastazione della scuola della Repubblica.
Dopo l'approvazione il 18 dicembre u. s. delle bozze dei regolamenti che, tra mille contraddizioni non risolte, renderanno operativa dal prossimo anno scolastico la controriforma Gelmini, in Parlamento, con la discussione del disegno di legge Aprea ed in assenza di una vera opposizione, si sta preparando il colpo di grazia.
Il provvedimento attualmente all'esame della Commissione Cultura della Camera prevede tra l'altro:
-         Tripartizione del ruolo dei docenti, con blocco della progressione economica collegata all'anzianità di servizio e l'introduzione di premi per i presunti "migliori";
-         Chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici,
-         Trasformazione delle scuole in fondazioni di diritto privato.
Continua, inoltre, l'attacco ai diritti sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola e al sindacato, CGIL in primis, con l'eliminazione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU).
Di fronte ad una attacco così virulento è necessario che il movimento di opposizione di studenti, genitori ed insegnanti riprenda il filo delle grandi manifestazioni del 17 e del 30 ottobre scorsi, rilanciando la mobilitazione e le lotte, coinvolgendo tutti i soggetti che hanno a cuore il destino della scuola pubblica.
 
 
Loredana Fraleone Responsabile nazionale Politiche per la Conoscenza   
Gennaro Loffredo      Responsabile nazionale  Scuola e Formazione Professionale
 



Tuesday, January 13, 2009

PRC: comunicato stampa. Dipartimento Università e Ricerca PRC









Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

COMUNICATO STAMPA
 
Sull'Università il Parlamento fa un pasticcio
Il decreto Legge 180, una delle più grandi beffe della storia della ricerca e dell'alta formazione in Italia, è stato convertito in legge. È stato approvato a maggioranza senza modifiche e in maniera autoritaria, cioè privando il Parlamento della possibilità di discuterne nel merito. Così un governo reazionario risponde a mesi di mobilitazioni democratiche e di massa, cioè rifiutando il confronto con chi materialmente è destinato a subire le conseguenze di un provvedimento legislativo. Sull'Università si matura dunque la crisi della democrazia rappresentativa che mostra il suo lato élitista. Come fu per il decreto legge 112 poi legge 133, il governo pone la questione di fiducia e approva il provvedimento in fretta e furia durante un periodo di feste quando le aule universitarie sono deserte e il popolo dell'Univers ità non può esprimere la sua opposizione democratica.
Rifondazione Comunista continuerà a opporsi a disegno regressivo espresso dal governo Berlusconi lavorando per la fase due del movimento e una ripresa dell'iniziativa politica di opposizione nella società e nei luoghi della conoscenza.
 
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-SE

ANDU: Concorsi - Valore legale

== Sui concorsi segnaliamo l'articolo di Anna Maria Sersale "Concorsi, l'allarme dei rettori: 'Temiamo una pioggia di ricorsi'", sul Messaggero del 13 gennaio 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

== Sul valore legale dei titoli di studio invitiamo a leggere l'intervento di Paolo Gianni (CNU) "Sul Valore Legale della Laurea". Per leggere l'intervento cliccare:

ANDU: da onn. Gnecchi e Benamati ad ANDU

Riportiamo due messaggi inviati all'ANDUdall'on. Marialusia Gnecchi sul valore legale dei titoli di studio e dall'on. Gianluca Benamati sulla "strategia di Lisbona".

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Da on. Marialuisa Stella (PD) sul valore legale dei titoli di studio:

"Subject: Rif: di Orio x valore legale titoli To: ANDU <anduesec@tin.it>
Date: Sat, 10 Jan 2009 19:03:56 +0100
From: "Marialuisa On. Gnecchi" <gnecchi_m@camera.it>

avete ovviamente ragione (nota 1), noi del PD speriamo che chi ha votato questo Governo, ma anche chi e' in maggioranza (nota 2) in Parlamento capisca i danni che stanno creando, noi cerchiamo di fermarli, ma pare che il consenso sia ancora alto e si sentono forti del consenso popolare, e' un vero dolore, distinti saluti
Luisa Gnecchi"

