Diffondiamo un intervento sui test d'ingresso inviatoci da Marcella Cannarozzo, dell'Universita' di Palermo. Cannarozzo si riferisce all'intervento di Fabio Luppino "Test d'ingresso via al carosello. Ci guadagnano solo gli atenei", sull'Unita' del 19 ottobre 2009. Per leggere l'intervento di Luppino cliccare:
Riportiamo piu' sotto anche i messaggi di Maria Rosaria Volpe, dell'Universita' Federico II di Napoli, e di Luca d'Agostino, dell'Universita' di Pisa, che si riferiscono sempre all'intervento di Fabio Luppino
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da Marcella Cannarozzo dell'Universita' di Palermo:
"Possiamo discutere serenamente circa l'utilita' o meno dei test di ingresso ed il proliferare di costosissimi corsi per la preparazione ai test, evidenziare le pecche di questo nuovo sistema di reclutamento e selezione, ma non e' questo lo spirito dell'articolo di Luppino.
Siamo, ahime', in presenza dell'ennesimo pezzo scritto con superficialita', pieno zeppo di quei luoghi comuni lamentati proprio dall'autore e soprattutto che non fa nessun distinguo tra facolta' e facolta', tra ateneo e ateneo.
"Ogni esame ha un prezzo che ruota attorno ai 150 euro" dichiara Luppino. "Ruota attorno" vuol dire che ci sono atenei che fanno pagare di meno e atenei che fanno pagare di piu' ma mediamente la cifra e' quella. Mi piacerebbe sapere dove accade questo. A me risultano cifre estremamente piu' basse, 30-50 Euro. Probabilmente la mia informazione e' parziale ma temo fortemente che anche quella dell'informatissimo giornalista, che dovrebbe fare "informazione", non e' piu' completa. "Ci guadagnano solo gli atenei". Si e' chiesto Luppino quanto costa all'universita', in termini di spesa e di tempo, la preparazione e la gestione dei test di ingresso?
"I quiz non cadono mai nello stesso giorno". Secondo l'autore si tratta di un espediente per far si che lo studente partecipi a piu' test di ingresso, e in effetti e' così. Si tratta di un espediente per permettere allo studente che VUOLE partecipare a piu' test di ingresso, di poterlo fare.
Chiediamoci piuttosto come mai uno studente oggi voglia partecipare sia al test di ingegneria, sia a quelli di odontoiatria e di psicologia. Come mai e' disposto ad iscriversi a qualsiasi facolta' pur di iscriversi all'universita'. Non ha delle preferenze? Delle ambizioni, dei progetti per il suo futuro? Non si accorge di avere delle attitudini per un tipo di studio piuttosto che per un altro? Questa e' una bella domanda da farci cercando di rispondere con dati alla mano e non riempiendoci la bocca ancora una volta di luoghi comuni.
Luppino prosegue presupponendo che chi si occupa di preparare i test di ingresso sia una persona, o un gruppo di persone, che agisce in modo arbitrario, sospinto da chissa' quale subdola motivazione. Forse mi sbaglio ma cos'altro può significare "piu' della meta' delle domande dei test non ha alcuna ragione legata alla facolta' che si sta per iniziare"? Perche' piuttosto non e' andato ad indagare sul lavoro che c'e' dietro la preparazione dei test, da lui dichiarati "idioti"? Se ci sono studi sui risultati?
La ciliegina sulla torta e' l'ultimo trafiletto in cui viene riportato il caso (scandaloso?) della studentessa di medicina che lamenta di essere stata "fermata" per ben due anni al test di medicina e che adesso finalmente, riuscita a passare, ha fatto un brillante esame di Anatomia. Mi chiedo cosa vuole dimostrare raccontandoci questo interessante episodio.
Luppino, avrebbe potuto fare molto di piu' e dare un reale contributo alla questione che pare gli stia a cuore. Invece ha fatto un articoletto che non serve a nulla se non a coloro che vogliono essere nutriti da questo tipo di "cibo".
Marcella Cannarozzo
Facolta' di Ingegneria
Universita' di Palermo"
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da Maria Rosaria Volpe dell'Universita' Federico II di Napoli:
"Sento parlare delle vergogna dei test d'ingresso solo da Voi dell'ANDU e per la prima volta anche da persone di grande spessore come i premi Nobel in un appello firmato da 1000 persone, se non sbaglio.
I test non solo sono una grande bufala perche' non servono per capire la capacita' dello studente, ma toglie a molti la possibilita' di esprimersi al meglio, oltre a tutti gli interessi che circolano attorno ai test. Vi chiedete perche' non si fa una battaglia seria?? Forse perche' si andrebbero a toccare gli interessi di cui sopra."
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da Luca d'Agostino dell'Universita' di Pisa:
"Le prove di ammissione fatte come lo sono oggi, con margini di accettazione spesso inferiori all'incertezza dei risultati - anche ammettendone molto ottimisticamente la pertinenza - sono estremamente aleatori, e quindi iniqui.
Essendo d'altra parte ragionevole nell'interesse di tutti (comprese le famiglie degli studenti) ridurre il numero delle matricole che rimarrebbero tali a vita, le prove di ammissione potrebbero essere mantenute a condizione di essere meno irragionevolmente selettive o, meglio ancora, rese inutili da una seria istruzione superiore."