- Nota 1. L'on Gnecchi si riferisce ad un intervento, diffuso dall'ANDU, di Ferdinando di Orio, rettore dell'Universita' dell'Aquila, sull'abolizione del valore legale dei titoli di studi. Per leggere l'intervento di di Orio cliccare:

- Nota 2. Nel recente dibattito alla Camera le motivazioni a favore dell'abolizione del valore legale dei titoli di studio "sono state in parte condivise anche dall'opposizione", come ricorda lo stesso di Orio. Queste motivazioni sono da tempo condivise anche da Linda Lanzillotta, ministro ombra del PD, come ha ricordato in "Tecnica della scuola" Alessandro Giuliani il 10 gennaio 2009 nell'articolo "Abolire il valore legale del titolo di studio? Si' bipartisan e il dibattito si accende". Per leggere questo articolo cliccare:

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Da on. Gianluca Benamati (PD) sulla "strategia di Lisbona":

"Subject: DL 180 note
To: ANDU <anduesec@tin.it>
Date: Sun, 11 Jan 2009 00:49:55 +0100
From: "Gianluca On. Benamati" <benamati_g@camera.it>

Cari Amici,

leggo sempre con molto interesse il vostro materiale sulle tematiche della formazione e della ricerca. In special modo ho potuto apprezzare i vostri commenti nella fase del dibattito sulla conversione del decreto legge 180 in materia di istruzione ed universita'.

I molti problemi aperti, per la quasi totalita' irrisolti, vi sono noti come pero' vi sara' anche noto l'impegno profuso dal Gruppo del Partito Democratico per cercare di migliorare il piu' possibile il testo, molto insoddisfacente, del decreto. I risultati li conoscete.

Personalmente mi sono impegnato nella formulazione di un Ordine Del Giorno, modificato in corso di seduta ma accettato dal governo, che rinnova l'impegno nell'ottica della strategia di Lisbona di incrementare in percentuale sul PIL le spese di ricerca sviluppo e di alta formazione.

Certamente un ODG e' una atto politico e non immediatamente operativo ma credo che nell'attuale contesto anche questo tipo di impegni assumano una valenza particolare e per questo credo di farvi cosa gradita, per vostra debita conoscenza, inviandovi copia dell'ODG (nota 1) e il testo della mia illustrazione (nota 2).

Credo che la possibilita' di far veramente eseguire quanto previsto dallODG dipenda dalla convinzione e dalle pressioni di noi tutti.

Resto a vostra diposizione per ogni ulteriore vostra comunicazione o necessita'.

Gianluca Benamati
Partito Democratico
Membro della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati"

- Nota 1. ORDINE DEL GIORNO (AC 1966)

La Camera dei deputati,

in sede di esame del disegno di legge n. 180 (Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca)

PREMESSO CHE

Il Consiglio europeo di Lisbona ha approvato la creazione dello Spazio europeo della ricerca, fissando l'obiettivo per la Comunita' di diventare, entro il 2010, l'economia della conoscenza piu' competitiva e piu' dinamica del mondo;

la priorita' deve risiedere nel potenziamento degli investimenti delle imprese nella ricerca e nell'innovazione e nel fare in modo che gli investimenti pubblici in questi settori abbiano un effetto moltiplicatore sui capitali privati;

l'Unione Europea ha fissato l' obiettivo europeo di spesa in ricerca e innovazione del 3 % sul PIL entro il 2010;

il numero di ricercatori di cui l'Unione dovrà disporre entro il 2010, al fine di conseguire l'obiettivo stabilito dal Consiglio europeo di Barcellona nel marzo 2002, e' pari a 700.000 unita';

per ottemperare a quanto previsto dalla "strategia di Lisbona" in materia di Ricerca e Sviluppo gli stati membri dell'Unione hanno gia' definito obiettivi nazionali e hanno aumentato in valore nominale i bilanci per le attivita' di ricerca;

la ricerca scientifica, con in primis quella universitaria, e' da considerare quale fondamento basilare del progresso e dello sviluppo culturale, tecnologico ed economico del Paese;

gli investimenti in ricerca ed innovazione sono da considerarsi prioritari per la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano;

IMPEGNA IL GOVERNO

a raggiungere nei tempi piu' brevi possibili il livello nazionale di spesa del 3 per cento sul PIL a favore della ricerca e dell'alta formazione, così come previsto dal protocollo di Lisbona.

BENAMATI

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- Nota 2. Illustrazione dell'Ordine del Giorno 9/01966/020 sulla spesa in ricerca paria al 3% del PIL come previsto dalla "strategia di Lisbona" (Gianluca Benamati)

Signor Presidente, onorevole sottosegretario, onorevoli colleghi, tutti ricordiamo come nel Consiglio europeo straordinario di Lisbona del 2000 fu varato un pacchetto di riforme economiche che avevano l'ambizioso obiettivo di far divenire quella europea l'economia basata sulla conoscenza piu' competitiva e dinamica a livello mondiale entro il 2010.
Una delle misure principali per raggiungere questo scopo era quella di destinare una quota pari al 3 per cento del prodotto interno lordo dell'Unione agli investimenti in ricerca e sviluppo entro, appunto, l'anno 2010, creando contemporaneamente uno spazio europeo comune della ricerca.
Ad oggi l'obiettivo del 3 per cento di spesa sul PIL europeo appare ambizioso: la spesa media nel 2006 dell'Unione a 27 non supera, secondo i dati Eurostat più recenti, il 2 per cento, attestandosi all'1,84 per cento con alcune previsioni cautelative di crescita sino al 2,5 nel 2010.
Si tratta, quindi, di un dato che non e'  eclatante e che riflette pero', onorevoli colleghi, una situazione molto eterogenea nei diversi Paesi. Ci sono Stati che non investono in ricerca neppure l'1 per cento del loro PIL, in special modo quelli di recente adesione all'Unione, laddove vi sono realta', come la Svezia e la Finlandia, che hanno raggiunto la soglia del 3 per cento gia' nel 2006. Per quanto riguarda l'Italia, l'ISTAT ha calcolato una spesa, nel 2006, pari a circa l'1,14 per cento del nostro prodotto interno lordo, con un risultato per noi non particolarmente brillante.
Diversamente da quanto facciamo, infatti, i Paesi con cui piu' direttamente ci confrontiamo, quali la Germania e la Francia, avevano, gia' nel 2006, livelli di spesa molto elevati, investendo rispettivamente il 2,51 e il 2,12 per cento del PIL. Notiamo inoltre che Francia e Germania, insieme al Regno Unito, costituiscono da soli poco meno dei due terzi della spesa europea per la ricerca. La nostra situazione non e' brillante, nemmeno se paragonata a quella della Spagna, che ha si' un'incidenza in termini di spesa paragonabile alla nostra, ma che ha avuto nel periodo 2001-2006 crescite medie annue di poco inferiori al 14 per cento, contro il nostro 3,5 per cento. Da qui si deduce che la nostra spesa per la ricerca non è solo bassa, ma cresce anche lentamente. Queste sono le ragioni di fondo di questo ordine del giorno, che e' attuale in una situazione economica che lo rende, se possibile, ancora piu' urgente. Oggi, infatti, siamo immersi in una crisi mondiale che non e' più solo finanziaria ma e' anche industriale e i tempi di evoluzione di questa crisi e i suoi esiti non sono ne' scontati ne' prevedibili. E' evidente che l'export manifatturiero italiano e' stato il vero motore della nostra economia. Anche nel 2008, nonostante la crisi, il settore delle esportazioni e' cresciuto del 4,3 per cento nei primi dieci mesi dell'anno, con un contributo non solo dei settori di qualita' per noi tradizionali, come il tessile o l'abbigliamento, ma anche dei settori ad alta tecnologia, come la meccanica di precisione e le macchine per l'industria. Proprio per questo, per sostenere il futuro del Paese e per fronteggiare la crescente competitivita' globale, oggi piu' di ieri, e' necessario uno sforzo verso una politica economica di sviluppo basata sulla ricerca e sull'innovazione, che sappia aumentare e valorizzare la nostra presenza nei settori ad alta tecnologia e rafforzare la nostra
competitivita' in quelli tradizionali.
Cio' che si chiede in questo ordine del  giorno e' di rinnovare l'impegno a muoversi nella direzione indicata dal Trattato di Lisbona. Proprio in questa sede, nel momento in cui stiamo convertendo un decreto-legge che non ci soddisfa appieno e alla vigilia di un'importante dibattito su un decreto-legge contenente misure per ridisegnare, in funzione anticrisi, il quadro strategico nazionale, sentiamo l'esigenza di riaffermare, con chiarezza, che nel nostro Paese la ricerca, sia pubblica sia privata, così come la formazione e il sapere, pur nelle presenti difficolta', rimangono cruciali per lo sviluppo economico e sono priorita' di investimento per il futuro.

ANDU: di Orio x valore legale titoli

"IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO:
RESIDUATO ANTI-STORICO O GARANZIA DI UGUAGLIANZA TRA CITTADINI?

Ferdinando di Orio
Rettore dell'Universita' degli Studi dell'Aquila

L'ordine del giorno presentato dalla Lega Nord e approvato ieri in Parlamento che vincola il Governo all'abolizione del valore legale del titolo di studio, non puo' non preoccupare fortemente tutti coloro che abbiano a cuore le sorti del sistema universitario pubblico. A maggior ragione, se rappresenta l'avvio della fase due di riforma dell'Universita' piu' volte annunciata dal Ministro Gelmini.
Una preoccupazione che deriva sia dal merito della questione sia dalle motivazioni con le quali e' stata affrontata che - ahime' - sono state in parte condivise anche dall'opposizione che ha ritenuto questo punto "un buon inizio per una riforma del sistema universitario basato sul merito, sulla qualita' dell'insegnamento e della ricerca".
Il valore legale del titolo di studio  viene individuato come la causa di formalismi e rigidita' che pesano sul nostro sistema universitario e che, secondo le dichiarazioni di Paolo Grimoldi della Lega, primo firmatario dell'ordine del giorno, determinano la "falsa concorrenza agli atenei del Nord da parte delle universita' meridionali che si sono trasformate in laureifici".
La sua abolizione indurrebbe, invece, una  concorrenza virtuosa tra Atenei che darebbero sempre maggiore importanza alla qualita' della didattica, attraendo le matricole ad iscriversi in quelli sedi universitarie che godono di maggior prestigio in tal senso.
La mancanza, inoltre, della necessita' del "pezzo di carta" per accedere al mercato del lavoro, implicherebbe la frequenza delle scuole e delle Universita' solo da parte dei ragazzi veramente motivati, con un conseguente miglioramento dell'offerta formativa.
Queste motivazioni sembrano tuttavia dimenticare che l'Universita' italiana gia' compie una spietata selezione degli studenti in funzione di varabili che poco hanno a che vedere con il merito in senso stretto (si laurea l'81,4% di studenti con genitori laureati, il 59,6% con genitore diplomati, il 41,8% con genitori con la licenza media, il 30,2% con genitori con la licenza elementare) e che il nostro Paese non puo' assolutamente permettersi di continuare ad essere la cenerentola del Paesi OCSE nel numero di laureati (solo il 17% della popolazione tra i 24 e i 34 anni ha conseguito una laurea a fronte di una media OCSE del 34%).
Invece di escogitare incentivi per motivare i giovani a frequentare l'Universita' e per aumentarne il successo negli studi universitari, si rincorrono espedienti per demotivarli ulteriormente e condannare il nostro Paese ad un inarrestabile declino culturale.
Espedienti che, peraltro, hanno il vizio sostanziale di ritenere che l'abolizione del valore legale del titolo di studio possa magicamente sanare tutti i problemi e le distorsioni presenti nell'Universita' italiana.
In realta' cio' determinerebbe esclusivamente una liberalizzazione del sistema formativo che, accompagnata dalla sua privatizzazione, comporterebbe un'esplosione di corsi privati dall'incerta qualificazione in un "mercato formativo" fatalmente influenzabile da logiche economiche. Con la conseguente necessita' di istituzione di un sistema in grado di verificare la qualita' dell'insegnamento di ogni sede, certificando percorsi formativi e contenuti didattici. Così un provvedimento nato per garantire il superamento di "formalismi e rigidita'", comporterebbe di fatto una ulteriore burocratizzazione dei percorsi formativi e di tutta l'attivita' universitaria.
La sostituzione del valore legale del titolo di studio con un sistema di accreditamento degli Atenei, trasformerebbe una garanzia "in uscita" verso il mondo del lavoro in un prerequisito "in ingresso" nel mondo dell'Universita', con un corto-circuito logico che, classificando gli Atenei in diverse categorie di eccellenza, finirebbe per discriminare gli studenti fin dall'accesso nelle Universita', con una chiara violazione sia del dettato costituzionale sia delle direttive comunitarie - recepite peraltro dal decreto legislativo 206/07 - secondo le quali i paesi membri dell'UE sono tenuti a riconoscere il valore legale di titoli e qualifiche di ciascun altro paese.
In realta' il valore legale del titolo di studio rappresenta, in un sistema di generale precarizzazione del mondo lavoro, la migliore garanzia in grado di assicurare reali condizioni di uguaglianza per tutti i cittadini nell'accesso al mondo delle professioni. Il sospetto e' che il vero obiettivo non sia tanto il miglioramento della qualita' della didattica e della ricerca universitarie quanto piuttosto l'ulteriore liberalizzazione proprio del mercato del lavoro."

ANDU: "La Legge Gelmini-Giavazzi"

Segnaliamo tre interventi e riportiamo in calce un'Agenzia Apcom e una parte dell'intervento dell'on. Giulio Melis sul precariato.

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I tre interventi:

- di Guglielmo Forges Davanzati "Líuniversita' che piace a Confindustria" su Economiaepolitica, 8 gennaio 2009. Per leggere l'intervento cliccare (senza interrompere la stringa!):

- di Alessandro Figa' Talamanca "Gli errori della ìGelmini-Giavazziî sui concorsi universitari" su Economiaepolitica, 8 gennaio 2009 (v. in nota precisazione ANDU). Per leggere l'intervento cliccare:

- di Pierluigi Mantini "La riforma Gelmini che c'e' e non c'e'" su ItaliaOggi del 9 gennaio 2009. Per leggere l'intervento cliccare:

Nota. Figa' Talamanca, richiamando una posizione dell'ANDU, scrive che l'ANDU stessa "raccoglie molti ricercatori universitari". Gli iscritti all'ANDU sono per il 12% ordinari, per il 34% associati, per il 53% ricercatori e per l'1% assistenti.

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L'Agenzia APCOM:

Universita'/ Miraglia (Andu): nuovi concorsi non cancellano baronie 
08-01-2009 20:05
Decisiva presenza membro interno e ultima parola alle Facolta'

Roma, 8 gen. (Apcom) - Rimane negativo il giudizio dei sindacati e delle associazioni dei docenti universitari a proposto delle novita concorsuali per diventare docente accademico introdotte dal decreto 180 approvato oggi in via definitiva dalla Camera: secondo Nunzio Miraglia, coordinatore dell'Andu, i poteri 'baronali' verranno mantenuti in vita sia perche' nelle commissioni continuera' ad essere presente un membro interno, sia per la possibilita' delle facolta' di non accettare candidati ammessi dalle commissioni d'esame.

"Le novita' introdotte dal decreto - dichiara ad Apcom il leader dell'Andu - sono fortemente attenuate da due fattori che mantengono in vita il localismo: si tratta del potere dato ad ogni Facolta' accademica di rigettare le indicazioni date dalle commissioni d'esame sui singoli aspiranti; l'altro aspetto e' quello dell'inspiegabile mantenimento del membro interno alla facolta' dove si svolge il concorso".

Per l'associazione dei docenti universitari i quattro membri esterni alla commissione dei concorsi per docente e i due per quella di ricercatore sarebbero insufficienti: "Il fatto che gli esterni siano numericamente maggiori non cambia lo stato delle cose: per vincere parentopoli e corporativismi - continua Miraglia - si sarebbe invece dovuto eliminare del tutto la presenza di membri interni, che sono la 'madre' di tutti i nepotismi universitari, introducendo finalmente un sorteggio 'puro' di soli membri esterni tutti sorteggiati".

Secondo il leader dell'Andu quella approvata oggi non rappresenta poi una riforma dei concorsi: "Il testo introdotto - sostiene Miraglia - si riferisce solo all'ultima tranche dei concorsi gia' banditi, quindi di un sistema che esiste da trent'anni. Ma non riguarda i concorsi futuri: questi concorsi cosi' formulati rappresentano un ulteriore segnale di inamovibilita'".

Il nuovo sistema dei concorsi per accedere alla carriera di docente e ricercatore rischierebbe infine di allungare le fila dei lavoratori universitari precari: "Il decreto prevede che la meta' dei soldi recuperati dai pensionamenti potranno essere destinati al turn over: ma di questi fondi - sostiene il sindacalista - il 60% potra' essere indifferentemente speso per assumere ricercatori a tempo determinato o indeterminato".

"E' chiaro che i rettori punteranno sui contratti a termine. In questo modo aumentera' il loro potere e nello stesso tempo potranno accedere ai fondi nazionali perche' non sforeranno il tetto del 90% del budget destinato alle assunzioni definitive. E questa feroce indicazione accademica si puo' definire un modo per aiutare i giovani meritevoli? La realta' - conclude Miraglia - e' che per loro aumentera' ulteriormente, anzi a dismisura, la possibilita' di rimanere precari".

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Dall'intervento dell'on. Giulio Melis (PD) dell'8 gennaio 2009 nell'Aula della Camera:

"Siamo di fronte ad una grande emergenza nazionale. Vi e' un'intera generazione di giovani che a quarant'anni, dopo averne trascorsi venti come precari nei laboratori di ricerca italiani ed esteri, nelle cliniche, nelle biblioteche, negli archivi e nel retroterra delle cattedre universitarie (spesso accollandosi i compiti di grande significato e di grande rilevanza per l'andamento dell'intero sistema) non ha ancora una collocazione definitiva. Diceva un grande economista che ho avuto la fortuna di conoscere, Giorgio Fua', che i ragazzi saltano da una borsa all'altra come Tarzan nella giungla faceva con le liane. Era una maniera spiritosa di indicare una situazione purtroppo per niente spiritosa, anzi tragica e drammatica.
Abbiamo creato (e sembra che non ne  capiamo gli enormi costi sociali) una generazione di sbandati e di senza futuro."

ANDU: Il DL 180 diventa Legge

Il 15 dicembre 2008 si e' svolta nell'Aula della Camera la discussione sulle linee generali del disegno di legge S. 1197 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualita' del sistema universitario e della ricerca. Per leggere gli interventi cliccare (senza interrompere la stringa!):
E' intervenuto anche l'on. Eugenio Mazzarella, che ci ha invitato a segnalare il suo intervento.

Il 5 gennaio 2009 nell'Aula della Camera e' proseguita la discussione e nel corso di questa seduta "il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del provvedimento nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato. La fiducia sara' votata nella seduta di mercoledì 7 gennaio, a partire dalle ore 16. Giovedi' alle ore 12 sono previste, in diretta televisiva, le dichiarazioni di voto finali."
Avendo il Governo posto la fiducia, non saranno votati gli emendamenti presentati. Per leggere questi emendamenti cliccare:

A diventare legge definitiva sara' quindi  il testo approvato dal Senato il 28 novembre 2008 e non modificato alla Camera. Per leggere i contenuti della legge che sara' pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cliccare:

Sui contenuti e sulle valutazioni della legge segnaliamo l'articolo di Anna Maria Sersale "Stop agli scatti di stipendio se il prof non fa ricerca", sul Messaggero del 6 gennaio 2009. Per leggere questo articolo cliccare:

Sui contenuti e il significato del DL 180 l'ANDU e' piu' volte intervenuta. Richiamiamo, in particolare, i seguenti documenti:
- "I concorsi del DL 180 richiesto da Giavazzi" del 16.11.08. Per leggerlo cliccare:
- "DL 180. E' (anche) questione di serieta'" dell'1.12.08. Per leggerlo
cliccare:

ANDU: "Manifesto per l'universita' pubblica"

Segnaliamo:

dal sito della Casa Editrice DeriveApprodi:

"Gaetano Azzariti, Alberto Burgio, Alberto Lucarelli, Alfio Mastropaolo

Manifesto per l'universita' pubblica

* 10

Il libro Contro la crisi dell'universita' pubblica da tempo voci isolate o minoranze combattive hanno manifestato il proprio dissenso e avanzato proposte. Oggi pero' si tratta di una lotta per la sopravvivenza: la riduzione dei fondi, le misure che rendono pressoche' impossibile l'inserimento dei giovani studiosi nel sistema di ricerca, la privatizzazione delle universita' sono le armi di un'eutanasia annunciata.
Contro queste misure il mondo universitario si ribella. Dopo anni di torpore e silenzio gli studenti hanno ritrovato la voglia e la forza di manifestare. Queste le ragioni che hanno spinto alcuni docenti a riflettere sul presente, ma anche a rivendicare un possibile futuro per l'universita' pubblica e il sapere critico."

Contributi

- Sotto l'"egida" dell'oligarchia di A. Burgio
- Si puo' non trasformare un danno grave in un'irrimediabile catastrofe? A. Mastropaolo
- Per un'universita' "senza condizione" di G. Azzariti
- L'universita' oltre la frontiera del diritto pubblico. Le fondazioni universitarie. A. Lucarelli

ANDU: La Lega Lombarda dei Rettori

La novita' nella vicenda della "proroga del mandato, in scadenza e non rinnovabile" del Rettore della Statale di Milano (v. nota 1) non e' la proroga in se': ormai forse non c'e' Ateneo in cui lo Statuto non sia stato 'forzato' per allungare il mandato dei Rettori in carica oltre la scadenza prevista.
La novita' qui e' che l'autonomia dell'Ateneo milanese e' 'aiutata' dall'esterno. Infatti "i colleghi (rettori, ndr) degli altri atenei lombardi fanno pressing sul Senato accademico della Statale perche' si modifichi lo statuto, e lo si faccia in fretta."

Il 'bello' e' che, a livello nazionale, si vorrebbe modificare per legge la cosidetta governance degli Atenei per dare poteri praticamente assoluti al Rettore (v., per esempio, la proposta del PD, nota 2). L'ANDU, al contrario, vorrebbe che si allargasse la partecipazione democratica alla
gestione degli Atenei e quindi si ridimensionasse nettamente la figura del Rettore, abbandonando un 'assetto' dannoso per il Sistema nazionale delle Universita' e devastante per tanti singoli Atenei (v. in calce la proposta dell'ANDU).

Nota 1. V. l'articolo "Universita', un patto per Decleva. Lettera degli undici rettori lombardi: deve restare al vertice" su Repubblica di Milano del 29 dicembre 2008. Per leggere l'articolo cliccare:

Nota 2. V. il documento dell'ANDU "Governance. La controriforma del PD e la proposta ANDU". Per leggere il documento cliccare:

====== Proposta dell'ANDU per l'organizzazione degli Atenei

Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"), eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero 'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione' dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.